INDAGINI SERRATE DEI CARABINIERI DEL GRUPPO DI LOCRI. DUE I COLPI DI FUCILE

CARICATO A PALLETTONI. LE DICHIARAZIONI DEL SINDACO MITTIGA

Bovalino 15 maggio 2010

Rocco Carbone, 45 anni, titolare di un’armeria è stato assassinato. Una esecuzione di stampo mafioso che doveva essere portata a termine in tempi ristrettissimi, in pieno centro abitato, a cinquanta metri da una rinomata e frequentata pizzeria, di un negozio di oreficeria e di un centro di telefonia per immigrati..

Alle 20,35 del 14 maggio, con l’ora legale, è ancora presto e la gente si muove per le ultime spese o per ordinare una pizza. Macchine che vanno e vengono, quindi. E poi ci sono gli uomini del Commissariato di PS, i Carabinieri che pattugliano il territorio e la via F.lli Bandiera è obbligatoria sia per la Polizia che per i Carabinieri anche per rientrare in sede. Insomma, un orario “a rischio” per delinquere. I due killer (chi guidava e chi materialmente  ha sparato) hanno calcolato tutto, ma, forse, non proprio tutto perché, a quanto sembra, lungo la via ci sarebbe stata una videocamera anche se “a raggio limitato”, ma, comunque,  funzionante. Su questa ipotesi c’è il massimo riserbo da parte dei Carabinieri del Gruppo di Locri che dalla sera dell’agguato mortale, hanno stretto una morsa sui siti oggetto di massimo controllo e, naturalmente, alla ricerca del mezzo usato per l’omicidio. Il maggiore Ciro Niglio che è rimasto sul posto fino alle 2 e 30 assieme agli uomini della scientifica, è stato attentissimo a cogliere ogni pur minimo indizio per l’identificazione degli assassini.  Il killer ha agito con freddezza. Rocco Caruso abbassa dall’interno due delle tre serrande comandate elettricamente ed azionate da una chiave. Esce, chiude la porta a vetri ed inserisce la chiave nel monoblocco esterno. E’ il momento giusto. Il commando si muove con calma, percorre una cinquantina di metri (in macchina o su una moto?) nella direzione Bovalino-Bovalino Superiore, si ferma di fronte all’ignaro armiere che volta le spalle alla strada ma probabilmente sta guardando, in attesa dell’abbassamento della serranda proprio nell’angolo visuale della strada da dove un’auto (o la moto) rallenta. E’ solo questione di un attimo: due colpi di fucile calibro 12 caricato a pallettoni vengono scaricati sul Carbone che stramazza a terra in una pozza di sangue. La missione omicida è stata compiuta. Non hanno bisogno di sincerarsi del risultato. I due colpi hanno centrato il bersaglio in maniera dirompente. Non resta che la fuga.

Dicevamo del mezzo usato. Gli investigatori hanno trovato  un solo bossolo e questo farebbe immaginare che gli assassini avrebbero utilizzato una macchina e che, quindi, il secondo bossolo  sia finito nella vettura. Ma se è vero che nei dintorni c’era una videocamera è più probabile che chi ha commesso il crimine ne fosse a conoscenza e quindi abbia optato per l’utilizzo della moto. Con il casco e senza targa, è stato facile nascondersi e poi procedere con più tranquillità all’esecuzione. Facile deduzione, nella previsione di un imprevisto, per far perdere le tracce attraverso i vicoli Calfapetra e F.lli Bandiera. O, poco più distante, la via Dromo o, addirittura, la SS 106.

Le indagini proseguono serrate con perquisizioni e controlli a tappeto ad opera dell’Arma dei Carabinieri, coordinate dal maggiore Ciro Niglio della Compagnia di Locri e con il pool della Procura di Locri.

L’efferato delitto del commerciante di armi e di articoli sportivi  Rocco Carbone ha creato nella cittadinanza un certo malessere per il quale il Sindaco di Bovalino si è fatto promotore per investire le Autorità istituzionali a livello provinciale regionale e nazionale della problematica inerente la sicurezza. “L’episodio criminoso consumato nella centralissima Via F.lli Bandiera, ci lascia attoniti e ci preoccupa per i risvolti sull’ordine pubblico. Il problema è ormai diventato improcrastinabile e deve essere affrontato con determinazione e coraggio. Martedì 25 maggio in occasione della inaugurazione della piazza intitolata al Brigadiere dei CC Antonino Marino, avrò l’opportunità di rappresentare al sig. Prefetto, al sig. Questore ed al sottosegretario agli Interni Nitto Francesco Palma, i quali hanno aderito alla cerimonia, lo stato d’animo di tutta la civile popolazione di Bovalino che vive una difficile stagione.. E’ un fatto complessivo, s’intende,  dove si intrecciano e si intersecano il lavoro giovanile che manca, la famiglia che arranca, le esigenze che crescono, per cui è necessaria una comune volontà per arginare i fattori che determinano squilibri. L’amministrazione e l’intero Consiglio Comunale sono impegnati a dare un sempre maggiore segnale di legalità e di trasparenza per migliorare le condizioni su tutto il territorio. Conosciamo bene come le Forze dell’Ordine siano in prima linea, nonostante le carenze di uomini e di messi, sia sotto il profilo della prevenzione che della repressione. Chiediamo però che le Istituzioni facciano di più per dotare di mezzi appropriati le strutture periferiche perché sono convinto che alla professionalità investigativa ed operativa deve fare riscontro una maggiore disponibilità di mezzi adeguati. Al maggiore dei Carabinieri, al Commissario Luciano Rindone ed al maresciallo della stazione dei Carabinieri di Bovalino Zappalà per il lavoro che con alto senso del dovere svolgono per la nostra Comunità, la stima e la riconoscenza da parte dell’intera comunità bovalinese e del Consiglio Comunale. Sono certo che riusciranno a fare piena luce sull’efferato delitto e tranquillizzare la popolazione a dimostrazione che lo Stato c’è sempre.