Ardore, 5 giugno 2010

 

Al fuoco! Al fuoco! Parte così una telefonata, probabilmente dal telefonino cellulare, per i Vigili del Fuoco e per i Carabinieri di Ardore. La giornata non è proprio calda. Da un po’ di giorni il cielo è nuvoloso. A Bianco e Africo è piovuto. Ad Ardore due turisti hanno aperto le finestre della propria villetta e marito e moglie si dividono i lavoro. Il dottor Nuccio è nello spiazzo antistante la casa, zona del demanio di circa cento metri quadrati. Grazia, la moglie, pulisce la terrazza. Attorno alla villetta sono stati piantati alcuni alberelli un anno fa per rendere più gradevole il paesaggio. L’erba è già secca e deve essere tagliata. Il medico napoletano vi provvede con una zappetta ed un rastrello. Ha attaccato alla fontana un tubo per annaffiare i piccoli alberi. Un lavoro di una ventina di minuti. Tutto attorno è erba secca; poi il marciapiede, il lungomare e il mare. Potrebbe portare ai margini del giardino il piccolo mucchio di erba trascinato dal rastrello, ma decide di  eliminarlo con il fuoco, tanto, c’è sempre l’acqua. Non ci sono fiamme, solo fumo. Dopo cinque minuti è tutto finito, anche se nell’aria si sente odor di bruciato. Qualcuno bussa alla porta del medico.  E’ un signore che abita tre villette dopo la sua. I due non si conoscono ma si scambiano alcune battute circa le sterpaglie bruciate. Il modo di porsi del visitatore non è gradito al medico che lo invita a lasciare la propria abitazione. Passano dieci minuti ed il lungomare viene “svegliato” dalle sirene dei vigili del fuoco seguiti dalla macchina dei Carabinieri e da quella dei Vigili Urbani. Transitano veloci ed osservano i mille metri di lungomare sia in andata che al ritorno, senza accorgersi di nulla. Non c’è fumo in alcun posto. Il capo pattuglia pensa già ad uno scherzo quando il signore che ha segnalato il fatto blocca il camion ed indica il luogo esatto. Il medico fa accomodare tutti a casa: generalità, residenza …. Un interrogatorio regolare e  la contestazione che comunque era stata commessa una infrazione. Non si possono in questo periodo bruciare sterpaglie all’aperto.

Domani i coniugi ripartiranno per Aversa. Durante lo scorso inverno hanno subito un furto con tentativo di incendio della villetta che frequentano due-tre mesi l’anno. E’ difficile vivere nella Locride.