Bovalino, 14 maggio 2010

Alle 20.40 è stato ammazzato Rocco Carbone, 45 anni, commerciante, titolare dell’armeria a lui stesso intestata nella frequentatissima via Fratelli Bandiera, a cinquanta metri dall’incrocio che dà sulla Piazza Mercato, sul prolungamento della via XXIV Maggio. Una esecuzione a tutto tondo che mette in ginocchio Bovalino, nuovamente alla ribalta per questo omicidio di stampo prettamente mafioso. Rocco Carbone, incensurato, residente a Platì in via Matteotti, da qualche anno a Bovalino dove ha la sua attività, era padre di tre figli. Era conosciuto, così come i suoi figli, studenti, come persona corretta, amante del lavoro, un’attività che portava avanti con grande professionalità e passione.
Alle 20,35, come ogni sera, stava chiudendo il negozio per poi ritornare a casa, a Platì dove lo aspettavano la moglie ed i figli. A casa di Rocco si cena alle 21.00. La bella ed attrezzata armeria, con articoli sportivi per la caccia, la pesca e altri sport ha tre serrande elettrificate.
Rocco Carbone chiude la prima e   la seconda, vetrine,  e si accinge a chiudere quella centrale. Ha la mano destra sulla chiavetta. La saracinesca si abbassa quasi a toccare il calpestio di marmo. Non riuscirà mai ad estrarre la chiave. Una macchina si è già mossa nella strada provinciale che porta a Bovalino Superiore ed alla SS 106, probabilmente era ferma sul lato destro della via; si avvicina sulla destra e dall'auto partono due colpi di fucile calibro 12 caricato a pallettoni. Rocco Carbone non si rende conto di quanto sta accadendo. Precipita a terra, in una pozza di sangue. Per lui è finita. Chi ha sparato lo ha fatto con  determinazione e precisione assoluta. Una cartuccia viene rinvenuta accanto ad una fioriera, a pochi passi dal Carbone. Due colpi e poi la fuga. L’armeria è proprio sulla via principale  tra il vico Calfapetra e Vico I Fratelli Bandiera, poi c’è la strada che porta alla SS 106. Una facile via di fuga per chi ha organizzato l’agguato.  Bovalino, dicevamo ricade nell’incubo degli attacchi indiscriminati della criminalità organizzata. Ma Rocco Carbone era ben conosciuto dalle forze dell’ordine, aveva, del resto, ottenuto la licenza per vendere le armi. Chi se non una persona perbene e senza macchia, riesce ad ottenere il permesso di aprire una attività come questa? Cosa è potuto accadere? I Carabinieri di Bovalino accorsi per primi sul luogo dell'agguato mortale sono impegnati nelle indagini coordinate dal Maggiore Ciro Niglio della Compagnia di Locri e dalla Procura di Locri. Il corpo della vittima è rimasta sul pianerottolo dell'armeria sino all'una, prima di essere trasferito all'obitorio di Locri, per consentire alla scientifica dei Carabinieri di eseguire tutti i rilievi necessario per le indagini. Nella giornata di domani si potranno conoscere i dettagli.  Resta la disperazione della famiglia e la grande cappa di paura che si è adagiata ancora una volta su una cittadina che è costretta a piangere  le persone che cadono sotto il piombo della criminalità.