ATTESTATI DI SOLIDARIETA' DOPO GLI ATTI INTIMIDATORI

Bovalino 8 marzo 2009

Numerosi gli attestati di solidarietà dopo gli avvenimenti intimidatori avvenuti nella mezzanotte del 6 marzo, quando in un’unica “azione di guerra” sono stati esplosi sulle vetrate e saracinesche di ben quattro esercizi commerciali complessivamente sessanta colpi da un’arma micidiale i cui segni sono rimasti ancora ben visibili in alcuni pilastri di cemento armato. Per il Presidente del Comitato Interprovinciale per il Diritto alla Sicurezza  Demetrio Costantino “Bisogna subito adottare le misure necessarie intanto per garantire  mezzi necessari alle forze di polizia per un maggiore controllo del territorio, compiere le indagini per scoprire i responsabili di questo plateale e gravissimo gesto contro l’imprenditore e uomo politico Sebastiano Primerano, nel contempo, sollecitare i Parlamentari  per intervenire presso il Governo nazionale e  nel Parlamento per adeguare norme per garantire sicurezza a imprenditori, professionisti e cittadini. Drammatica sarebbe la prospettiva se le Istituzioni non facessero il possibile per garantire sicurezza agli  operatori che con le loro imprese danno lavoro a circa 150 famiglie”. Per la sezione locale dell’UDC “L’atto intimidatorio nei confronti del vice sindaco di Bovalino, della sua famiglia e degli altri imprenditori rende più preoccupante la situazione già precaria sulla sicurezza nella nostra cittadina che ha subìto in questo ultimo triennio circa cento atti ricattatori, mettendo in ginocchio la già asfittica attività commerciale. Siamo vicini al vice sindaco Primerano del quale conosciamo l’impegno sociale, il costante interesse nei riguardi della popolazione e la consolidata attività umanitaria per i bisognosi.”. La delegazione regionale dell’UDC attraverso la propria segreteria “richiama l’attenzione delle autorità pubbliche, delle forze dell’ordine, della magistratura e della Locride su atti intimidatori ai danni di amministratori locali e di imprenditori, affinché vengano promosse azioni di legalità per non lasciarli soli di fronte a minacce e intimidazioni. Siamo vicini al vice sindaco Primerano del quale conosciamo la professionalità e la grande umanità che connotano la sua persona e quella dei suoi familiari. Sollecitiamo tutti quelli che ricoprono incarichi pubblici e istituzionali, chi milita nelle associazioni, nei partiti, nei sindacati, chi amministra gli enti locali e, infine, ciascun cittadino, di adoperarsi, nelle forme ritenute più opportune, per portare un contributo concreto a sostegno della legalità in una cittadina che ha sempre brillato per onestà, rispetto delle istituzioni e dedizione al lavoro”.

Per Antonio Caridi, coordinatore del Movimento Popolari Europei verso il PDL e Bruno Porcino, consigliere provinciale dello stesso partito. “La notizia di quanto accaduto – evidenzia Caridi – ci lascia attoniti in particolare perché colpisce la famiglia Primerano che da decenni è impegnata nel territorio soprattutto nell’ambito imprenditoriale rappresentando una garanzia per il circuito economico locale, nonché un esponente istituzionale. Proprio questo, oltre ad esprimere la nostra più sentita solidarietà, condanniamo fermamente questo vile gesto. Invito il vicesindaco e la sua famiglia a proseguire nel percorso che da sempre ha contraddistinto la loro attività, nella convinzione che solo continuando a mantenere il medesimo standard di operato si possa fornire un esempio significativo a quella gran parte di comunità che vive nella legalità e nella trasparenza". "Attendiamo fiduciosi - aggiunge poi Bruno Porcino - le determinazioni delle Forze dell'Ordine che stanno conducendo le indagini su tale ignobile episodio. E' importante che, in generale, le istituzioni locali sentano la vicinanza dello Stato in virtù del ruolo che ricoprono e di ciò rappresentano per la collettività che governano ed auspichiamo che, quanto avvenuto, possa essere, per i vertici politici e non solo per i diretti interessati, fonte di riflessione e profonda attenzione".