SULL'ESCALATION DEGLI ATTI INTIMIDATORI UNA NOTA DI AZIONE GIOVANI-GIOVANE ITALIA
Bovalino 31 gennaio 2010
Non si contano più le macchine di imprenditori, commercianti ed anche professionisti bruciate. Una escalation che preoccupa tutta la popolazione bovalinese. Non solo furti, non solo segnali minacciosi di piombo sulle vetrine e sulle saracinesche, non solo auto e furgoni bruciati. Bovalino è diventata terra di conquista mentre le forze dell’ordine che pure sono quotidianamente impegnate per prevenire e reprimere ogni tentativo di illegalità, si sentono “offesi” per l’impotenza in cui sono costretti a muoversi per mancanza di uomini e mezzi. E non bastano le giuste proteste dell’Amministrazione Comunale e le sollecitazioni del popolo tutto che si sente oppresso da questa forza ossessiva che mette in ginocchio ogni famiglia desiderosa di vivere tranquillamente e protetta da uno Stato che invece appare sonnolento, comunque lontano da Bovalino. Per il circolo di “Azione Giovani-Giovane Italia”, sembra essere tornati al tempo in cui l’uomo viveva nelle caverne. Non tanto per le pochissime risorse che il paese potrebbe offrire quanto per un certo modo di vivere e di comportarsi che non è mai stato proprio del bovalinese ma che, nostro malgrado, si è andato consolidando nel corso degli ultimi trenta anni: arrogante, violento, animalesco forse, tipico di chi non ha un’educazione, una cultura, di chi vive sentendosi superiore a tutto e a tutti e di chi non ha alcun rispetto per gli altri, specie per l’onesto cittadino. In poche parole, sostiene il presidente di AG-GI, Marco Romeo, l’unica legge in vigore è quella del più forte e sopravvive solo chi fa la voce più grossa degli altri, utilizzando metodi barbari e violenti. E’ questa la chiave di lettura da utilizzare, a nostro avviso, per cercare di dare un senso all’ennesimo, vile atto intimidatorio perpetrato a danno del titolare di una nota ricevitoria del paese. Non è, infatti, la prima volta che egli subisce attentati e non è nemmeno l’unico, purtroppo!”. Stavolta, ignoti hanno dato fuoco, nottetempo, all’autovettura danneggiando anche alcune abitazioni vicine. “Qualcuno, continua la nota del presidente Romeo, ha ipotizzato un corto circuito ma, francamente, quando una singola persona subisce, in un anno e in un territorio ad alto tasso di criminalità come il nostro, un’intimidazione a colpi d’arma da fuoco e due furti con scasso, le probabilità che la propria auto prenda fuoco da sola (in un mese invernale poi) sono veramente esigue. La brava gente di Bovalino non ne può più di aver paura ad uscire la sera, oltre una certa ora, anche nelle festività natalizie, di non poter lavorare nel proprio esercizio con serenità, di vedere le strade trasformate in circuiti di formula uno e quant’altro.” Per questo motivo, il circolo di AG chiede provocatoriamente a tutta la comunità: i soldi che tutti noi paghiamo per le tasse che fine fanno? Che giovamento e garanzie ne traiamo se non siamo liberi di fare nemmeno una passeggiata per paura d’incorrere in qualche male intenzionato? Che grado di sicurezza c’è, ammesso che esista, a Bovalino? Di chi è la responsabilità di tutto questo?Io mi auguro, conclude Romeo, che il nuovo anno porti una ventata di cambiamento ed una coscienza rinnovata in ciascuno di noi, perché siamo tutti responsabili di questo stato di cose: dal singolo cittadino che non denuncia per paura di ritorsioni e perché lasciato solo dalle istituzioni (vedi il caso Rispoli a Locri), alle forze dell’ordine che, per negligenza o scarsità di mezzi, non compiono il proprio dovere, all’assessore ed ai politici in genere, che, oltre a non dare il buon esempio, non fanno niente per migliorare lo stato di anarchia in cui Bovalino è piombato. Le strade da intraprendere sono due: mettersi una mano sulla coscienza ed avere tutti la volontà di cambiare, di rinnovarsi oppure lasciare il paese in mano a quattro balordi e cercare fortuna e tranquillità altrove. E’ giunta l’ora di svegliarsi e darsi una mossa, per il bene di tutti. Speriamo che alle parole seguano fatti concreti”.