Bovalino 9 aprile 2009

Tutte le parrocchie di Bovalino (Pozzo, Bosco Sant’Ippolito, Bovalino Superiore), vivranno questo pomeriggio e sino a tarda ora la “Passione” che designa da sempre l’insieme degli avvenimenti dolorosi che colpirono Gesù fino alla morte in croce. Questi atti progressivi e dolorosi presero il nome di “Via Crucis” (pratica extraliturgica, introdotta in Europa dal domenicano beato Alvaro, (†1402), e dopo di lui dai Frati Minori Francescani); che la Chiesa Cattolica, ricorda in ogni suo tempio con le 14 ‘Stazioni’; quadretti attaccati alle pareti, oppure lungo le strade cittadine (a Bovalino) dove verranno allestite le “stazioni” che invitano alla meditazione e penitenza; in ognuna di queste ‘Stazioni’ sono raffigurati i momenti “Via Crucis” e Passione di Gesù. Queste le “Stazioni”: I  Il processo e la condanna;  II  Il carico sulle spalle della croce; III  La prima caduta; IV L’incontro con la Madre; V  L’aiuto del Cireneo; VI  L’incontro con la Veronica; VII  Seconda caduta; VIII  L’incontro con le donne di Gerusalemme; IX  Terza caduta; X  Gesù denudato e posto sulla croce; XI  La crocifissione; XII  La morte in Croce; XIII  La deposizione; XIV  La sepoltura nella tomba. La via Crucis di Bovalino sarà celebrata dal parroco Padre Giuseppe Castelli, a Bovalino Superiore da padre Giuseppe Pittarello ed a Bosco S. Ippolito da Padre Adriano.
La “Passione” di Gesù cominciò dopo l’Ultima Cena tenuta con gli Apostoli. I Vangeli raccontano che nella primavera dell’anno 30, Gesù discese con i suoi discepoli dalla Galilea a Gerusalemme, in occasione della Pasqua ebraica. Qui tenne l’Ultima Cena, dove di fatto fu sostituito il vecchio “memoriale” con il nuovo, da rinnovare nel tempo fino al suo ritorno: “Questo è il mio corpo, che è dato per voi”; “Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue che viene versato per voi”; “Fate questo in memoria di me!”.
La ‘Passione’ si svolge con una sequenza di immagini drammatiche: il tradimento di Giuda, che lo vende e lo denuncia con un bacio nel giardino posto al di là del torrente Cedron, l’arresto notturno da parte dei soldati e delle guardie fornite dai sommi sacerdoti e dai farisei; l’interrogatorio di Anna, ex sommo sacerdote molto potente e suocero del sommo sacerdote in carica Caifa;  il giudizio del Sinedrio giudaico capeggiato da Caifa, che formula ad ogni costo un’accusa che consenta la sua condanna a morte, che però per la legge vigente a Gerusalemme, non poteva essere attuata dalle autorità ebraiche; il triplice rinnegamento del suo primo discepolo Pietro; l’incontro con il governatore romano Ponzio Pilato, quindi la condanna a morte Gesù, tramite la crocifissione, pena capitale praticata in quell’epoca.
Alla “Passione” di Gesù è associata l’immagine della Vergine Addolorata, che i più grandi artisti hanno rappresentato insieme alla Crocifissione, ai piedi della Croce, o con Cristo adagiato fra le sue braccia dopo la deposizione, come la celebre ‘Pietà’ di Michelangelo, il ‘Compianto sul Cristo morto’ di Giotto, la ‘Crocifissione’ di Masaccio, per citarne alcuni. La “Passione”, ha continuato ad essere rappresentato dal cinema con film di indubbio valore: “Il Vangelo secondo Matteo” di Pier Paolo Pasolini; il “Gesù di Nazareth” di Franco Zeffirelli, la serie dei “colossal” come “Il Re dei re”, “La tunica”, ecc. fino all’ultimo grandioso per la sua drammaticità “La Passione di Cristo” di Mel Gibson.