LA POLIZIA DI STATO ARRESTA UN ESTORSORE
Bovalino, 15 novembre 2008
Nell’ambito
di meticolose ed articolate indagini dirette dal dirigente del Commissariato di
Bovalino Luciano Rindone, coadiuvato Squadra Mobile di Reggio Calabria, nella
mattinata di ieri hanno tratto in arresto Nicola Berlingeri, di anni 43, nomade,
residente a Bovalino, pluripregiudicato per numerosissima reati contro il
patrimonio, già sottoposto alla misura di prevenzione personale della
Sorveglianza Speciale della P.S. All’arresto, come dicevamo, si è giunti dopo
appostamenti, riscontri telefonici, pedinamenti nel contesto delle costanti
operazioni di polizia tendenti a contrastare la criminalità organizzata con
particolare riferimento alle estorsioni, un male che continua a colpire
cittadini inermi, in barba alle più elementari norme del vivere civile. La
Polizia di Stato di Bovalino ha quindi inanellato un altro successo, affidando
alle “cure” del carcere mandamentale di Locri un altro della banda degli
estorsori.
La strategia adottata per l’illecita attività consisteva nel rubare autovetture, autocarri e quant’altro avesse comunque un certo valore commerciale e nasconderli in un luogo sicuro, senza manometterli o tentarne la vendita. Il complice o i complici –sono in corso interrogatori ed identificazione di alcuni aderenti al clan dei nomadi, nell’immediatezza del fatto avvicinava i proprietari degli autoveicoli rubati facendo loro capire che con il pagamento di una somma (che variava a seconda dell’importanza del mezzo), sarebbe stato possibile recuperarlo nella sua integrità. In questo modo, il misero che aveva subito il furto, nella speranza di ritrovare la refurtiva, non produceva denuncia né al Commissariato né all’Arma dei Carabinieri, in attesa che il “caso” si risolvesse in modo positivo e senza “rumori”. Se l’”affare” si concludeva, al derubato veniva data informativa precisa dove ritrovare la refurtiva. recava in un posto prestabito e si riprendeva il proprio autoveicolo. , non produceva denuncia né al Commissariato né all’Arma dei Carabienieri, in attesa che il “caso” si risolvesse in modo positivo e senza “rumori”. In questo modo la banda era sicura di incassare il malloppo e di considerare, per il momento, “il caso chiuso”. L’ultimo di tali illeciti è stato fatale per l’arrestato.
Gli investigatori della Polizia di Stato di Bovalino, dopo una serie di servizi di osservazione e pedinamento, hanno accertato che il Berlingeri era l’uomo che veniva contattato dalle vittime dei furti d’auto ed egli stesso, successivamente, stabiliva il prezzo per la restituzione dei mezzi rubati, prospettando loro che soltanto pagando si sarebbe potuto evitare la distruzione totale dell’autoveicolo, destinato, in quest'ultimo ed estremo caso allo smontaggio dei pezzi. Un modo "elegante" ed estremamenete convincente per ottenere il cosiddetto “cavallo di ritorno” che però, questa volta è fallito e le manette sono scattate per fermare l’attività criminosa del Berlingeri. Secondo il Commissario Capo Luciano Rindone, non si esclude che siano stati diversi i cittadini vittime di questa pratica delittuosa soprattutto nei comuni di Ardore e Bovalino ove il Questore della provincia di Reggio Calabria ha inteso intensificare i controlli allo scopo di scongiurare e prevenire episodi e reati cosiddetti “predatori”.
Domenico Agostini