INDIANO FINISCE SOTTO IL TRENO. SUICIDIO O DISGRAZIA?
Bovalino 11 gennaio 2010
Alle 18,25 il treno Intercity Milano notte 750 aveva superato il passaggio a livello ed in frenata stava per fermarsi alla stazione di Bovalino dove erano ad attenderlo una ventina di passeggeri, in massima parte studenti. A circa cinquanta metri dalla normale fermata, Singh Gurman di 30 anni, di nazionalità indiana, esce dal buio della recinzione in cemento e si colloca sul binario di sinistra guardando la stazione. E’ un attimo, il treno anche se con velocità di 20 chilometri orari lo prende in pieno tranciandogli la testa di netto. Il macchinista fa appena in tempo a rendersi conto del tragico incidente che blocca il treno a venti metri dalla stazione. Per il povero indiano non c’è niente da fare. Il corpo resta sotto il terzo vagone mentre la testa finisce a lato del binario. La polizia ferroviaria, in servizio sull’intercity, si consulta con il capotreno ed il macchinista e a pochi metri scorgono il corpo straziato delll’extracomunitario. Viene avvertito il Commissariato di PS del luogo ed il Vice Questore Luciano Rindone fa raggiungere la stazione ferroviaria da una volante che provvederà a recintare la zona in attesa dell’arrivo del magistrato.
Singh Gurvinder, era giunto a Bovalino il 10, dopo essere stato per due giorni con il fratello a Marina di Gioiosa. Un viaggio dal Nord per riabbracciare il congiunto e l’amico di Bovalino. L’amico (non si conoscono le generalità) verso le 17.00 lo accompagna alla stazione. Per il treno manca circa una mezzora, Singh Gurvinder ringrazia l’amico, lo abbraccia e lo prega di non aspettare. Insiste, non è il caso. Il connazionale gli augura buon viaggio e ritorna a casa. Alla stazione, dove in genere si incontrano gli extracomunitari, ieri sera non c’era nessuno. Solo gente che doveva andare al Nord. L’intercity, nella tratta Reggio-Catanzaro Lido ha moltissime fermate. E’ un treno notte dove salgono quasi esclusivamente chi ha prenotato. Due carrozze sono ad uso cuccette e tre normali. Singh Gurman prende il treno per il breve tragitto da Bovalino a Marina di Gioiosa. Alle 17,15 l’amico gli telefona per sapere se il treno è arrivato. Gli dice che è in orario e lo ringrazia. Qualche testimone che si trovava al bar, asserisce di aver visto l’indiano che andava avanti ed indietro ma è sembrato normalissimo, La stranezza, se mai, era rappresentata dal fatto che passeggiava e si inoltrava oltre il bar, oltre la zona pedonale. Niente di anomalo, quindi, ma evidentemente qualcosa doveva tormentarlo se ad un certo punto, proprio nel mentre il treno-notte entrava nella stazione, egli decide di mettersi sul binario, voltando le spalle alla macchina d’acciaio di Trenitalia. Gurvinder non era un extracomunitario alla ricerca di un lavoro. Abitava a Modena e aiutava lo zio che in quella città è proprietario di un negozio di generi alimentari dove gli immigrati indiani fanno la spesa. Perché si è suicidato? L’amico asserisce che a mezzogiorno non aveva bevuto alcoolici e che quando lo ha accompagnato era sobrio, normale. Forse sono domande senza risposta, ma gli uomini della Polizia di Stato sono già al lavoro.
I passeggeri sono stati trasbordati a Lamezia Terme con autobus organizzati da Trenitalia.