INCONTRO A BOVALINO COL DIRETTORE GENERALE DELL'ARPACAL VINCENZO MOLLACE

Bovalino 6 ottobre 2009

Chi si aspettava che dall’incontro organizzato dal sindaco di Bovalino Francesco Zappavigna e che si è regolarmente svolto nella sala consiliare, emergessero novità sullo stato della salute dell’ambiente, s’è dovuto non solo ricredere ma ha dovuto anche inghiottire a vuoto. Tutto, come è stato doverosamente e compiutamente scritto sulle pagine del nostro giornale, è allo stato quo ante cioè, le acque nere, anzi nerissime provenienti dalle fogne miste ad altre “intrusioni”, finiscono nel nostro bel mare. Milioni e milioni di litri al secondo si filtrano nelle fiumare, nei piccoli torrenti, nei canneti che concimati a dovere crescono in abbondanza ai bordi delle strade o in prossimità delle spiagge; i rifiuti nocivi, velenosi che dovrebbero essere convenientemente smaltiti vengono ignominiosamente scaricati ai bordi delle fiumare rese sempre più ristrette e quindi più pericolose. Situazioni annunciate e ripetute dal Presidente dell’Assemblea dei sindaci Pietro Crinò, dai sindaci Cavallaro, Macrì, Cuzzola. Tutto pericolosamente pericoloso in una realtà idrogeologica a rischio e con problematiche da terzo mondo. Sarebbe stato un piangersi addosso, l’ennesima esternazione di una situazione incancrenita che non riguarda la stagione dell’estate con tutto quello che rappresenta: economicamente e socialmente con il turismo bensì un problema che gira per 365 giorni l’anno: una ruota della sfortuna e delle promesse mancate e delle cose enfatizzate e mai concretizzate. Al tavolo della presidenza c’era anche il Commissario Straordinario dell'Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente (Arpacal)  Vincenzo Mollace, un professionista dalle grandi capacità dirigenziali ed amministrative, il quale proprio sui depuratori e le discariche è stato chiarissimo: “Bisogna coordinarsi, tutti i sindaci debbono farlo, tutti dobbiamo fare in modo che venga estirpato il male endemico dell’individualismo. Se un piccolo comune ha un problema e provoca un danno, questo ricade su tutti i comuni. E’ il problema delle montagne abbandonate, delle discariche mal funzionanti, dei depuratori obsoleti o inesistenti. Finiamo per autocancellarci. Il coordinamento è la sfida degli anni a venire. Non si risolvono i problemi con interventi a pioggia o mirati al soddisfacimento di pochi. L’ambiente è un fatto che deve accomunarci. Il mare sporco, inquinato, uccide la gente. E’ il problema di Bovalino, della Locride, della Calabria ma è un problema di tutto il mondo. Non si può continuare così” e via di questo passo. I sindaci che sono intervenuti non hanno fatto altro che ampliare il discorso e raccontare quello che accade in casa propria. Ed allora funziona il coordinamento e funzioneranno i POR. “Prima l’ambiente” ha detto Mollace, poi il resto, “a patto che non si facciano delle cose in fretta”. Ed ha suggerito di individuare delle macroaree dove far sorgere le discariche e i depuratori. “L’Arpacal è vicina ai comuni per progettare e canalizzare i fondi, ma dovete essere voi, i sindaci, le comunità montane agli attori che non facciano monologhi ma partecipino al coro”. Pochi depuratori per 40 comuni o depuratori che possono essere gestiti con facilità e rispondano alle esigenze di piccoli comuni? L’interrogativo non è di poco conto. Progetti grandi o tanti piccoli progetti? Su questo si dovranno confrontare i sindaci coinvolgendo con assemblee pubbliche  le popolazioni. E’ l’unica strada che porta non solo alla democrazia ma è quella che facilita la gestione di opere indispensabili senza le quali non sarà mai possibile il vero decollo socio-politico-economico e culturale della Locride e della Calabria.