PASQUA DI RISURREZIONE. L'AFFRUNTATA DOMANI A BOVALINO SUPERIORE ALLE 11.30
Bovalino 3 aprile 2010
Bovalino con le sue frazioni e contrade sta aspettando la tradizionale e suggestiva “Affruntata” che si svolgerà domenica di Pasqua 4 aprile, a conclusione della messa cantata officiata da Padre Stefano De Fiores alla ore 11.30. E’ un rito che si rinnova ogni anno e commuove i fedeli che sempre più numerosi si spostano al vecchio borgo di Bovalino Superiore per pregare tra gli inni della banda musicale “Costa Jonica” e il tradizionale spettacolo pirotecnico che quest’anno il Parroco Padre Giuseppe Pittarelli e l’Arciconfraternita Maria SS. Immacolata hanno chiamato da Sorianello. Si tratta della prestigiosa Ditta dei fratelli Ciconte, presente a Bovalino Superiore durante il festival dei “fuochi” che si tiene nel mese di settembre. L’Affruntata, è a tutti noto, è l’incontro della Madonna con il Figlio risorto. Dalla Chiesa Matrice, esce il Cristo risorto mentre la Madonna, col manto ed il velo nero è tenuta nascosta in un vicolo. San Giovanni va alla ricerca della Madonna per comunicarLe che il Figlio è risorto. I portatori l’avvicinano alla Madonna e per tre volte cerca di convincerla. Maria, la madre di Gesù non gli crede. Poi, alla fine si decide e si avvia verso il centro della Piazza dove c’è il Cristo. Quando sta per avvicinarsi al Figlio, ancora titubante, Maria per tre volte si fa avanti e per tre volte retrocede. Infine, ogni incertezza è vinta, all’improvviso cade il mantello nero e la Vergine Madre appare nel suo splendore con un vestito di seta azzurro adornato di pizzi ed ori preziosi. Il rito dell’Affruntata viene svolto in tante località della Calabria con sfumature diverse. Resta intatta l’essenza religiosa e ed il messaggio di pace e serenità a tutti gli uomini di buona volontà. Perché la Pasqua, come ha detto il Vescovo di Piacenza Gianni Ambrosio, “È la vita risorta di quel Gesù condannato a morte e alla morte di croce. In una bella sequenza di Pasqua si canta che “morte e vita si sono affrontate in un prodigioso duello: il Signore della vita era morto, ma ora è vivo e regna”. La vita ha trionfato sulla morte: è avvenuto per Cristo. Eppure Cristo non ha evitato il duello, il confronto duro con la morte. Anzi l’ha affrontata in tutta la sua tragicità, dopo essere stato sottoposto ad un falso processo e ad una condanna ingiusta, dopo essere stato tradito e rinnegato, dopo essere stato flagellato e incoronato di spine, dopo essere stato inchiodato sul legno della croce per una morte vergognosa e violenta. Ma il buio cede il posto alla luce. Perché l’amore sconfigge l’oscurità, vince la malvagità. Perché su quella croce vi è uno che “si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori (…), per le sue piaghe siamo stati guariti”. Lo annunciava così l’antico profeta Isaia, secoli prima che il fatto avvenisse”.(Simone Alliva)