BOVALINO - Sistema semplice per gli
appalti. Uno a me, uno a te, uno a me... Si è fatto così per anni e anni a
Bovalino, terra record di sequestri (ben 15, l' ultimo agli inizi d'
agosto). Gli imprenditori, piuttosto che sbranarsi con ribassi da capogiro,
hanno preferito accordarsi. Gli amministratori locali facevano da
interessati notai. Stando così le cose la percentuale di ribasso, che finiva
per essere quasi sempre dell' 1 per cento, non veniva quasi mai indicata
prima nelle offerte della gara d' appalto. Era lo stesso "vincitore" della
gara a segnarla dopo l' apertura delle buste, spudoratamente, con la propria
grafia. L' impunità in cui fidavano è crollata. Quindici sono stati portati
in galera. Per tutti l' accusa è di associazione per delinquere finalizzata
alla commissione di vari reati tra cui turbativa d' asta, truffa e falso. Il
nome più noto tra gli arrestati è quello dell' ex sindaco dc Tommaso Mittica,
leader provinciale di Forze nuove. In manette sono finiti poi due ex
assessori, sempre dc, Giuseppe Blefari e Domenico Antonio Pignataro. Con
loro hanno varcato il portone della Casa circondariale due segretari
comunali, Luigi Mandarano e Bruno Richichi, e dieci imprenditori. ECCO I
nomi degli imprenditori: Bruno Strati, Agostino De Pascale, Giuseppe Romano,
Giovanni Labate, Giuseppe Carpentieri, Rocco Carlo Archinà, Vincenzo Zappia,
Vincenzo Gallo, Nicola Chiné e Raffaele Ceravolo, quest' ultimo arrestato
dalla polizia a Vercelli. Giuseppe Carpentieri è fratello del sindaco in
carica, il dc Antonio Carpentieri, andreottiano. Anche per l' attuale primo
cittadino i sostituti procuratori della repubblica di Locri, Nicola Gratteri
e Daniela Rinaldi, avevano chiesto al giudice per le indagini preliminari l'
emissione di un provvedimento di custodia cautelare in carcere. Il gip
Giovanni Bombardieri però ha firmato solo 16 dei venti provvedimenti di
arresto richiesti, rigettando gli altri. Quindici sono stati eseguiti, è
irreperibile l' imprenditore, Domenico Gallo. Restano indagati il sindaco
Carpentieri, il consigliere comunale del Psi Giuseppe Vottari, l'
imprenditore Santo Scipione (l' ex assessore Antonio Cristarella nel
frattempo è deceduto). Alcuni particolari sull' operazione e sull' inchiesta
li hanno forniti durante una conferenza stampa il questore di Reggio
Calabria, Aldo Gianni, e il capo della squadra mobile della questura, Mario
Blasco. La retata, che ha impegnato un centinaio di poliziotti, è scattata
ieri mattina all' alba. Inattesa. Contemporaneamente negli uffici
municipali, sistemati nelle camere dell' ex albergo Orsa Sud, al bivio per
San Luca e l' Aspromonte, decine di uomini in divisa hanno sequestrato
centinaia di fascicoli. L' inchiesta tende infatti ad allargarsi. I
magistrati vogliono dare uno sguardo ad altri appalti oltre ai 51, su cui
hanno puntato fin qui le loro attenzioni, dal febbraio 1985 all' aprile
1991. E hanno dato incarico alla squadra mobile di fare accertamenti anche
in altri comuni della zona dove è possibile che si siano verificate
situazioni analoghe, mentre i carabinieri stanno facendo accertamenti sul
piano regolatore e su strane destinazioni di aree ad edilizia residenziale.
Ma l' inchiesta è destinata a nuovi sviluppi anche perché agli iniziali 74
indagati (quelli non arrestati hanno ricevuto un avviso di garanzia) se ne
sono aggiunti già ieri degli altri. Qualcuno degli arrestati, infatti, ha
parlato delineando scenari ancora tutti da esplorare per i magistrati e gli
investigatori. Si sa per certo che altre persone sono state convocate negli
uffici della Procura di Locri per essere sentite in presenza del loro
avvocato. Si sente parlare di tangenti: date da chi e da chi incassate? C' è
solo da attendere per saperne di più. Nel carcere di Locri sia l' ex sindaco
Mittica (insegnante, in passato era stato arrestato per favoreggiamento nei
confronti di un mafioso) che gli altri arrestati a uno a uno si stanno
presentando davanti ai magistrati. E pare che in molti abbiano voglia di
raccontare, di spiegare come venivano pilotati gli appalti. Su 51 appalti è
risultato che ben 30 sono stati assegnati con procedura di favore.
Presiedevano le gare gli amministratori arrestati, ma a quanto pare ad avere
ideato il "sistema" erano stati gli imprenditori Carpentieri e i due Gallo,
Vincenzo e Domenico. Terra di sequestrati, Bovalino. E proprio un sequestro
di persona, quello dell' imprenditore Domenico Antonio Gallo, avvenuto nell'
aprile dell' anno scorso e terminato dopo appena un mese, ha attirato l'
attenzione degli inquirenti sul mondo degli appalti. Perché Gallo era stato
sequestrato? E perché furono sequestrati Giovanni Zappia, fratello di
Vincenzo, e Agostino De Pascale, medico e omonimo del costruttore arrestato
ieri? I sequestratori prendevano di mira gli imprenditori che si
accaparravano il maggior numero di appalti del comune. Che negli anni in
osservazione hanno toccato l' importo di 6 miliardi di lire. Dopo il
sequestro Gallo, gli inquirenti accertarono che in quei giorni l' impresa
del fratello aveva vinto un appalto di tre miliardi per la costruzione del
nuovo municipio. E altri numerosi appalti se li era aggiudicati in
precedenza con un ribasso quasi nullo. C' era, infatti, un vero e proprio
racket degli appalti. Le gare si riducevano a una vera e propria burla.
proprio racket degli appalti. Le gare si riducevano a una vera e propria
burla. Due testimoni "testa di legno" verificavano solo l' integrità delle
buste e dei sigilli. Una perizia ha verificato che con la stessa grafia
(quella di Carpentieri e dei due Gallo) dopo l' apertura delle buste
venivano completate le offerte. Sistema semplice. E redditizio. - dal
nostro inviato PANTALEONE SERGI