ANCHE BOVALINO CON GLI STRISCIONI BIANCHI CHE NASCONDONO LE MALEFATTE UMANE
IN UNA GIORNATA TENTATA RAPINA ED UN BOSSOLO CALIBRO 9 A SCOPO ESTORSIVO
Bovalino, 27 novembre 2006
Via
XXIV Maggio. Antonella Abbigliamento. Uno dei tanti negozi di vestiario
moderno. Vetrate antisfondamento. L’arredamento è di gusto. La titolare,
come tutti i commercianti è impegnata per sei giorni la settimana e deve
lavorare sodo per "tirare avanti" con dignità. Nessun lusso. Niente di
niente. Solo lavoro, sudore. In tre anni ha subito tre tentativi di rapina a
mano armata. Se l’è cavata con la perdita dell’incasso giornaliero. Giovedì
23 novembre, ore 23,30. Gli inquilini del palazzo sentono rumori provenienti
dall’esterno del negozio. Partono delle telefonate alle forze dell’ordine.
L’attesa si fa snervante ed i tre minuti sembrano un’eternità. L’arrivo di
Polizia e Carabinieri mette in fuga due o tre giovani. Con grosse pietre
tentavano di sfondare la vetrata. Un modo abbastanza strano, perché
rumoroso, per tentare una rapina. Le forze dell’ordine trovano delle tracce
di sangue. Qualcuno si è tagliato mentre tentava di aprirsi un varco.
Via L.M. Spagnolo, traversa via XXIV Maggio. Fratelli Marcovecchio. Non c’è
alcuna insegna, ma da trentacinque anni vendono bibite, acque minerali e
birra all’ingrosso.
Due fratelli: Felice e Antonio sposati e padri di figli (uno studia
all’Università). Hanno ereditato
dal
padre Mario, grande lavoratore, commerciante trasferitosi a Bovalino dal
napoletano negli anni Cinquanta, l'attività che portano avanti con grande
dignità, passione e professionalità. Venerdì 24 novembre , come sempre, alle
ore 13,00 chiudono la serranda e vanno a casa per il pranzo. Alle 16.00,
ritornano per il turno pomeridiano. Sulla soglia della grata basculante di
alluminio zincato c'è un bossolo di pistola calibro nove, sistemato in bella
vista. E' un segnale. Felice, il fratello maggiore, non se n'è nemmeno
accorto. Antonio lo guarda, capisce tutto e invita il fratello portarsi
all’esterno. Una telefonata ai Carabinieri ed alla Polizia di Stato e di lì
a poco la verifica: un bossolo caricato artigianalmente, in piena
efficienza. La scientifica opera i rilievi di legge. Dal 1979 è la sesta
volta che l'azienda è fatta segno di violenza: incendi, furti, e atti
vandalici alle abitazioni ed alle macchine. Il dopo degli efferati fatti
criminosi è stato rappresentato dal silenzio, uno strano silenzio perché
succede spesso che quando c’è qualche denuncia, un furto o il ritrovamento
di oggetti rubati, l’informativa raggiunge immediatamente le agenzie
giornalistiche le quali informano con tempestività i corrispondenti per il
“pezzo” che poi sarà gridato da qualche locandina con scritte a caratteri
cubitali. Questa volta non è andata così. Nessun fax, nessuna telefonata,
proprio niente. Perché non è successo niente di straordinario. Ci sono stati
soltanto due atti criminosi e gravissimi.
Qualcuno ha cercato di rubare qualche altro cerca la “mazzetta”. Ed allora
….. silenzio! Ma è possibile che ancora una volta dobbiamo stravolgere ogni
cosa ed imporre il massimo rumore soltanto per gli striscioni con le scritte
“Ammazzateci tutti” o similari? Certo che la gente perbene, quella che
quotidianamente lavora si indigna per i delitti efferati ed è sensibile alle
manifestazioni di protesta alle quali partecipa come ha fatto per tutte le
manifestazioni contro la 'ndrangheta, ma attenzione, quella stessa gente
incomincia a stancarsi di tutto quanto sembra appartenere all’esteriorità.
Riteniamo che è necessario amplificare i fatti, mandare in giro le
fotografie, scrivere articoli, invitare le televisione di stato e quelle
private per filmare i luoghi, parlarne subito con gli scolari, gli studenti
della media e del superiore senza però fermarci sul fatto emotivo, anche se
grave e da tutti condannato; è urgente ragionare e dire che così non si può
più andare avanti che le famiglie non riescono con mille/milleduecento euro
al mese, garantire anche le piccole cose ai propri figli i quali violentati
dalle televisioni che fanno vedere mondi virtuali, irreali ma che sembrano a
portata di mano, fanno di tutto, ma proprio tutto, per raggiungere quel
“mondo” che è lusso, sesso e che sfocia in violenza.
A Bovalino in due giorni abbiamo dovuto registrare due atti gravi,
gravissimi. Ad essere stati offesi, due imprenditori e tante famiglie
coinvolte. Abbiamo il diritto-dovere di non lasciarli soli.
Domenico Agostini
(Le foto del negozio Antonella Abbigliamento)