Bovalino, 5 luglio 2009

La redazione de IL PAESE.INFO al comunicato stampa del Circolo PD di Bovalino trasmesso a il Quotidiano della Calabria che pubblicherà domani 6 luglio, ma non alla nostra testata giornalistica, risponde con gli articoli a firma di DOMENICO AGOSTINI pubblicati sia sul sito www.ilpaese.info che su il Quotidiano della Calabria di cui è corrispondente locale, ai quali non vi è stata mai "reazione" o "attenzione" da parte della segreteria o del Direttivo del Circolo del PD.
Aver voluto ignorare l'esistenza del nostro sito
 che pure ha sempre ospitato i rari comunicati stampa della dirigenza del PD e dei suoi rappresentanti al Comune, ci rammarica e ci dà, però, l'esatta dimensione della personalistica gestione del partito dell'attuale segretario, già in evidenza dal giorno in cui da consigliere eletto nella lista di maggioranza, si è dimesso dalla carica di Presidente del Consiglio Comunale di Bovalino, passando all'apposizione. Non sappiamo se il consigliere Ferdinando Rocca faccia parte del Direttivo, ma sarebbe gradito un suo commento sulla vicenda.

Bovalino 29 luglio 2006
Da dove proviene la macchia oleosa, certamente di fogna,  che quando c’è vento grecale interessa tutta la spiaggia di Bovalino? E’ quanto si sta chiedendo la popolazione tutta ed i turisti che hanno preferito il nostro glauco mare per la la tintarella e la  balneazione. Il fatto è molto grave e sta, giorno dopo giorno, preoccupando la cittadinanza che teme per la propria salute e quella dei propri bambini. Qualcosa evidentemente non sta funzionando come dovrebbe. Con ogni probabilità si tratterebbe della tubazione fognaria, in qualche parte interrotta, che da Bovalino, dopo la raccolta di tutti i liquami dei comuni di Benestare e Casignana,  giunge al depuratore  consortile di Bianco. “Posso assicurare la cittadinanza che questo fatto non esiste affatto, anzi, aggiungo che a titolo precauzionale abbiamo previsto conche di contenimento lungo le aste terminali dei torrenti che interessano il nostro territorio, proprio per eventuali guasti che potrebbero verificarsi sulla nostra rete di adduzione al depuratore consortile”.  Il sindaco Zappavigna il quale ancora non ha ripreso normalmente l’attività, dopo  un delicato e riuscitissimo intervento chirurgico, ha voluto in questo modo far sentire la propria voce per ringraziare quanti gli sono stati vicini ed assicurarli che da parte del Comune vi è la massima attenzionalità al problema e grande responsabilità nel seguire l’evolversi dei fatti inquinanti che interessano l’arenile bovalinese.  Resta il fatto preoccupante  e vero cioè che le acque sono inquinate ed a seconda di come tira il vento vengono interessati ora i litorali di Bovalino, Ardore, Sant’Ilario ora quelli di Bianco, Ferruzzano, Africo; una situazione molto seria che si ripete ogni anno (o forse tutti i mesi!) ma che viene evidenziata solo in estate perché la gente prende il sole e ama bagnarsi nel nostro meraviglioso glauco mare, a patto che non venga più oltre inquinato.  

 

