ANCORA CRONACA NERA A BOVALINO. FURTO DI UNA SLOT MACHINE. BOTTINO UNA MANCIATA DI EURO

Bovalino 11 marzo 2009

Hanno lavorato indisturbati per almeno mezz’ora per segare il grosso lucchetto che serviva a fermare la grossa catena attorno ad un cancello di antico e pesantissimo ferro. Sono entrati nel bar di proprietà del signor Vincenzo Sacco, che guarda sulla piazza Gaetano Ruffo, al piano terra d uno storico palazzo, parte del quale in ristrutturazione, hanno preso a braccia due slot machine ed il registratore di cassa e dopo averli trasportata per cento metri sotto il ponticello “Ferrigno”, hanno con una spranga di ferro, forzato i vani contenenti, forse cento euro, facendo perdere le loro tracce.
Un furto che porta, con ogni probabilità, la firma di  almeno quattro ragazzi, forse minorenni. Il “colpo” verosimilmente avrà fruttato dai sessanta ai cento cinquanta euro. Una banalità che proprio per questo acquista significato e pone seri interrogativi sulla vivibilità di una cittadina che continua ad essere sulle prime pagine per la macro e micro criminalità. A dover rappresentare sulla carta stampata i quotidiani bollettini di fatti criminosi, si rischia di distruggere l’immagine di una Bovalino da molto tempo all’attenzione delle forze dell’ordine che, è bene ribadirlo con forza, continuano ad essere sulla breccia con passione, amore e dedizione nonostante le grandi difficoltà di uomini e mezzi. Sono fatti incresciosi e comunque gravissimi, come le due auto incendiate pochi giorni fa, le gomme date alle fiamme in località “Porticella”, all’ingresso della frazione “Pozzo”. “Storie” delle quali sono visibili le tracce e di cui si parla, ma tante sono le notizie sussurrate circa furti nelle abitazioni, specialmente dove vivono anziani soli. C’è da veramente da ripensare all’ordine pubblico. Certo, la cittadinanza non vuole il proprio paese militarizzato, vuole invece una presenza forte dello Stato e la certezza di poter vivere in sicurezza. E’ l’ultimo fatto di un giorno qualunque del mese di marzo e tutti si augurano che sia l’ultimo. Non è più possibile vedere “gazzelle” e “pantere” piombare sui luoghi teatro di fatti criminosi, mentre la gente conosce, in quel momento, che un altro avvenimento negativo si è ascritto sulle pagina di Bovalino. La gente vuole  vedere uno Stato presente ma non invasivo, attraverso strumenti efficaci che trasmettano sicurezza e tranquillità. Vincenzo Sacco, giovane imprenditore che si guadagna da vivere lavorando sodo dalla mattina alla sera,  è stato l’ultimo, di una lunga catena a dover telefonare ai Carabinieri per denunciare lo scasso ed il furto subiti. Dovremo ancora scrivere di queste cose? Il Sindaco saprà muoversi con autorevolezza e chiedere un urgente incontro con il Prefetto per affrontare questa emergenza? Lo Stato deciderà di guardare questo lembo di Sud con più attenzione e più amore per dare risposte positive a tanti giovani che, senza lavoro, sono sbandati? (Simone Alliva)