ARRESTATO UN GIOVANE ABUSAVA DELLA SORELLA
Bovalino, 19 gennaio 2012
Il
Commissario del “rispetto e delle regole”, come affettuosamente ed
orgogliosamente viene chiamato da alunni e studenti il Dirigente Capo del
Commissariato di P.S., di Bovalino Giovanni Arcidiacono, per le sue “lezioni” su
temi di palpitante attualità (legalità, bullismo, rispetto per l’”altro”) ha
ancora una volta fatto centro, portando alla luce una tragica e triste storia
di abusi sessuali subìti da una giovanissima disabile, da circa un anno
sottoposta ad un delicatissimo intervento chirurgico per un affezione
complicatissima alle ossa e residente a Bovalino in un appartamento assieme alla
madre ed al fratello di 31 anni. Una storia resa ancor più tragicamente
squallida, avendo il personale del Commissariato di PS di Bovalino appurato che
la giovane sin dall’età di 16 anni, oggi è maggiorenne, veniva violentata dal
fratello.
Da qualche tempo i poliziotti indagavano sul caso con circospezione ma con la dovuta determinazione, trovandosi però, spesso, di fronte al muro di omertà proprio da parte di chi sapeva ma non parlava ma anche da parte della povera vittima, sconvolta ed atterrita dalla paura. Il dottor Arcidiacono non s’è dato per vinto ed ha continuato ad indagare su tutti i fronti. Quanto turbava la mente del Commissario doveva essere verificato, per rispetto della ragazza disabile e quindi disperata per la propria condizione fisica che la rendeva ancora più “diversa” dalle ragazze delle sua età. La vera svolta nelle indagini Giovanni Arcidiacono l’ha avuta a seguito di un accertamento presso l’Ospedale civile di Locri dove è emerso un dato oggettivo inaspettato ma allucinante: la ragazza è in attesa di dare alla luce un bambino. Il sospetto si è rivelato così un’amara realtà e confortato dal racconto sofferto della ragazza che non ha retto più la situazione finendo col confessare gli episodi degli abusi sessuali del fratello, divenuti nel tempo abitudinari, nell’abitazione in cui viveva anche la mamma che, nel racconto della ragazza, era consenziente. Un rapporto incestuoso da cui ha avuto origine e si è concretizzata la gravidanza che è fortemente a rischio, considerate le precarie condizioni di salute della giovane affetta da grave disabilità. Sconvolgente e triste la scoperta da parte della ragazza che si era sottoposta ad analisi e la decisione anche questa molto sofferta, di raccontare tutti i dettagli, inquietanti e squallidi, ai poliziotti, coordinati nella delicata indagine, dalla dottoressa Sgueglia della Procura della Repubblica di Locri. Ieri il GIP dott.ssa Caterina Capitò ha dato esecuzione all’ordinanza di arresto del fratello della ragazza che è stato accusato di violenza sessuale continuata su persona disabile per la qualcosa tradotto presso la Casa Circondariale di Locri e messo a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. La circostanza che i fatti avvenissero nell’abitazione dove vivevano i tre congiunti configurerebbe anche l’accusa di incesto.