AUTO INCENDIATA. UN ATTO INTIMIDATORIO? INDAGANO I CARABINIERI
Bovalino, 13 ottobre 2009
Gli atti intimidatori continuano a mettere in allarme la popolazione e, naturalmente, i diretti destinatari, presi di mira dalla banda delle estorsioni. E’ successo un’altra volta, ieri notte, sul tardi, certamente dopo l’una. Un auto Mitsubishi Pajero parcheggiata nella pertinenza dell’abitazione di Giuseppe Frascà, trenta anni, originario di San Luca ma residente da tanti anni a Bovalino, commerciante in gioielli sul corso Garibaldi, è stata data alle fiamme. L’odore acre del fumo ha messo in allarme la famiglia Frascà che affacciandosi hanno notato la loro macchina avvolta dalle fiamme e dal fumo. Con pompe e secchi di acqua, a rischio di esplosione del vano che conteneva benzina, sono è riusciti a domare l’incendio ma non a salvare la macchina che è rimasta fortemente danneggiata. Del caso si stanno occupando i carabinieri della compagnia di Locri coadiuvati dal maresciallo della Stazione di Bovalino Luciano Gimbri i quali appena a conoscenza dei fatti hanno istituito posti di blocco, allertando le pattuglie già operative sul territorio. Non è la prima volta che vengono presi di mira i commercianti che, spesso, non denunciano gli accadimenti delittuosi: segnali apposti sul gradino del negozio, vetri infranti, bossoli di pistola posti in bella vista per l’ora di apertura dell’attività commerciale e quasi sicuramente, messaggi di richiesta di denaro. Per non parlare dei furti di ricevitorie, bar, trattorie e punti vendita di generi alimentari nonché furti nelle abitazioni di anziani o di veri scassi nelle case di famiglie momentaneamente assenti. Un costante sconvolgimento della vita paesana a causa del preoccupante incremento dell’attività criminosa. Su tutti questi frequenti episodi di criminalità Carabinieri e Commissariato della Polizia di Stato stanno non solo indagando ma anche rafforzando il controllo del territorio, naturalmente proporzionato ai mezzi che hanno. Una cittadina come Bovalino dove ha sede un Commissariato di P.S. forte di circa trenta investigatori, non può accettare che il pattugliamento notturno sia espletato da due auto. E’ necessario che anche l’Amministrazione Comunale faccia i propri passi per chiedere con forza al Prefetto ed agli Organi istituzionali di mettere nelle possibilità, chi è posto per la sorveglianza e la difesa dei cittadini, di operare al meglio. Questi sono problemi serissimi che la gente avverte in modo prioritario perché la sicurezza è sinonimo di tranquillità e la tranquillità produce lavoro e benessere per tutti. I problemi da risolvere sono tanti e tutti importanti, ma Bovalino non può continuare a vivere con il fiatone e la paura.