Bovalino,  9 maggio  2007  
“Se non si metteranno a posto i sistemi di adduzione delle fogne che da Bovalino debbono giungere Bianco dove qualche anno fa è stato costruito l’impianto di depurazione, questa estate sarà ricordata come la prima nella storia col divieto assoluto di balneazione. Niente bagni nel bel mare glauco, il più bello d’Italia,  per colpa dell’uomo. Il mare di Bovalino sta diventando una fogna a cielo aperto”. Sentire queste dichiarazioni nel mese di maggio, ad  un mese dall’inizio dell’estate (ma già qualcuno “si bagna” regolarmente per i 30° che giornalmente si registrano nella Locride) fa una certa impressione, ma il sindaco di Bovalino evidentemente non ha peli sulla lingua e continua a chiamare le cose con il proprio nome. Un fatto è vero: l’impianto di depurazione costato fior di milioni di euro per le opere di collegamento, non sta proprio funzionando se è vero che il “Careri” è diventato un vero torrente di liquami. Liquami nauseabondi e pericolosi che naturalmente vanno a finire a mare, nonostante i tentativi di “affossare” le acque putride per un tentativo di creare un qualche filtraggio. Il grido di allarme, probabilmente non ascoltato, del primo cittadino di Bovalino e dell’intera Amministrazione Comunale ha fatto sì che lo stesso si determinasse ad emettere un’ordinanza dove è fatto divieto di balneazione nel tratto di mare compromesso dai liquami che con ogni probabilità non hanno mai raggiunto il sito deputato per la depurazione. Su questa mega opera, calato dall’alto  e quindi quasi subita dalle Amministrazioni Comunali, dal Commissario straordinario per l’Ambiente,  avevamo registrato la contestazione di buona parte della cittadinanza  alla quale non andava affatto l’idea che per otto chilometri tutti i liquami di fogna di Bovalino, frazioni e contrade comprese,  venissero avviate attraverso un’unica tubazione e con vari impianti elettrici per il sollevamento degli stessi in diverse ”stazioni”  lungo la SS 106 nel tratto di strada Bovalino-Bianco. Lo stesso Consorzio che doveva gestire l’impianto e garantire la funzionalità dello stesso (Bovalino, Casignana, Bianco), sembra esista solo sulla carta e quindi nella impossibilità di gestire l’impianto per cui  c’è da giurare che se non si prenderanno seri provvedimenti, saremo sommersi non solo dai nostri stessi liquami ma comprometteremo la stagione estiva perché a Bovalino non potrà fare il bagno il turista ma i nostri figli dovranno spostarsi verso altri lidi che diano garanzia di igienicità.

Bovalino, 31 maggio  2007  

Allarme rosso per il mare di Bovalino. Il torrente “Careri” continua a mandare a mare i liquami delle fogne che non riescono a raggiungere il depuratore consortile di Bianco. La “grande” opera che a parere dei progettisti e delle amministrazioni interessate che hanno avallato la costruzione costata fior di miliardi, (sembra che non ci sia un atto legalmente sottoscritto dal rappresentante del comune di Bovalino) avrebbe dovuto risolvere il problema delle fogne si sta rivelando una grande bufala e sta compromettendo la salute dei cittadini. I circa dieci chilometri di tubazione da Bovalino a Bianco e una diecina di pompe di sollevamento lungo la tratta della SS 106, primo o poi dovevano appalesarsi inefficaci ed inefficienti, come più volte abbiamo scritto su queste pagine ricevendo la derisione da parte degli amministratori locali.  Sta di fatto che circa una ventina di giorni fa, dopo l’inutile lunga attesa di vedere risolto il problema da parte dei responsabili, il Sindaco aveva emesso l’ordinanza di divieto di balneazione proprio perché la rottura di alcuni tubi avevano fatto deviare i liquami a mare, creando un lago artificiale per oltre trecento metri lungo l’asta terminale del torrente Careri. L’immediato intervento da parte del Prefetto De Sena aveva accelerato la sistemazione del guasto ma da tre giorni è venuta a mancare l’energia elettrica, per un evidente guasto alla cabina e quindi nuovamente le fogne si stanno riversando nel nostro mare. La preoccupazione del sindaco Zappavigna è evidente e si ravvisa quindi l’urgenza di un ulteriore intervento da parte del Prefetto Luigi De Sena per una definitiva sistemazione delle pompe di sollevamento e delle cabine da dove viene erogata l’energia elettrica. La popolazione è allarmata, i commercianti , gli artigiani e gli operatori turistici temono il peggio mentre l’estate è già alle porte e domani viene inaugurata la prima edizione di “Bovalino in Fiera”.

