ANCORA FURTI A BOVALINO. PER LA QUARTA VOLTA PRESO IL DI MIRA IL BAR SACCO

Bovalino, 30 novembre 2009

 

Le risposte all’accorato appello del Sindaco al Questore di Reggio Calabria ed al Prefetto di RC tendente ad ottenere un rafforzamento delle Forze dell’Ordine operanti a Bovalino (Commissariato di PS e Carabinieri), in termini di uomini e mezzi nonché l’autorizzazione per la video sorveglianza di zone “a rischio”, ha avuto un effetto implodente da parte della “banda del buco”. Ieri notte, verso le due, i soliti ignoti hanno preso di mira, per la quarta volta (una volta non sono riusciti a tagliare la grossa catena che teneva il catenaccio antiscasso) l’esercizio bar “Charleston” di Vincenzo Sacco, nella centralissima piazza Gaetano Ruffo.

Il bottino è consistito in sei cassette di prosecco (36 bottiglie) e altre quattro cassette di liquori vari (48 bottiglie) e pochi spiccioli. “La televisione ci rassicura con la “sicurezza” e ci dice che le cose vanno bene, anzi benissimo. Qui però siamo in trincea”. Vincenzo Sacco, proprietario del bar è esasperato così come il fratello Giovanni, il quale replica “Non è il furto in sé stesso quanto i danni. Una volta hanno rotto lucchetto e catena e danneggiato il cancello, questa volta ho dovuto far fare una grata nuova. In un anno sono entrati tre volte. Il poco guadagno lo versiamo al fabbro e al proprietario delle slot machine, Così non possiamo continuare. Ci conviene chiudere”. Un fatto isolato? Cose da ragazzi? Che ci debba essere  bisogno di più sorveglianza è verissimo e non sono soltanto le delibere di giunta e di consiglio Comunale che sostengono e mettono in evidenza lo stato di malessere dell’intera popolazione. I furti, purtroppo, si ripetono a ritmo serrato. Noi del giornale lo abbiamo scritto più volte e più volte abbiamo insistito sulla necessità che il Commissariato di P.S.- che ha compiti di prevenzione e repressione in un territorio molto ampio e molto critico-, abbia mezzi adeguati e più uomini. Non è pensabile che una sola macchina possa fare il lavoro di sei. Se Una pattuglia viene allertata in un paese dell’Aspromonte, non può essere sulle strade di Bovalino. E’ ovvio e lo hanno ribadito i sindacati di Polizia. Il Sindaco e l’intero Consiglio Comunale hanno fatto la propria parte, deliberando per il rafforzamento dell’organico e dei mezzi. E se non ci sono nemmeno i soldi per fare il pieno di benzina, la micro criminalità può godersi il bottino in barba anche alla Capitaneria di Porto che, nel caso raccontato,è a pochi passi dal Bar Charleston.  “Questa volta non hanno danneggiato le macchinette, ci dice il sig. Sacco, hanno addirittura rubato un contenitore di 15 chili di olive e poi buttato, senza aprirlo, a cento metri dal nostro bar”. E’ un’opera di sciacallaggio a cui tutte le forze dell’ordine debbono guardare per debellarlo. Bovalino così non cresce e la gente pensa di spostarsi in un altro comune o addirittura al Nord”. Testimonianze forti  che necessitano di una forte risposta da parte del Governo e dei suoi rappresentanti provinciali e regionali. La lotta alla criminalità non può essere fatta con proclami e belle parole. La gente chiede che alle parole seguano i fatti (Simone Alliva).