BOVALINO
FIRMATI GLI ATTI PER LA BOVALINO-BAGNARA
Nella sala della Giunta municipale alla presenza di tecnici, assessori,
consiglieri provinciali, assessori comunali, sono stati firmati gli atti per il
primo lotto Bovalino-svincolo di Natile
Bovalino,19
dicembre 2006
Giornata storica per Bovalino e per tutta la
Locride. Son passati trentatre anni, da quando l’ingegnere Brath, con grande
intuizione, presentò ad un convegno organizzato a Bovalino dall’Associazione
Culturale “Brutium”, il progetto circa la fattibilità del traforo dello
Zillastro per una strada a scorrimento veloce che congiungesse Bovalino Marina a
Bagnara Calabra. Si trattava di uno studio-progetto pronto in tutti i dettagli. ma era soprattutto un’idea che
doveva rilanciare l’economia di un territorio fortemente segnato dalla
'ndrangheta, dalla precarietà della rete stradale che non consentiva facili spostamenti e quindi
facili “approdi” per un turismo di massa. La politica, allora, fece parecchi
passi indietro, nel senso che preferì Cosenza e Catanzaro a Reggio Calabria ed
alla Locride. La storia ricorda che la politica sposò un altro traforo per
congiungere lo jonio al Tirreno: Marina di Gioiosa Jonica-Rosarno. Passò tanto
tempo e le attenzionalità di lottare per l’autostrada da Reggio Calabria a
Catanzaro non solo non venne sposata ma, sempre la politica, limò tanto sulle
comunicazioni da ristrutturare la ferrovia, eliminando treni importanti per il
collegamento Sud-Nord e rallentando la velocità. Fine del turismo, fine delle
infrastrutture qualificate e qualificanti il territorio con buona pace per le
esperienze parlamentari joniche.
Lo studio di Brath venne ripreso dall'Amministrazione
provinciale (Calabrò Presidente e Mazza Presidente del consiglio)aggiornato dalla Comunità
Montana Aspromonte Orientale nel 1996 (President4e Mollace) ed inviato all'ANAS che condivise la
proposta e valutò l’urgenza di realizzare il collegamento. Dobbiamo attendere
ancora cinque anni perché il 13 ottobre del 2001 l'allora Provveditore alle
OO.PP. di Catanzaro Ing. Giovanni Grimaldi, giudicasse l'opera irrinunciabile e
irrimandabile. Un anno dopo, la sottoscrizione dell’Accordo di Programma Quadro
per il Sistema delle Infrastrutture di Trasporto della Calabria che prevedeva
la cosiddetta “Bagnara-Bovalino”.
Stamattina nella sala della Giunta municipale, presenti per la parte
tecnica-operativa: Domenico Italo Cuzzola, responsabile del procedimento della
Provincia di Reggio Calabria, Vincenzo Procopio Direttore dei Lavori, Bruno
Polifroni e Santo Fedele, Direttori operativi, Maurizio Panuccio, Ieroianni,
Angela Procopio, Pietro Corona, l’Impresa Piacente Costruzioni (CG), gli
assessori provinciali allo Sport e Tempo Libero Gangemi e ai LL.PP. Canale, il
capogruppo provinciale dell’Udeur e presidente della Prima Commissione Giugno e
il consigliere provinciale Sergi, membro della prima Commissione, il sindaco
Zappavigna e gli assessori Comunali Iemma, Caminiti, Squillaci, Sacco, il
Presidente del Consiglio comunale Mallamo e il consigliere Vettrice, si è
proceduto alla firma degli atti relativi alla consegna dei lavori per il
collegamento “Bovalino-Bagnara, lotto E, stralcio I tratto Bovalino (innesto
nuova SS 106) – svincolo per Natile”, per l’importo a base d’asta di circa 10
miliardi del vecchio conio, comprensivi degli oneri per la sicurezza, per
complessivi 13,8 chilometri. L’ampiezza della carreggiata sarà di 10,50 metri: 2
corsie da 3,75 m. e 2 carrabili da 1,50 m. E’ una strada classificata C1.
Tutto qui per il momento. Insomma si inizia un'opera con un solo lotto:
BOVALINO-NATILE NUOVO!!!!!!! Buon lavoro, comunque.
La Bagnara-Bovalino,
si legge nella relazione di presentazione: “si pone l'obiettivo di
agevolare il passaggio dalla costa ionica a quella tirrenica della provincia
Reggina, garantendo un elevato grado di connessione con e tra i centri preaspromontani tirrenici, ionici e pianigiani. Il sistema di interconnessione
con le strade e i centri urbani esistenti si attua attraverso la realizzazione
di 8 svincoli e 4 innesti (es. svincolo di Santa Cristina). Da Bagnara Calabra a
Bovalino Marina l'opera si snoda per circa 39 Km. Utilizza in parte un percorso
già esistente (da Platì a Bovalino) dove sono già in itinere ammodernamenti e
migliorie, e in parte (da Bagnara Calabra a Platì) si è progettato un tracciato
completamente nuovo.
Opera più rilevante dell’infrastruttura è il traforo dello
Zillastro, una doppia canna di lunghezza pari a circa 6 km, decima lunghezza
assoluta in Italia.
Lungo l’arteria, si susseguono quasi ininterrottamente 23 viadotti, 3 gallerie
naturali ed anche 11 gallerie artificiali. L'intero progetto è stato diviso in
cinque lotti. I tempi previsti per la consegna dei manufatti sono entro il 2015.
Il costo globale dell'opera è stimato intorno a 835 milioni di euro. Il progetto
tiene sempre in considerazione il rispetto dell'ambiente, dovendosi inserire in
un contesto incontaminato e di grande bellezza naturale”. Per l’ing. Cuzzola, “è
un evento significativo per la provincia di Reggio e per la Locride, trattandosi
di una grande opera che segnerà l’inizio di una nuova stagione di prosperità e
di crescita delle popolazioni che godranno della vicinanza all’opera”. Per il
Sindaco Zappavigna “si apre una nuova era che tutti noi aspettavamo da più di
trenta anni. Vogliamo augurarci che i lavori proseguano celermente e che anche
gli altri lotti possano iniziare così da poter assistere alla ultimazione degli
stessi tra nove anni. La prima pietra l’abbiamo idealmente posta stamattina ed
attendiamo con ansia l’inizio dei lavori”.
Si parla dell'opera globale. Intanto partono soltanto quelli per 13 chilometri!
Chi scrive è sempre convinto delle cose alle quali credeva e crede. Nel 1962
(frequentavo l'Istituto Magistrale "G. Mazzini" di Locri, su un numero unico TEDOFORO,
stampato con il ciclostile, scrivevo che la risurrezione della nostra zona
poteva avvenire a patto che lo Stato costruisse l'autostrada.
Ai calabresi tapparono la bocca, la strada è rimasta la stessa, la povertà è
aumentata, la criminalità continua a sfruttare il degrado ambientale e sociale,
imperando sul territorio.
Altro che "riscatto". Qui si arricchiscono i ricchi, il ceto medio sta
impoverendosi ed i poveri sono sempre più poveri. Chi si gongola per le briciole non pensa al futuro della jonica ma a sé
stesso ed ai propri figli.
Domenico Agostini
Clicca per leggere l'articolo
del 27 aprile 2007
Clicca per leggere
il resoconto del convegno del 28 aprile 2007