Costituito a bovalino il comitato civico

della locride per la difesa dell'acqua come bene comune

Bovalino, 28 aprile  2007  

E’ stato costituito a Bovalino il Comitato Civico della Locride per la difesa dell’acqua come bene comune. L’incontro propedeutico all’atto costitutivo, presenti  Candido Sebastiano, Caparra Rita, Cataldo Giuseppe, Ceravolo Maria, Costa Anna Maria, Dattilo Giuseppe, Dicembre Enzo, Ielasi Liliana, Mallamo Vincenzo, Marando Marisa, Papalia Filippo, Pelle Cinzia, Romeo Teresa, Seminara Franco, Solco Salvatore, Strangio Giuseppe,  si è tenuto presso la parrocchia San Nicola di Bari.  L’idea per la costituzione di un Comitato, hanno detto Cinzia Pelle e Giuseppe Dattilo è nata durante un campo di lavoro animato dai missionari comboniani e in particolare da P. Alex Zanotelli, che ha posto con forza il problema dell’acqua, sia a livello locale che globale. “Per comprendere l’importanza sempre crescente che l’acqua assumerà nei prossimi anni, ha sostenuto Dattilo, basterà pensare che già oggi sulla Terra più di un miliardo e trecento milioni di persone non hanno diritto all’acqua e nel giro di pochi anni questo numero salirà a tre miliardi” . “Secondo la Fao, ha detto Cinzia Pelle, nel 2050 quasi un terzo dell'umanità sarà senz'acqua potabile. Inoltre secondo un recente rapporto dell’IPCC la disponibilità di acqua sta diminuendo sempre più, soprattutto nelle zone dove la siccità è endemica”. Per i sostenitori del Comitato in considerazione del fatto che sono forti gli interessi connessi a questo prezioso ed indispensabile bene, si sta tentando a livello mondiale di far passare il principio secondo cui l’acqua è un servizio e non un diritto. Sempre per i relatori, nel nostro Paese, a causa della Legge Galli si è venuto a creare una situazione favorevole alla privatizzazione. Infatti nonostante la legge Galli affermi testualmente e solennemente che “Tutte le acque superficiali e sotterranee, ancorché non estratte dal sottosuolo, sono pubbliche e costituiscono una risorsa che è salvaguardata ed utilizzata secondo criteri di solidarietà”, lascia spazio all’inserimento dei gestori privati. In pratica l’acqua è pubblica, ma la sua gestione può essere privata. Di fatto la legge Galli ha avviato una privatizzazione dell’acqua in diverse regioni che ha portato ad aumenti indiscriminati di tariffe, senza un reale beneficio nella qualità del servizio. Questa legge, hanno spiegato Dattilo e Pelle, è stata recepita dalla Regione che ha istituito 5 ATO (Ambiti Territoriali Ottimali) ma,m caso unico è stato anche un sovrambito regionale la cui gestione è stata affidata (art. 40) ad una società mista a prevalente capitale pubblico. A questa società è stato affidato tutto il patrimonio di conoscenze e infrastrutture idriche create a suo tempo dalla Cassa per il Mezzogiorno. Questa società, la Sorical, di proprietà della Regione per il 46% e per il 54 da una multinazionale francese, ha in affido per un periodo di 30 anni, il complesso infrastrutturale delle Opere ed il connesso servizio di  fornitura all'ingrosso ai 5 ATO calabresi, oppure direttamente ai comuni dove il gestore d’ambito non è ancora stato individuato”. Problema: pagheremo l’acqua molto cara in quanto sarà privatizzata”. Questa in sintesi la prospettiva evidenziata dai promotori dell’incontro.  Per Sebastiano Candido il Comitato nasce con l’intenzione di sensibilizzare le persone sul problema e di partecipare alla raccolta firme per il sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare “Principi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque e disposizioni per la ripubblicizzazione del servizio idrico”.

Dopo il dibattito è stato eletto il  Consiglio Direttivo temporaneo composto dai signori: Cataldo, Dattilo, Ielasi, Pelle e Ceravolo, che durerà in carica fino alla prossima riunione dell’Assemblea.

Domenico Agostini