GRAN RETATA A BOVALINO

di Pantaleone Sergi

21 agosto 1992 —   pagina 8 La Repubblica

BOVALINO - Sistema semplice per gli appalti. Uno a me, uno a te, uno a me... Si è fatto così per anni e anni a Bovalino, terra record di sequestri (ben 15, l' ultimo agli inizi d' agosto). Gli imprenditori, piuttosto che sbranarsi con ribassi da capogiro, hanno preferito accordarsi. Gli amministratori locali facevano da interessati notai. Stando così le cose la percentuale di ribasso, che finiva per essere quasi sempre dell' 1 per cento, non veniva quasi mai indicata prima nelle offerte della gara d' appalto. Era lo stesso "vincitore" della gara a segnarla dopo l' apertura delle buste, spudoratamente, con la propria grafia. L' impunità in cui fidavano è crollata. Quindici sono stati portati in galera. Per tutti l' accusa è di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di vari reati tra cui turbativa d' asta, truffa e falso. Il nome più noto tra gli arrestati è quello dell' ex sindaco dc Tommaso Mittica, leader provinciale di Forze nuove. In manette sono finiti poi due ex assessori, sempre dc, Giuseppe Blefari e Domenico Antonio Pignataro. Con loro hanno varcato il portone della Casa circondariale due segretari comunali, Luigi Mandarano e Bruno Richichi, e dieci imprenditori. ECCO I nomi degli imprenditori: Bruno Strati, Agostino De Pascale, Giuseppe Romano, Giovanni Labate, Giuseppe Carpentieri, Rocco Carlo Archinà, Vincenzo Zappia, Vincenzo Gallo, Nicola Chiné e Raffaele Ceravolo, quest' ultimo arrestato dalla polizia a Vercelli. Giuseppe Carpentieri è fratello del sindaco in carica, il dc Antonio Carpentieri, andreottiano. Anche per l' attuale primo cittadino i sostituti procuratori della repubblica di Locri, Nicola Gratteri e Daniela Rinaldi, avevano chiesto al giudice per le indagini preliminari l' emissione di un provvedimento di custodia cautelare in carcere. Il gip Giovanni Bombardieri però ha firmato solo 16 dei venti provvedimenti di arresto richiesti, rigettando gli altri. Quindici sono stati eseguiti, è irreperibile l' imprenditore, Domenico Gallo. Restano indagati il sindaco Carpentieri, il consigliere comunale del Psi Giuseppe Vottari, l' imprenditore Santo Scipione (l' ex assessore Antonio Cristarella nel frattempo è deceduto). Alcuni particolari sull' operazione e sull' inchiesta li hanno forniti durante una conferenza stampa il questore di Reggio Calabria, Aldo Gianni, e il capo della squadra mobile della questura, Mario Blasco. La retata, che ha impegnato un centinaio di poliziotti, è scattata ieri mattina all' alba. Inattesa. Contemporaneamente negli uffici municipali, sistemati nelle camere dell' ex albergo Orsa Sud, al bivio per San Luca e l' Aspromonte, decine di uomini in divisa hanno sequestrato centinaia di fascicoli. L' inchiesta tende infatti ad allargarsi. I magistrati vogliono dare uno sguardo ad altri appalti oltre ai 51, su cui hanno puntato fin qui le loro attenzioni, dal febbraio 1985 all' aprile 1991. E hanno dato incarico alla squadra mobile di fare accertamenti anche in altri comuni della zona dove è possibile che si siano verificate situazioni analoghe, mentre i carabinieri stanno facendo accertamenti sul piano regolatore e su strane destinazioni di aree ad edilizia residenziale. Ma l' inchiesta è destinata a nuovi sviluppi anche perché agli iniziali 74 indagati (quelli non arrestati hanno ricevuto un avviso di garanzia) se ne sono aggiunti già ieri degli altri. Qualcuno degli arrestati, infatti, ha parlato delineando scenari ancora tutti da esplorare per i magistrati e gli investigatori. Si sa per certo che altre persone sono state convocate negli uffici della Procura di Locri per essere sentite in presenza del loro avvocato. Si sente parlare di tangenti: date da chi e da chi incassate? C' è solo da attendere per saperne di più. Nel carcere di Locri sia l' ex sindaco Mittica (insegnante, in passato era stato arrestato per favoreggiamento nei confronti di un mafioso) che gli altri arrestati a uno a uno si stanno presentando davanti ai magistrati. E pare che in molti abbiano voglia di raccontare, di spiegare come venivano pilotati gli appalti. Su 51 appalti è risultato che ben 30 sono stati assegnati con procedura di favore. Presiedevano le gare gli amministratori arrestati, ma a quanto pare ad avere ideato il "sistema" erano stati gli imprenditori Carpentieri e i due Gallo, Vincenzo e Domenico. Terra di sequestrati, Bovalino. E proprio un sequestro di persona, quello dell' imprenditore Domenico Antonio Gallo, avvenuto nell' aprile dell' anno scorso e terminato dopo appena un mese, ha attirato l' attenzione degli inquirenti sul mondo degli appalti. Perché Gallo era stato sequestrato? E perché furono sequestrati Giovanni Zappia, fratello di Vincenzo, e Agostino De Pascale, medico e omonimo del costruttore arrestato ieri? I sequestratori prendevano di mira gli imprenditori che si accaparravano il maggior numero di appalti del comune. Che negli anni in osservazione hanno toccato l' importo di 6 miliardi di lire. Dopo il sequestro Gallo, gli inquirenti accertarono che in quei giorni l' impresa del fratello aveva vinto un appalto di tre miliardi per la costruzione del nuovo municipio. E altri numerosi appalti se li era aggiudicati in precedenza con un ribasso quasi nullo. C' era, infatti, un vero e proprio racket degli appalti. Le gare si riducevano a una vera e propria burla. proprio racket degli appalti. Le gare si riducevano a una vera e propria burla. Due testimoni "testa di legno" verificavano solo l' integrità delle buste e dei sigilli. Una perizia ha verificato che con la stessa grafia (quella di Carpentieri e dei due Gallo) dopo l' apertura delle buste venivano completate le offerte. Sistema semplice. E redditizio. - dal nostro inviato PANTALEONE SERGI