BOVALINO - Inaugurata la casa natale del martire bovalinese Camillo Costanzo, missionario gesuita. Convegno con presenze qualificate e assenze istituzionali
Bovalino 2 gennaio 2007
A
cura dell'Arciconfraternita "Maria SS Immacolata" della frazione Bovalino
Superiore d'intesa con la Parrocchia "S.Caterina V.M.", è stato organizzato il
convegno "L'azione apostolica del beato Camillo Costanzo, missionario gesuita
bovalinese, martire in Giappone" (1571-1622) e successivamente, l’inaugurazione
della casa dove nacque il martire bovalinese che è ubicata proprio di fronte
alla Chiesa Matrice. Dopo l'introduzione del priore dell'Arciconfraternita
Antonio Blefari che ha informato i presenti che “l’iter burocratico di
acquisizione e restauro della casa del Beato era felicemente concluso e ciò
permetterà ai visitatori di poter accedere nei locali resi accessibili grazie
all’impegno dell’Arciconfraternita”. Il Priore è stato critico nei confronti di
quei politici che hanno “dimenticato” i beni culturali esistenti nella nostra
zona e più precisamente quelli importantissimi di Bovalino Superiore”. Giovanni
Carteri, saggista ha parlato sul tema: "Il contesto storico, sociale e religioso
nella Bovalino del Beato Camillo Costanzo" e padre Giovanni Ladiana S.J.
Superiore dei Padri gesuiti di Reggio Calabria ha trattato il tema:
"Spiritualità missionaria della Compagnia di Gesù: ieri e oggi". Atteso
l’intervento di padre Stefano De Fiores, docente di Mariologia alla Pontificia
Università Gregoriana di Roma il quale ha tracciato in maniera esemplare e dotta
"La figura meravigliosa del Beato Camillo Costanzo come emerge dalle sue lettere
dal Giappone e dalla Cina". Dopo le conclusioni del Vescovo della Diocesi di
Locri-Gerace Mons. Giancarlo Brigantini, vi è stato il taglio del nastro e
l’inaugurazione ufficiale della casa del beato Camillo Costanzo. All’incontro
era presente anche il Sindaco di Bovalino Francesco Zappavigna ed il capogruppo
dell’UDEUR al Consiglio provinciale Luigi Giugno. La ristrutturazione del
piccolo ambiente iniziato nel luglio dello scorso anno, è stato ultimato da
pochi giorni. Nella casa del beato è stato ospitato anche l’archivio
dell’Arciconfraternita, la quale, con grande passione ed amore, continua a
lavorare per “conservare” i “profumi”, la cultura e gli ambienti che un tempo
rappresentavano la “potenza” e la “forza” di Bovalino.