Bovalino 27 luglio 2010

 

Ho vissuto parte della mia giovinezza con i Carabinieri. In quei tempi l’alloggio del comandante della stazione era all’interno della caserma e noi figli stavamo fianco a fianco con loro. Avevo 8 anni quando ho imparato a scrivere con una Olivetti studio 44 e dovevo essere veramente molto bravo se mio padre mi faceva usare la piccola macchina per copiare verbali e circolari con ben dieci fogli di “carta riso” e 9 di carta carbone; l’ultimo foglio, naturalmente, nonostante battessi forte sui tasti, non si leggeva bene. E’ questo il ricordo dell’Arma che vado costruendo perché (metà degli anni Cinquanta-Sessanta) la pattuglia dei Carabinieri faceva parte della vita di un paese, si trattasse di Sant’Agata d’Esaro, paesino di montagna  o di Diamante «la perla del Tirreno», entrambi in provincia di Cosenza. A Diamante durante l’estate la pattuglia della Benemerita scendeva anche in spiaggia e non si usavano ancora le camicie con le maniche corte.  Pensavo, quindi, alla pattuglia a piedi sul lungomare S. Francesco di Paola di Bovalino in alternanza con la Guardia Costiera, quasi un messaggio di garanzia, di fiducia, di tranquillità per i cittadini ed i turisti. I carabinieri vicini ai bagnanti, a tutela del sereno e sicuro svolgimento delle attività economiche e ricreative che si svolgono sulla spiaggia per una adeguata azione di prevenzione e controllo. E’ questo che chiedono i cittadini dalla Benemerita e lo fanno rivolgendosi al Sindaco di Bovalino affinché intervenga presso il Prefetto per rafforzare l’organico e dotare Carabinieri e Polizia di Stato di mezzi adeguati. Mezzi ed uomini a garanzia della legalità e di un sempre più alto senso civico. “Che ci siano pattuglie con le automobili è un fatto incontestabile, lo vediamo ogni giorno,  e ne siamo felici. Pensiamo invece che pattuglie a piedi sulle principali vie del paese possano determinare nella popolazione maggiore disponibilità a passeggiare con la propria famiglia, a sostare per degustare un gelato, ammirare una vetrina”; “Sono anziano ma ricordo che sul corso Umberto I° ogni sera c’era una pattuglia che perlustrava la strada: divisa, camicia, cravatta, bandoliera e mai con la sigaretta in bocca!”; “Mi piacerebbe vedere i carabinieri in mezzo alla gente. Si eviterebbe, per esempio, che sul lungomare scorazzassero le motorette ed il traffico si svolgesse con regolarità”; “vedo nei Carabinieri e nella Polizia di Stato non persone che sono lì a soffocare la libertà ma ad assicurare con la loro presenza, che lo Stato è presente e ci protegge”.

Il 13 luglio 1814, il Corpo dei Carabinieri Reali fu istituito con le Regie Patenti da Vittorio Emanuele I, che volle dotarsi di un corpo di militari scelti “per buona condotta e saviezza d’istinti”, allo scopo di contribuire alla difesa dello Stato in tempo di guerra e di vigilare alla conservazione della pubblica e privata sicurezza in tempo di pace.

La guerra è stata aborrita dalla nostra Carta Costituzionale e la pace conquistata ed i carabinieri continueranno a rispondere al bisogno di sicurezza della popolazione. (Simone Alliva)