SULLA SOPPRESSIONE DI ALCUNE SCUOLE IL PRESIDENTE DELLA C.M. SCRIVE AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

San Luca, 12 dicembre 2008

Il Presidente della Comunità Montana “Aspromonte Orientale” Giuseppe Strangio ha inviato un accorato appello al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio, agli organi scolastici e politici della Regione, affinché quanto previsto dal Decreto «Gelmini» e dalla deliberazione della Giunta Regionale n. 787 del 27.10.2008 con la quale sono state approvate le linee guida per il ridimensionamento della rete scolastica regionale, venga presa in considerazione tutta la problematica riguardante le zone disagiate e di montagna..

Sulla base “di insistenti voci di ventilate soppressioni e/o accorpamenti di plessi scolastici periferici (ricadenti in Comuni interni, disagiati, rurali e montani)  con quelli centrali (ricadenti nei Comuni costieri), scrive Strangio,  e ritenendo “dette ipotesi scongiurabili in virtù delle gravissime conseguenze che si verrebbero a creare in tema di diritto allo studio”, nella considerazione obiettiva  che “le istituzioni scolastiche esistenti sul territorio della C.M. in molti casi non rispettano gli standard numerici previsti dalla legge e sono a rischio soppressione e/o accorpamento” ma che le stesse scuole “si trovano nell’entroterra ed insistono nei territori di Comuni Montani, a distanza di diversi chilometri dalla costa e con una situazione viaria di collegamento pessima”, il neo Presidente Strangio analizza la questione e chiede un provvedimento ad hoc per queste zone. “E’ indubbia ed insostituibile la funzione sociale che riveste la scuola in un territorio particolare quale è quello in cui ricade la C.M. che rappresento. Oltre al dato formativo e culturale alla cui base si fonda la funzione pedagogica della scuola, secondo Strangio, esiste anche un problema di natura sociale.   Le scuole assumono, oltre alla funzione formativa, il ruolo unico di essere promotrici di iniziative finalizzate alla crescita culturale e sociale dei ragazzi.  Sopprimere le stesse significherebbe intraprendere la strada del degrado sociale, culturale ed economico.

Perseguire un processo di razionalizzazione delle scuole, basato sul solo dato economico e non tenere conto della particolarità socio – economica del territorio è alquanto sbagliato.

Significa smantellare gli ultimi presidi dello Stato  e della legalità e lasciare spazio e terreno fertile all’anti-Stato ed all’illegalità”. Per questi motivi, il Presidente della C.M. chiede agli Organi Istituzionali, di intervenire, ciascuno per la propria competenza, affinché si scongiuri la chiusura delle scuole Montane, Rurali e Disagiate (dal punto di vista dell’orografia del territorio).