COLTI CON LE MANI NEL SACCO DAI POLIZIOTTI DEL COMMIOSSARIATO DI PS IGLI
ESTORSORI DEI COMMERCIANTI
Bovalino 2 gennaio 2010
Il dottor Luciano Rindone, Dirigente capo del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Bovalino è ben consapevole che l’operazione denominata “Letterina” segna una svolta importante nella dura lotta alla criminalità. Bovalino, del resto, da qualche anno è sotto la pressione di clan che attraverso l’estorsione blocca lo sviluppo, instilla la paura, crea il disagio che costringono imprenditori, commercianti e professionisti a chiudersi a riccio e a non partecipare alla vita civile. Racket, estorsione e pizzo sono gli elementi primari con i quali chiunque voglia fare impresa, deve temere o, almeno, tenerne conto. Chi vive a Bovalino è al pari di chi si trova in prima linea. Molti sono stati gli atti intimidatori puntualmente denunciati dal nostro giornale, anche se qualche diretto interessato, avrebbe preferito “il silenzio” sul fatto di cronaca. Scrivere degli accadimenti criminosi che attanagliano la cittadina locridea fa sempre male perché è il proprio paese, la municipalità, ad occupare le pagine dei giornali. E ci vanno di mezzo i cittadini, il turismo, il commercio, in una parola, l’immagine della comunità. Ed allora si invoca (ma in maniera ovattata) l’intervento dello Stato, la presenza massiccia delle forze dell’ordine, quasi la militarizzazione del territorio. L’estorto, chi ha pagato e continua a pagare il pizzo, è un povero cristo continuamente alle corde con la mente obnubilata dal pensiero della famiglia, dell’attività che gli permette di lavorare e di vivere dignitosamente. Ribellarsi o sottomettersi? Denunciare il sopruso o pagare per evitare sfregi ed offese? Un interrogativo che sconvolge la mente. Chi non subisce angherie non riesce a capire. Ma qualcosa è cambiata perché se c’è stata la dignità del silenzio oggi possiamo esaltare attraverso queste pagine la dignità della parola. Alcuni dei commercianti di Bovalino hanno detto “Basta!”, con dignità. Michael Novak filosofo statunitense, in “Impresa come vocazione” scrive che “La nostra dignità di persone deriva dalla nostra capacità di riflettere e di scegliere, cioè dalla nostra capacità di autodeterminazione e dal fatto che quindi siamo responsabili della nostra sorte. Quando si parla di dignità umana, ci si riferisce a questa responsabilità di decidere autonomamente”. E di dignità ha parlato Luciano Rindone, esaltandone il significato, additando nei commercianti bovalinesi la “responsabilità di decidere autonomamente”. Un risveglio conclamato da tutta la popolazione scossa dalle continue azioni criminose perpetrate ai danni di chi giorno per giorno è impegnato nella propria attività commerciale, spesso senza aver incassato un solo euro. Il segnale è stato dato e grazie a questo alto senso di responsabilità che gli uomini di Luciano Rindone del Commissariato di PS di Bovalino hanno potuto organizzare il loro “colpo”: la cattura degli estorsori, colti sul fatto. “Non ne potevo più, ho resistito ed alla fine senza nemmeno parlarne in famiglia ho fatto il passo di denunciare ed ho consegnato la lettera, dice P.T., ho pagato per quattro volte anche quando non avevo la possibilità.”. “Dobbiamo ringraziare la Polizia per il sacrificio che fanno nonostante siano privi di mezzi e di uomini, dice SB. Anch’io ho deciso di non sottostare alla prepotenza di questi balordi che vogliono vivere alle spalle di chi lavora”. “Mille euro sono il guadagno di un mese di fatiche e di sacrifici. Come potevo pagare. La rabbia è stata più forte della paura è ho deciso di non pagare e di informare la Polizia”. Questi i sentimenti di alcuni commercianti e della gente onesta della laboriosa Bovalino.