Bovalino 9 aprile 2008

Dopo una serie infinita di discussioni e di distinguo sulle responsabilità, la questione dell’impianto di depurazione in località Vallone S. Antonio del Comune di Bianco, costruito per servire gli apparati fognari di Bovalino, Benestare, Casignana e la stessa Bianco, sembra essere giunta in dirittura d’arrivo. Il sub commissario Antonino Falvo, giorni fa,  si è incontrato a Catanzaro con  i sindaci dei comuni interessati, nonché con il responsabile dell’area della provincia di Reggio Calabria Francesco Vonella,   Acquereggine S.C.p.A., Marco del Monte responsabile dell’A.T.O. n. 5, l’Impresa Restuccia, il responsabile del procedimento Giuseppe Scordo, l’ing. Vincenzo De Rose, il collaudatore dell’opera Giuseppe Lombardo, al fine di verificare l’effettivo stato dell’opera che ha creato, fin dai primi giorni di funzionamento, problemi che hanno pesato soprattutto, se non unicamente, sulle casse del Comune di Bovalino. A Catanzaro, quindi, si è fatta sentire la voce del sindaco Francesco Zappavigna che, specialmente d’estate, è oggetto di aspre critiche da parte dei turisti e dei cittadini che sono costretti a denunciare il degrado delle fogne che finiscono in mare, danneggiando le spiagge di Bianco e di Ardore a seconda della direzione dei venti. La querelle di un’opera costata fior di miliardi di vecchie lire, che per un inspiegabile concetto progettistico doveva sorgere a Bianco, è stata sempre molto forte ed ha determinato soprattutto  nella popolazione bovalinese, risentimenti nei riguardi chi ha aveva deciso di partecipare alla costruzione di un’opera di difficile gestione. Solo per informazione, dobbiamo ricordare che nel giugno dello scorso anno Acquereggine "avendo sentito l'Ufficio per l'emergenza ambientale di Catanzaro e considerato altresì che la rottura della tubazione consortile, qualora attiva, determina l'allagamento con liquami fognari in prossimità delle abitazioni nel territorio di Casignana, al fine di evitare tale tipo di danno”, aveva deciso che il sollevamento di cui sopra doveva rimanere  inattivo con svernamento sul Careri sino all'avvenuta riparazione della condotta premente”. Quei lavori furono effettuati dal Comune di Bovalino ma, successivamente, nel mese di luglio si verificarono altri guasti. Qualcosa si doveva fare ed anche se con un certo ritardo è intervenuto, con l’autorità che gli compete, il Commissario per l’Emergenza Ambientale nella Regione Calabria che ha voluto vederci chiaro su una questione che continua a preoccupare l’intera Locride  per l’alto rischio ambientale in tutte le stagioni dell’anno quando, per un motivo o per l’altro, le pompe si guastano e i tubi non riescono a sostenere, specialmente quando arrivano i turisti, il volume doppio o triplo dei liquami da trasferire da Bovalino a Bianco.

Bovalino 17 giugno 2009
Ancora una volta il collettore che garantisce il passaggio dei liquami fognari da Benestare e Bovalino verso il depuratore di Bianco nell’attraversamento della fiumara “Careri” tramite la pompa di sollevamento, si è rotto. La storia infinita di quest’opera  voluta con la caparbietà di chi ha pensato soltanto a “spandere” risorse pubbliche per qualcosa di fantascientifico, sta causando anno dopo anno inquinamento marino, macchiando in modo indelebile l’immagine di una cittadina con una spiaggia meravigliosa ed un mare tra i più belli di tuta la Calabria. La pompa di sollevamento che ad ogni pie’ sospinto si inceppa causando la rottura del collettore e il conseguente riversamento nel mare di Bovalino delle fogne di Benestare, Bovalino e Casignana, è la dannazione giornaliere dell’Amministrazione Comunale che deve sobbarcarsi delle spese sempre più onerose per riparare un’opera che è costata inizialmente qualche miliardo e che negli anni, con i continui, sistematici ed annunciati guasti, è di difficile gestione. Da circa un mese i liquami hanno invaso la spiaggia e stanno compromettendo la balneazione...

