Per la Bovalino-Bagnara ancora convegni!

Bovalino, 29 aprile 2007

E' stato un Convegno di grande spessore. Limpegno profuso dai due presidenti dei prestigiosi Club Rotary e Lions di Locri è servito, però,  a richiamare a Bovalino addetti ai lavori ma non anche però la classe politica. Un convegno dalle forti motivazioni sociali, culturali ed economiche che comunque meritava di più. Ci sono stati, è vero,  interventi qualificati dei due Presidenti Ferraro e D’Agostino, del senatore Pietro Fuda (al centro nella foto) , dell’eruroparlamentare Armando Veneto, dello scrittore-giornalista AntonioDelfino, del consigliere provinciale Vincenzo Sergi, quello del Presidente dell'Ordine dei Medici,  ma non c'è stata  la presenza di quel  “popolo”, che l’ingegnere Filippo Papalia (nella foto n. 2)  presidente del Comitato “Bovalino-Bagnara” (costituito a Bovalino nel 2006)  ha quantificato, in  difetto, in 7.500 persone, essendo questo il numero dei firmatari per l'adesione al Comitato. 
Il problema della Bovalino-Bagnara, si sa, continua ad affascinare anche se si ridiscute con trentacinque anni di ritardo, nel mentre l'altra Politica, questa sì con la P maiuscola, è compatta nel pretendere il completamento della tratta che da Caulonia   toccherà in tempi brevi Roccella jonica, Marina di Gioiosa Jonica, Siderno e più “a lungo termine” Locri, Portigliola, Marina d’Ardore.
Nel Terzo Millennio, sempre a Bovalino, dove è stato battezzato il progetto del traforo dello “Zillastro”, si ripropone ancora una volta il problema “per una prospettiva sociale ed economica diversa della zona”, con la stessa enfasi della trattazione delle "prospettive dell'ex stabilimento di Bricà". In questo mondo di musicisti, dove manca però il pubblico per applaudire o fischiare, chi continua ad avere i piedi per terra, a dispetto di tutto e di tutti, è il senatore Pietro Fuda, anch’egli ingegnere, ma prima di tutto amministratore e politico non di quelli “prestati alla politica” come si scriveva nel 1995, all’indomani della sua strepitosa elezione al consiglio regionale,  ma uno che sa come si chiamano le cose. Egli, anche in questo convegno è stato pragmatico ed operativo com’è sempre stato ed è. Ha detto chiaro e tondo che sarà difficile trovare i finanziamenti per un'opera complessa quale la Bovalino-Bagnara e si è augurato una maggiore presa di coscienza, soggiungendo con convinzione “Faccio parte di questo governo ed il mio voto, molto importante,  lo metto a disposizione della popolazione locridea e della Piana, per la costruzione  di questa opera che dovrà servire per il decollo della zona”. Sulla necessità dell’investimento governativo si è espresso Filippo Papalia che nella’enfasi di presentare il Comitato e di esaltare l’entusiastica adesione di cittadini dei due mari, si è dimenticato di mettere in risalto i ritardi accumulati dai rappresentanti politici che brillavano per la loro assenza. Ed ha fatto bene Antonio Delfino quando nel suo articolato ed incisivo intervento, dopo aver tratteggiato le fasi storiche che hanno portato alla costruzione delle strade dell’Aspromonte, “finalizzate alla ricerca ed alla cattura dei briganti”,  ha concluso parafrasando un’espressione di un personaggio di Leonardo Sciascia:  “Non fatemi offesa dicendomi che lo Stato esiste”. Tra gli altri interventi  quello del consigliere provinciale Sergi, del Presidente dell’Ordine dei Medici Veneziano,  del Sindaco di Siderno Figliomeni.
All’incontro c’era anche l’ingegnere Antonino Brath (al centro della foto), lo stesso che trentaquattro anni fa (1973), senza ancora un capello bianco, alla presenza di oltre trecento persone, in quello che era il più bel salone per ricevimenti della Locride, l’Hotel Orsa Sud (per distinguerlo dal gemello di Piazza stazione  Hotel Orsa – Da vent’anni e passa a Bovalino non c’è ombra di struttura alberghiera,  se non quella di Villa Afrodite!) presentava il suo progetto per il traforo dello Zillastro che avrebbe rappresentato, ad opera ultimata (otto anni), l’infrastruttura essenziale per il rilancio socio-politico-economico-culturale dell’Aspromonte Orientale, della Locride e della parte tirrenica aspromontana.  A Bovalino era già iniziato il triste mercato dei sequestri di persona.
Gli abbiamo scattato una foto, per ricordare a tutti che quell’uomo aveva  sviluppato un progetto immaginando qualcosa di buono, di grande e lo aveva regalato alla politica su un vassoio d'oro. il 3 settembre del 1973 i cittadini bovalinesi e non applaudirono la relazione di Brath.  Al Comune si era insediata la classe giovane democristiana desiderosa di prendere il posto della "vecchia". L'operazione del "nuovo" riuscì, i sequestri continuarono e dello Zillastro se ne riparlò nel 1984. Intanto era stata inaugurata la galleria di millecinquecento metri della Limina per la tratta Rosarno-Gioiosa Marina.
Quei sant'uomini (giovani del '50!) del Centro Studi Brutium, fecero ritornare Brath nel settembre del 1984 e invitarono anche l'onorevole Benedetto Mallamaci del PSDI, assessore regionale, questa volta per un convegno nel salone dell’Hotel Orsa e l'insigne studioso osò ripresentare il progetto ai politici provinciali e regionali, convinto che ancora si potesse fare qualcosa. L'evento fu ripreso da Teleradio Sud che utilizzò le immagini e gli interventi per una lunga rubrica di due ore dal titolo "Settegiorni" con ospiti "ruspanti" come Roberto Papalia ed il sindacalista Vincenzo D'Agostino e politici come Guido Laganà, assessore regionale al turismo.
Abbiamo rivisto  l'ingegnere Brath tre mesi fa, dopo ventitre anni, all’incontro presso la sede municipale di Bovalino per la firma della consegna dei lavori di un lotto di pochi chilometri: svincolo di Bovalino per Platì - svincolo  Natile Nuovo.  Probabilmente il professionista starà misurandosi con una scommessa con sé stesso: essere presente ogniqualvolta si parla della Bovalino-Bagnara. Una presenza di testimonianza per vedere la fine della storia. Almeno lui continua a crederci o, con molta più probabilità, gode del gioco degli uomini che continuano nel volo del calabrone. una nota diversa che si distinse dal coro dei consensi fu proprio quella di Benedetto Mallamaci che dichiarò di ritenere utile negli interessi del territorio della locride e in particolare della vallata del Buonamico e del Careri l'ammodernamento della 106 con due corsie da Reggio a Catanzaro.

(Nella foto. L'ing. Antonino Brath)

Clicca per leggere l'articolo 19 dicembre 2006
Clicca per leggere l'articolo del 27 aprile 2007