MEZZANOTTE DI FUOCO SULLA VIA XXIV MAGGIO. IGNOTI SPARANO CONTRO VETRINE E SARACINESCE

Bovalino, 6 marzo 2009

Sono le 23,55, la via XXIV Maggio è illuminata a giorno. Nel pomeriggio sono state sostituite tutte le plafoniere dell’importante arteria cittadina che serve anche a congiungere ed a riceversi il traffico della tangenziale SS 106 da e per Reggio Calabria-Catanzaro.  A quell’ora la strada è deserta, solo qualche macchina è parcheggiata nei pressi delle numerose abitazioni che si affacciano sulla strada; qualche autovettura transita a forte andatura, altre si fermano ai due stop della via La Cava. Una serata come tante altre. Fa freddo ma non piove. Un solo locale è ancora aperto: il “Dolce e salato” che ha organizzato e pubblicizzato una festa, una serata diversa con:“musica, karaoke ed un menu a base di «pasta e broccoletti con ‘ndujia e salsiccia piccante, porchetta al forno, bietola saltata in padella ed ¼ di vino novello" al modico prezzo di 10 euro. I proprietari son soliti organizzare feste per i giovani. Lo fanno, spesso rimettendoci, per consentire specialmente ai giovani di fermarsi nel proprio paese e trovare qui la stessa aria di comunicabilità che loro, i giovani, dicono di trovare in altri paesi. Il locale, un bar-ristorante molto alla moda,  è affollato. Appartiene alla Primerano Group, proprietari anche di una rinomata sala per ricevimenti, l’Orchidea Residence ubicata sulla SS 106 a pochi metri dal rifornimento di benzina IP (ex Esso). Pietro Primerano, fratello di Francesco, amministratore dell’Hotel Afrodite e di Sebastiano, vice sindaco del Comune e amministratore dell’Orchidea Residence è già rientrato a casa. L’elegante ritrovo è all’incrocio tra la via Ceravolo e la XXIV Maggio. Alle 23,55 quasi tutti sono a letto o guardano la televisione. Le finestre delle case sono chiuse. Il silenzio, non disturbato dall’acqua o dal vento, all’improvviso viene interrotto da una sequenza di colpi: quattro, dieci, forse quindici. Passano pochi secondi ed ancora altri colpi: tre, sei, forse dodici. Poi la quiete. Qualcuno si sveglia e guarda l’orologio. E’ quasi mezzanotte. Il pensiero va all’Hotel Afrodite, a qualche festa di compleanno. A Bovalino, come oramai in tanti altri paesi dove esistono sale per ricevimenti, si usa salutare i festeggiati con fuochi d’artificio. Poche scariche per un augurio pirotecnico. Tutti, in paese, lo sanno e sono abituati agli “spari” augurali. Qualcuno però ha valutato la differenza tra un petardo ed un colpo esploso da un’arma da fuoco ed informa della cosa il 112. “Accorrete all’incrocio tra la via La Cava e la XXIV Maggio è successo qualcosa di grave”. Anche Ottorino Florio che si trova a cena al “Dolce e salato”, nell’uscire dal locale per prendere le sigarette in macchina, sente i colpi. Il tempo di avvertire gli amici che si assenterà per qualche minuto e si precipita al suo negozio di macelleria, sulla via XXIV Maggio. Parcheggia e nota calcinacci sulla strada. Il suo negozio non è stato attinto da alcun colpo mentre le due saracinesche del bar Jolly hanno fori causati da colpi d’arma da fuoco. Su due pilastri e sulla parete i segni del micidiale piombo. Anche lui telefona al Pronto Intervento della Benemerita. A quell’ora, la mezzanotte è ormai passata da cinque minuti, un centinaio di Carabinieri sono a San Luca per un’operazione anticrimine. Trascorrono una manciata di minuti e giungano contemporaneamente i Carabinieri di Bovalino, una volante della Compagnia di Locri e due della Compagnia di Bianco. Proprio all’incrocio tra le due strade i militari dell’Arma da una sommaria osservazione notano che la serranda del Bar Jolly Café è bucata in varie parti da colpi esplosi da un’arma automatica. I bossoli sono a circa dieci metri dal bar, sulla strada. Sono stati sparati probabilmente da una mitragliatrice kalashinokov. I Carabinieri vengono raggiungi da altri colleghi, mentre un investigatore che si è spostato per osservare eventuali tracce sull’asfalto, nota che a cinquanta metri, un altro esercizio commerciale, il bar-ristorante  “Il Glicine” di proprietà di Francesco Primerano, ha l’ingresso in vetro corazzato, perforato in più parti. Viene allertata la pattuglia comandata dal maresciallo Luciano Gimbri ed immediatamente si provvede a recintare con le macchine di servizio tutta la zona. Dodici i bossoli raccolti vicino al Bar Jolly e 17 sull’asfalto di fronte al ristorante-bar “Il Glicine”, tutti esplosi da una stessa arma micidiale.

Al mattino, un’altra scoperta. Anche l’Orchidea Residence” era stata presa di mira dal commando. Qui molti i colpi sparati.. Solo quattro hanno raggiunto la vetrata centrale, gli altri si sono conficcati nei pilastri di cinta o deviati dalla recinzione in ferro battuto. L’auto dalla quale sono partiti i colpi ha calcolato i tempi ed in meno di due minuti ha completato l’operazione. Intimidazione? Avvertimento? Richiesta estorsiva? Una bravata?  Cosa sta accadendo a Bovalino?  

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