Bovalino 20 giugno 2009
Che la situazione della condotta “maledetta” di trascinamento delle acque fognarie di Bovalino, Benestare e Casignana fosse allarmante, è stato evidenziato dalla stampa, fin dal momento dell’inizio dei lavori. Un progetto che era stato presentato come risolutore dei problemi riguardanti la fognatura, attraverso il “miraggio” per i cittadini bovalinesi che trasferendo le porcherie nel territorio di Bianco, il mare Glauco sarebbe rimasto incontaminato. L’opera costò miliardi di vecchie lire. I nodi son venuti al pettine e Zappavigna, l’attuale sindaco, si è trovato in mezzo ad una situazione a risoluzione zero mentre gli Enti sovra comunali continuano a far finta di niente. Il collettore fognario si rompe in continuazione e il mare di liquami di Benestare e Casignana, si riversano nel nostro mare. Una questione che dura da circa undici anni. Inevitabile il degrado ambientale ed i rischi derivanti.  La minoranza consiliare: Ferdinando Rocca, Mario Ientile, Tommaso Mittiga, Vincenzo Mallamo e Franco Signati, a seguito del sopralluogo effettuato dalla Delegazione di Spiaggia di Bovalino nelle acque del mare antistante il Lungomare S. Francesco di Paola, controllo che ha rilevato la presenza di sostanze inquinanti ritenute altamente nocive alla salute pubblica, ha formulato una interrogazione urgente al sindaco della città, dove si evidenzia che “ La Delegazione, al fine di “scongiurare danni alla salute pubblica”, ha invitato ufficialmente l’Amministrazione a provvedere con la “massima consentita urgenza” ad emettere, ai sensi del D.P.R. 470/82, gli atti di propria competenza relativi alla delimitazione del tratto di mare non idoneo alla balneazione, nonché la segnalazione con apposita cartellonistica indicante “divieto di balneazione”. Nel prosieguo, gli interroganti nella constatazione che “il grave problema dell’inquinamento delle acque del mare nelle zone adibite a balneazione, più volte sollevato e dibattuto in Consiglio Comunale su iniziativa dei Consiglieri di minoranza, è stato riproposto dagli stessi nel corso dell’ultima riunione consiliare, i quali hanno ancora una volta messo in evidenza la preoccupante situazione di inquinamento che viene a determinarsi all’inizio di ogni estate nei pressi del torrente “Careri” e, in particolare, del vallone “Malachia” dove, a causa della rottura del collettore principale della rete fognaria, le acque si riversano direttamente nel mare circostante provocando grave nocumento alla salute dei bagnanti del comprensorio e nella considerazione che “l’Amministrazione Comunale non ha inteso adottare alcun provvedimento in merito, nonostante le sollecitazioni espresse dai consiglieri di minoranza e dalla stessa Autorità Marittima”, interrogano il sindaco e l’amministrazione comunale per conoscere le motivazione che hanno impedito, anche in via precauzionale, l’adozione di misure tese a salvaguardare la salute dei cittadini, l’attuale situazione relativa allo stato della condotta fognaria e della depurazione degli scarichi nonché le iniziative e i provvedimenti che la S. V. intende adottare nell’immediato, per garantire le condizioni di balneabilità delle acque marine durante il periodo estivo e scongiurare il rischio di possibile inquinamento futuro”.

