FUNERALI DI TOTO' MITTIGA

Bovalino, 12 gennaio 2009

Si sono svolti stamattina alle 10,30, nella Chiesa “San Nicola di Bari”, i funerali del ragioniere Antonio Mittiga, morto a seguito delle conseguenze causate da un di un ictus cerebrale. Il feretro proveniente dall’Ospedale Civile “Pugliese” di Catanzaro, dove Antonio era stato trasportato d’urgenza con l’elisoccorso dell’Ospedale di Locri che gli aveva prestato le prime ed urgenti cure, ha raggiunto Piazza Stazione di Ardore Marina dove era atteso dagli amici del comune di residenza e quindi a Bovalino. Il rito funebre officiato da padre Saverino è stato seguito da centinaia di persone, docenti, studenti, amministratori locali, consiglieri provinciali e regionali (il fratello Tommaso è dirigente scolastico ed è stato sindaco di Bovalino e candidato alla Provincia), provenienti dai paesi della Locride e della Piana di Gioia Tauro (Taurianova, Palmi, Cittanova). Totò (così lo chiamavano gli amici) aveva vissuto gli anni giovanili nella Frazione “Pozzo”;  manager del complesso beat-melodico I Nuovi Gabbiani famoso nella Locride ed in Calabria, fu segretario della Scuola Media di Ardore Marina. Presidente della A.S. Bovalinese dal 1970 al 1973, si era trasferito al Nord, continuando l’attività scolastica ed al pensionamento si era ritirato ad Ardore con la moglie Marcella Calauti, in una villa sul mare che egli tanto amava.

“Abbiamo perso un carissimo amico, ci dice un ex calciatore della Bovalinese che compare nella foto ma che ci ha pregato di non scrivere il suo nome, è stato per tutti noi un fratello. Amava la squadra ed era entusiasta della scelta dell’allenatore, Michele Voros, che aveva voluto nuovamente a Bovalino. Non c’era partita che non era presente. Dovunque andassimo. Quell’anno (1970) vincemmo il campionato di prima categoria ed entrammo a far parte della “Promozione”. Cantammo insieme tutta la serata e bevemmo anche qualche bicchiere di vino in più”.  “Se oggi esiste la Bovalinese il merito va dato a Totò Mittiga. Chi parla è il professore Francesco De Domenico, collaboratore della Procura Federale della FGCI. E’ stata per la sua testardaggine la sua ferrea volontà, in un periodo di forte crisi economica, rilanciare la superba Bovalinese. Aveva messo su una squadra meravigliosa. Quando c’era bisogno, e nelle trasferte c’era sempre necessità di soldi,  metteva subito le mani in tasca per fare anticipazioni anche consistenti.  E’ stato lui ad ingaggiare il grande Totò Logozzo che poi cedemmo all’Acireale. In quell’occasione lo accompagnai  a Messina ed al bar Irrera ci incontrammo con il Presidente dell’Acireale per trattare la cessione del grande terzino. E’ stato un carissimo e grande amico. Una fatalità ed una combinazione che sia morto a tre mesi dalla scomparsa di quel “mostro” di allenatore che è stato Voros che lui ha testardamente voluto ritornasse a Bovalino. Con lui la Bovalinese visse anni di grande calcio. La sua dipartita ci addolora tutti”.

Domenico Agostini