BOVALINO
SALVIAMO IL CORSO UMBERTO
Bovalino, 4 LUGLIO 2006
Non è la prima volta che gli
operatori commerciali del Corso Umberto, il vero Centro storico della Marina, si
pongono in termini di conflittualità con l’Amministrazione comunale passata e
presente. Lo facevano negli anni Sessanta quando il Corso era transitabile nel
doppio senso di scorrimento e causava non pochi ingorghi nonostante l’esiguo
numero di automezzi circolanti; negli anni Settanta per via del manto stradale
non affidabile, fino ad arrivare ai giorni nostri allorché anche
l’illuminazione, quella che è agonizzante: smorta e pendolante tra un palazzo
antico ed una struttura ammodernata di fronte, contribuisce a rendere
quattrocentocinquanta metri del Corso Umberto quasi spettrale per la totale
assenza di persone, quando invece negli altri paesi, si preferisce passeggiare
ed incontrarsi con altra gente. Eppure in questo budello illuminato senza gusto
e che con un po’ di fantasia e con qualche progetto potrebbe cambiare le sorti
del paese, vi sono ben sessanta esercizi commerciali tra gioiellerie,
abbigliamento, mercerie, bar, macelleria, alimentari, pelletteria, ecc. Il corso
Umberto che abbiamo voluto ripercorrere tra la Piazza Gaetano Ruffo e la Piazza
delle Rimembranze, continua a vivere di assenza di progettazione e fantasia che
se per un verso vanno addebitati a gestioni passate della pubblica
amministrazione dall’altra sono effetto di contrapposizione tra diverse anime di
associazioni che dovrebbero tendere a valorizzare l’esistente programmando in
modo intelligente il prossimo futuro.
Eugenio Cutugno, uno dei “vecchi” commercianti di Bovalino non ha remore
nell’analizzare la situazione: «Ditemi voi se possiamo chiamarlo centro storico.
In piena estate in questo pezzo di strada, dalle nove di sera e fino alle due,
si vedono apparire e scomparire soltanto indiani, marocchini e tunisini, in
maggioranza giovani. I bar sono chiusi, non vi è una vetrina illuminata. Insomma
Bovalino è sempre di più morta, come quei paesi che eravamo abituati a vedere
nei film western». Ma non si tratta soltanto di “sfogo”, il signor Cutugno è
anche propositivo: “Hanno trasferito ogni tipo di manifestazione nella Piazza
Camillo Costanzo. Se questo lo fa l’Amministrazione Comunale per via del palco
che ospita gruppi teatrali, danza e spettacoli può star bene anche se esiste
un’altra Piazza e meriterebbe più attenzione perché storicamente più
significativa (vi ospitava la Torre Scinosa, manufatto di avvistamento a base
quadrangolare troncopiramidale, distrutta nel 1912 perché, si dice, ostacolasse
la vista del mare a qualche potente che aveva la casa vicino alla torre ndr) ma
anche altre associazioni che operano nel settore, hanno abbandonato il Corso. Se
ci fosse un mercatino di bijotteria, se si sostenesse l’idea di una
mostra-mercato permanente estiva, verrebbe a crearsi quella curiosità, quell’attenzione
necessarie perché il corso si animasse, richiamando gente anche dagli altri
paesi. Insomma penso che dobbiamo svegliarci per aiutare il paese. C’è poi il
problema dei bidoni della spazzatura, sempre stracolmi e nauseabondi, continua
Cutugno; con quaranta gradi attuali, il bidone di alluminio ne raggiunge almeno
sessanta e si può bene immaginare la “gradevolezza” degli odori provenienti dai
rifiuti, specialmente quando si tratta di pesce! Dovete scrivere che siamo stati
costretti a tappare i tombini laterali per evitare di far uscire i ratti dalle
fogne, conclude l’operatore del commercio, Ne ho visto uno grandissimo ed un
gatto fuggire a gambe levate appena lo ha notato. Per non parlare delle zanzare,
altra nota dolente, che rendono invivibile ed insonni le nottate. Insomma,
conclude Cutugno, è veramente triste che nel 2006 ci siano ancora questi
problemi che paesi a noi vicini hanno già da tempo risolto». Una denuncia
circostanziata che merita una immediata risposta da parte dell’Amministrazione
Comunale che da una settimana è all’opera per la pulizia ordinaria e
straordinaria di tutto il paese.