Bovalino 24 giugno 2009
La situazione dell’emergenza ambiente causata dalla mancata funzionalità od assenza di depuratori che ha allertato nei giorni scorsi le singole amministrazioni comunali della Locride ed ha fatto sì che la Capitaneria di Porto di Bovalino, nella constatazione che i liquami fognari si riversano totalmente nel mare, imponesse ai Comuni di emettere ordinanze urgenti di “Divieto di balneazione”.  Tale delicata e pericolosa situazione ha allertato il sindaco di Bovalino Francesco Zappavigna che da quattro anni lotta contro i mulini a vento, in assenza di interlocutori che hanno a cuore la salute e gli interessi economici delle popolazioni della Locride,  a promuovere un incontro con i sindaci della zona. L’appuntamento è fissato per stamattina alle ore 10, presso la sala del consiglio municipale, al fine di fare il punto su una situazione allarmante che ha superato il livello di guardia. E non vale il fatto che il divieto imposto dalla Capitaneria di Porto interessa spazi ristretti (circa 200 metri dalla foce dei liquami) perché sono le correnti marine ed il vento a determinare lo spostamento del putridume ora su Bovalino-Ardore-Portigliola, Locri, Siderno, ora su Casignana Lido, Bianco, Africo, Brancaleone. E’successo così che nei giorni scorsi con un sole ed un mare calmo e caldo, la gente ha potuto notare macchie schiumose ed oleose avvicinarsi paurosamente verso la riva. Bene ha fatto Zappavigna, nella constatazione che la sua è diventata vox clamante in deserto, a coinvolgere i responsabili dei Comuni viciniori. A situazioni gravissime era d’uopo rispondere con azioni forti che potessero scuotere le coscienze e movimentare responsabilità concrete di chi ha l’obbligo istituzionale di intervenire in situazioni come queste...

Bovalino 25 giugno 2009
Dall’incontro con i dirigenti dell’Arpacal che comunque hanno tranquillizzato la popolazione circa i rischi di infezioni da inquinamento marino, è emersa l’urgenza di correre ai ripari prima che sia troppo tardi. Lo hanno detto con forza tutti i prensenti. L’avvocato Iozzo, componente della Associazione per l’Ambiente di Bovalino, si è detto preoccupato per i suoi bambini e per tutti i bambini del litorale. “Ad una certa ora del giorno si vedono macchie oleose con schiuma che si avvicinano alla riva e non possiamo stare tranquilli”; una signora di Brancaleone ha sottolineato il pesante ritardo della Calabria in tema di depuratori. “Ci sono comuni con due, tre depuratori ma nessuno funziona ed ogni anno, proprio nel mese di giugno si ripetono i problemi di inquinamento delle acque. Le amministrazioni dovrebbero essere più attente”. Per il neo sindaco di Benestare il problema interessa tutti i comuni. “Se a valle ci sono difficoltà, queste si riflettono anche a monte. Dobbiamo essere uniti nell’affrontare la problematica ambientale”. Per il vice sindaco di Casignana Rocco Micò “non si può penalizzare la Locride ed in particolare il Distretto Sud. Abbiamo beni archeologici e culturali da salvaguardare e da far conoscere per cui grande deve essere il nostro impegno per la risoluzione del problema ambientale e delle acque marine”. Il dottor Giuseppe Mirarchi ha proposto al Sindaco di rendere pubblici i risultati delle analisi “Ogni cittadino deve sapere come stanno le cose. Una migliore informazione significa maggiore partecipazione alla vita della città. Se non diamo informazione, la gente teme il peggio, ha paura per i propri figli e anche le attività si bloccano”. Una cosa è certa, l’amministrazione provinciale ha messo a disposizione del Comune di Bovalino la somma di 60 mila euro per i primi ed urgenti interventi di “tamponamento” e sistemazione dei collettori e della tubazione distrutta dagli eventi alluvionali dell’inverno, e 400 mila sono disponibile per la messa in sicurezza e funzionalità dell’intero impianto. Per il momento è scongiurato il divieto di balneazione.