ELOGIO PER IL PERSONALE DEL REPARTO DI CHIRURGIA D'URGENZA DI LOCRI
Bovalino, 17 dicembre
«Dopo l'articolo apparso sull'Espresso e sulla stampa locale, relativo alla mala sanità in Calabria ed in particolare all’Ospedale di Locri, sento il piacere e il dovere, in quanto direttamente interessato, di spendere due parole a riguardo.
Circa due mesi fa sono stato ricoverato presso l’Ospedale di Locri, Reparto di Chirurgia d’Urgenza, per coliche addominali; sono stato sottoposto ad una lunga serie di indagini diagnostiche e quando il quadro clinico è stato piuttosto chiaro, dopo circa 20 giorni, il primario dott. Tallarida, con la fattiva collaborazione di tutta l'equipe, dottori Freno, Cataldo, Brugnano, Mucci, Cautela, effettuava un intervento chirurgico di grande rilievo, applicando tecnologie e professionalità alla portata delle grandi strutture ospedaliere ed universitarie.
Con l'utilizzo della tecnica di chirurgia laparascopica, è stato eseguito un intervento di asportazione della colecisti e di numerosi calcoli posti nei dotti biliari e diversi incuneati nel coledoco; l’intervento, piuttosto lungo e complesso, ha avuto un ottimo decorso, tanto che nel giro di una settimana sono stato dimesso.
Non voglio assolutamente nascondere le tante perplessità da parte dei miei familiari a concedere il consenso all'intervento, soprattutto perché amici e, in particolare i parenti, residenti nel nord Italia avevano smosso, come si usa in questi casi, conoscenze e amicizie, per un eventuale mio trasferimento in strutture ospedaliere più "qualificate".
Personalmente non ho mai avuto il minimo dubbio sul grande senso di umanità, responsabilità e professionalità di tutta l’equipe medica ed il trasferimento in altri nosocomi non ha mai sfiorato la mia mente.
Con questa mia lettera desidero, pertanto, oltre che ringraziare pubblicamente tutto il personale del reparto di chirurgia d'urgenza, medico e paramedico, sottolineare il grande senso di umanità, professionalità e di affetto dimostrato anche nei confronti dei familiari, che, giustamente preoccupati , hanno sempre ricevuto le parole adatte per superare i momenti di sconforto.
Mi permetto un umile suggerimento ai signori medici: “non esitate di portare a conoscenza della collettività il vostro operato e non permettete che le cattive notizie prendano il sopravvento sulle buone notizie”.
La comunicazione, ed in questo la stampa , quale essenziale veicolo informativo,ha il dovere di essere sempre pronta a segnalare un caso di buona sanità anche se, probabilmente, fa meno notizia di un caso di mala sanità, nonché gratificare e dare rilievo a chi fa il proprio dovere, rimanendo in sala operatoria sedici ore, come nella giornata che il sottoscritto, insieme ad altri, è stato sottoposto ad intervento chirurgico.
Solo così si potrebbe contenere quel “flusso migratorio sanitario”che arreca gravi disagi sociali, morali ed economici ad ammalati e congiunti.
Alle Istituzioni chiediamo di essere più vicini alle reali necessità del nostro ospedale e lo dotasse delle indipensabili attrezzature per permettere diagnosi più veloci senza fare spostare l’ammalato in atre strutture sanitarie pubbliche o private.
Penso che in questo nostro Paese ci sia bisogno di ricominciare a guardare alla realtà, che la critica fine a se stessa si trasformi in suggerimento, e che dagli esempi di successo si tragga energia per nuovi miglioramenti
Grazie ancora,e buon lavoro. (Sebastiano Candido)»