Inaugurata la nuova toponomastica. Ardore ricorda i concittadini illustri

Ardore, 23 marzo 2008

Tra gli applausi di una significativa rappresentanza di Ardore, don Donato Ameduri, parroco di Santa Maria del Pozzo, ha benedetto la prima targa della nuova toponomastica, intitolata a Domenico Brancartisano (1912-1974) Direttore Generale Ministero del Tesoro, collocata presso il torrente Schiavo, all'angolo della villa Arcuri. La cerimonia, molto toccante e significativa, è stata introdotta dal sindaco della città Giuseppe Campisi - gli era accanto il presidente del consiglio comunale dottor Giuseppe Grenci, già sindaco di Ardore ed artefice, assieme all'assessore ai beni culturali Sergio Filippone, dell'iniziativa della nuova toponomastica, -  il quale ha sottolineato l'importanza di una toponomastica che tenesse conto dei figli di Ardore che con il loro lavoro, la loro presenza e la loro azione hanno contribuito alla crescita di  generazioni sane e rispettose del passato. Gli ha fatto eco l'ex sindaco Giuseppe Grenci il quale ha ricordato l'impegno della compagine amministrativa da lui guidata quando si è pensato di affidare ad una commissione l'arduo compito di una nuova toponomastiche che tenesse conto anche degli uomini illustri di Ardore: "che hanno trasmesso valori dando lustro alla città, come Mario Vincenzo Careri, da poco scomparso, e quindi non ancora, per legge, titolato a riceversi l'intitolazione di una via o di una piazza". Nel suo breve discorso ha ringraziato Sergio Filippone, assessore pro tempore e consigliere comunale di maggioranza, per l'impegno profuso e per la passione con cui ha seguito i lavori della Commissione incaricata alla formulazione della intitolazione delle strade in ricordo degli illustri concittadini. Anche don Donato Ameduri dopo la benedizione è intervenuto per ricordare che nel novero dei personaggi illustri che hanno onorato Ardore vanno ricordati anche due religiosi: don Giulio Sansotta e Padre Ireneo Conti "che attendono ancora di essere ricordati". Sono intervenuti, per una breve presentazione delle figure ardoresi, il giornalista Domenico Agostini nipote acquisito dell'avvocato Francesco Autelitano, primo sindaco di Ardore del dopoguerra, ricordato dal poeta Mario Vincenzo Careri nel suo libro "Fatti da cotraranza":

«Vinnu ccà 'nu mericanu,
cancellau lu podestà
e chiamau ad Atolitanu
prest''u sindacu mu fa.
E così, chist'abbocatu
cu garofanu 'nto pettu
russu, vivu e spompinatu,
du Comuni fu l'elettu»

 Filippo Racco nipote di Domenico Spatolisano, sindaco di Ardore dal 1954 al 1957,  Caremelo Femia, fratello di Aldo Femia, partigiano della resistenza ed Eusebio Brancatisano figlio di Domenico Brancatisano, nobile ed eminente figura ardorese che ha aiutato moltissimi giovani ardoresi ad affermarsi in vario settori della vita sociale ed associatiova".

Il discorso del Sindaco Giuseppe Campisi              Il discorso del Presidente del Consiglio dott. Giuseppe Grenci
Il "ricordo" del giornalista Domenico Agostini                   Il "ricordo" del prof. Filippo Racco
Il "ricordo!" di Carmelo Femia                              Il "ricordo" di Eusebio Brancatisano