I CITTADINI DI BOVALINO SUPERIORE PROTESTANO PER IL RESTAURO DELLA STORICA CHIESA S.M. DEL SOCCORSO
Bovalino, 9 ottobre 2009
La Chiesa di Santa Maria del Soccorso, detta anche del SS Rosario, a suo tempo appartenuta al Principe Pignatelli, si trova a Bovalino Superiore nell’antico borgo dello “Zopardo”. Sull’erezione della Chiesa, gli storici non sono d’accordo sulla data ma la tradizione locale vuole che sia stato l’abate Correale nel secolo XVI. Da quando si è insediata l’amministrazione guidata da Francesco Zappavigna, l’opera di ristrutturazione è iniziata e i lavori, seguiti passo passo dalla Sovrintendenza ai Beni Culturali, stanno per volgere al termine. Gli abitanti di Bovalino Superiore però sembrano non condividere le scelte dei tecnici in quanto a parer loro “hanno cementificato la chiesa non rispettando la tradizionale e suggestiva costruzione”. Di diverso parere sono i tecnici che “hanno salvato” un monumento che era sostenuto da pali, senza tetto e che ad un metro sotto la fondazione è stato trovato un lago di acqua per cui è stato necessario non solo il prosciugamento ma un’accurata predisposizione di pietre e di filtri d’aria per evitare che tutta la chiesa crollasse”. C’è di più, la struttura, a parere dei tecnici andava rinforzata per consentire la copertura e quindi capace di mantenere un peso notevole senza creare danni irreparabili ad un monumento che è stato dichiarato di interesse nazionale per via dell’argo “ogivale, in pietra tufacea dura, finemente decorata a bassorilievo con motivi floreali e rosoni, con architrave a guisa di cornice”, quasi certamente opera del XII secolo che R. Procopio descrive come “… un bello esempio di architettura normanna della prima metà del XI secolo, il cui arco ogivale rappresenta un elemento nordico, mentre la decorazione a bassorilievo contiene spunti naturalistici (vasi con tralci di vite sulle spalle dell’arco e figurine alternate a rose con foglie stilizzate sull’archivolto”. Il Procopio si sbagliava,k in quanto, secondo la Sovrintendenza ai Monumenti ed all’esperto Prof. A. Frangipane, l’architettura appartiene al XIV-XV secolo. L’excursus storico è necessario per capire da una parte lo sfogo degli abitanti della frazione ed anche la preoccupazione dei tecnici che con amore e professionalità stanno portando a termine un’opera importante, mai da alcuna amministrazione seriamente presa a cuore, per cui il “movimento” di critica potrebbe apparire un momento dell’anticipazione elettorale del 23 marzo. Certo, il rispetto della costruzione è importante, anzi essenziale, ma altrettanto essenziale è l’esigenza di salvare la Chiesa. A dirimere la querelle che vede in primo piano qualche aspirante a sindaco, riportiamo quanto Giuseppe Santagata ha scritto nel libro “Calabria Sacra” nella riedizione in fac-simile dell’editore Franco Pancallo di Locri: “L’esterno della chiesa … presenta una fattura alquanto semplice, in parte interrotta d alcune linee (cornici in laterizi) e da due nicchiette, a struttura semicilindrica con archeggio e fastigio, situati ai lati del portale, all’altezza dell’architrave. Altra picchietta della stessa impostazione, ma di proporzioni più grande, è posta in alto al frontone, immediatamente sotto la cuspide. Il campani letto (a vela in laterizi) s’innalza sull’angolo sinistro della facciata. Ai lati esterni della cappella, si rilevano due feritoie medioevali con profilatura in pietra tufacea