I  n u o v i   g a b b i a n i (The news sea gulls)
(In costruzione. A cura dell'UNLA di Bovalino)
 

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Amore a Palinuro         Un giorno tu saprai

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Nel 1965 il Dirigente dell'UNLA Domenico Agostini,  giovane universitario, acquista a rate una chitarra elettrica ed un amplificatore da 50 w. Quando i due colli vengono consegnati al Centro di Cultura Popolare dell'UNLA della popolosa frazione "Pozzo", dove abitava, molti giovani (Mario Verduci, Giuseppe Stipo, Francesco Capogreco figlio di Nicola, il cugino Francesco Capogreco figlio di Antonio, Mimmo Verduci, Salvatore (Tury) Ceravolo, Rosario (Rorò) Ceravolo, Antonio (Totò) Mittiga, Pasquale Macrì e tanti altri ...) improvvisano una festicciola, e si radunano al Centro per vedere la chitarra elettrica "dal vivo". Una novità, la chitarra elettrica, in quell'anno ammirata soltanto in televisione o durante le feste di piazza ed in estate al Lido Orsa di Bovalino, Lido Ardor di Ardore quando a rallegrare le serate si chiamavano i "complessi".  La chitarra appena tolta dal suo fodero cartonato e rivestito in velluto rosso, è extrapiatta: una "Ariston" di color rosso granato e nero.  Il secondo pacco contiene l'amplificatore a tre ingressi per due chitarre e un microfono. Freneticamente viene sistemata la cavetteria. Le prime note sono arpeggiate con  timore ma l'amplificatore irradia il suono per tutta la contrada. Di lì a poco il Centro si popola di giovani e meno giovani. Tra i giovanissimi c'è anche uno studente dodicenne: Pepè Platani (nella foto in alto, accovacciato), oggi chitarrista e musicista di indiscusso valore. E' il tocco magico della novità. L'insegnante, Mimmo Agostini, non è un vero chitarrista, è uno "strimpellatore", suona "ad orecchio" ed i suoi "idoli" sono i Beatles, i Rolling Stones, Presley, Twitty, Sedaka, Burke, e poi Tenco, Gaber, l'Equipe 84, i Rockes ed altri gruppi molto popolari in quegli anni. il giovane Pepè, quando Mimmo non suona, ripete  i giri armonici di do, la, re, mi, fa, sol, si. Dopo soli due mesi le chitarre elettriche diventano due. La "solista" che continua a  suonare Mimmo, quella di "accompagnamento" Pepè.  Dopo quattro mesi (siamo nel 1966) un altro giovane, Paolo Cacìa, artigiano ed impiegato presso l'industria del legno di "Bricà" acquista in proprio una chitarra basso ed un amplifiicatore.  Per un complesso beat, manca la batteria. E' a questo punto che entra in scena il ragioniere Antonio Mittiga il quale si fa promotore per organizzare il gruppo. Chiama, dalla vicina Siderno,  Ninì Ingrati, voce solista e batteria (nella foto è con il microfono) e Mario Talarico, organo, (nella foto è il secondo da sinistra)
Il gruppo è affiatatissimo ma il cantante si rende conto che potrebbe esprimersi meglio se ci fosse un batterista. Siamo nel mese di giugno del 1966. Un altro giovane di Siderno entra a far parte del complesso. Si chiama Mimmo Alvaro (è morto nel 2008 a seguito di malattia), un ottimo batterista, fantasioso ma anche, qualche volta, scontroso con i compagni e con il pubblico. Nell'estate di quell'anno  i Nuovi Gabbiani suonano quasi ogni sera ai lidi "Orsa" e "La Rocchetta" di Bovalino e  "Ardor" di Ardore. Le "serate" servono per fare "gruppo". L'anno dopo Paolo Cacìa (il primo da sinistra nella foto) lascia il posto a Renato Fragomeni anche questi di Siderno. Il complesso viene ribattezzato: "The new sea gulls"(I nuovi gabbiani). Incidono negli studi della RAI di Cosenza un 45 giri  per la Fonit-Cetra:
Amore a Palinuro e Un giorno tu saprai.
E' il successo. Ora il complesso è impegnato quasi ogni sera per accompagnare i cantanti nelle tournée in Calabria in occasione delle feste paesane o di concerti nei lidi e per  Intrattenere il pubblico prima dell'esibizione di cantanti famosi. Accompagnano Nelly Fieramonti, Tony Cucchiara, Isabella Iannetti, Henry Wrigth ed altri ancora. Dalla Locride si spostano  nel crotonese e nel   catanzarese (Pietra Grande di Soverato), poi a Vibo Valentia, poi alla Tonnara di Palmi. Nel 1969 Mimmo Agostini lascia il gruppo per motivi di studio (il motivo vero è che alla  sua fidanzata non piaceva che egli, quasi tutte le notti, restasse fuori a suonare nelle piazze e nei lidi, rientrando al mattino),  e da quel momento  il complesso  risente della sua mancanza. Totò Mittiga ingaggia due sassofonisti "tenori" molto bravi: Armando Barile di Gioiosa Jonica, proveniente dal complesso "The Esotic Sound" e Pasquale Macrì di Bovalino ma residente a Torino dove suonava in un noto complesso della città piemontese.  Con loro il complesso continua a suonare nei lidi e nelle feste di piazza riscuotendo ovunque successo. Al lido di Catona, I Nuovi Gabbiani incontrano Mino Reitano ed il fratello Franco i quali rivolgono apprezzamenti per l'affiatamento e la professionalità dei singoli componenti. Partecipa al Cantasud organizzato da Daniele Piombi e al Comunale Cilea di Reggio Calabria hanno un grandioso successo. Ninì Ingrati incanta il pubblico con la famosissima canzone di Barry Ryan "Eloise" e "Gli occhi verdi dell'amore", pezzi forti già collaudati negli anni 1968 e 1969 quando alla chitarra solista c'era Mimmo Agostini. Passano il turno ed entrano in finale, classificandosi al quarto posto.  Nel 1970, a Ninì Ingrati viene affiancato un giovane di Locri, Basilio Catania, che è cover dei Beatles. L'anno successivo il tastierista Mario Talarico lascia il complesso per trasferirsi a Roma ed a sostituirlo viene chiamato Rirì Cua di Ardore che assieme a Pasquale Macrì, cercano di imporre il gruppo che pur avendo ottimi musicisti non ha più la passione per continuare.  Nel 1972 anche Rirì Cua lascia i Nuovi Gabbiani per trasferirsi a Torino.
Nel 1972 il ragioniere Mittiga, morto il 10 gennaio 2009 per un ictus, dichiara esaurita l'esperienza  riprendendosi l'organo Hammand, la batteria, la tromba ed il sassofono che sono conservati gelosamente nella sua villa di Marina di Ardore dall'amata moglie.

(In alto: la formazione iniziale durante una pausa al cinema Ariston di Bovalino dove si stava svolgendo il I Festival dei bambini: Paolo Cacia, Mario Talarico, Mimmo Alvaro, Mimmo Agostini. Accovacciato: Pepè Platani. A destra: Il cantante Ninì Ingrati);