AFFIDO CONDIVISO. IL  21 OTTOBRE CONVEGNO A PIU' VOCI

Bovalino, 20 ottobre 2006

L’atteso convegno “a più voci” sull’affido condiviso che si svolgerà il 21 ottobre con inizio alle ore 16, presso l’Aula Magna dell’Istituto d’Istruzione Superiore “Francesco La Cava” di Bovalino, ha già suscitato attenzione e curiosità da parte delle popolazioni del comprensorio locrideo e reggino, anche per la prestigiosa presenza del prof Marino Maglietta, presidente dell’Associazione Nazionale “Crescere Insieme”, del Direttore dell’Ufficio Pastorale della Diocesi Locri-Gerace  Don Pietro Romeo, della matrimonialista del foro di Locri  Antonella Vizzari, e della psicologa Maria Francesca Pustorino, psicologa.

Al prof. Maglietta, giunto ieri pomeriggio a Bovalino abbiamo rivolto alcune domande di anticipazione al convegno. Professore Maglietta, si afferma da molte parti che la legge è scritta male, che è ambigua e contraddittoria, cosa ne pernsa?  “Verissimo; come è vero che la sua corretta applicazione richiede un’attenzione e un impegno che nelle aule dei tribunali si è poco abituati a mettere . Ed è corretto chiedersi anche come queste varie carenze siano entrate a far parte del testo finale, per capire se eventuali modifiche dovrebbero tendere a ridurre la portata della legge o a renderla più incisiva”. La legge, si dice anche che è stata accolta positivamente da larga parte della popolazione. E’ vero? “La legge è stata salutata generalmente con notevole soddisfazione, soprattutto dalle famiglie separate, ma anche tra gli esperti di psicologia e di diritto i primi commenti sono prevalentemente favorevoli. Non mancano, d’altra parte, al di là delle impressioni soggettive, elementi e dati di fatto che confortano tale positivo apprezzamento. Ad esempio, la preannunciata paralisi dei tribunali non c'è stata, i ricorsi per modificare le situazioni preesistenti sono stati relativamente pochi e soprattutto non si è avuta nelle nuove separazioni quella esplosione del  contenzioso da varie parti annunciata, ma anzi i primi dati pervenuti dai tribunali mostrano una riduzione della litigiosità, valutata mediamente intorno al 30%. In sostanza, dunque, si sta verificando l’esatto opposto di quanto prospettato nelle fosche previsioni degli avversari della riforma”. Un’ultima domanda: l’affidamento condiviso è una soluzione obbligata o il giudice potrà disporre diversamente?.  “Se lo chiedono, sulla scia della vecchia normativa, sia molti padri che ci terrebbero ad averlo, come anche un certo tipo di madri, che dal  vecchio sistema si sentirebbero maggiormente protette, per motivi più che altro viscerali. La domanda viene girata, di regola, al proprio avvocato, per il momento soprattutto quando si tratta di modificare situazioni preesistenti, e quindi principalmente da padri separati. Gli esempi sono numerosi ed evidenti.  In particolare, a condurre in pratica a decisioni tanto disomogenee è stato un uso distorto del concetto di “interesse del minore” come parametro di riferimento. Il criterio è certamente giusto, e tutto l’impianto normativo è ispirato a tale salvaguardia; ma di esso la legge indica esplicitamente in cosa consista, ossia nel mantenergli l’apporto educativo e affettivo di entrambi i genitori il più ampiamente possibile e nella maggior parte delle situazioni. Non corretto, dunque, è utilizzarlo per introdurre elementi di arbitrarietà, dando a se stessi licenza di decidere qualsiasi cosa a qualsiasi proposito, giustificandosi con una propria personale interpretazione di tale interesse. Un conto è ricorrere al principio generale in mancanza di una norma specifica; altra cosa ignorare una prescrizione particolare, perfettamente chiara e definita, invocando un criterio del tutto generico. La conseguenza di un simile atteggiamento è semplicemente quella di privare il cittadino di ogni certezza di diritto”.

Domenico Agostini