ANCORA INCIDENTI STRADALI ALL'INCROCIO CON VIA LA CAVA

Bovalino 4 aprile 2009

 

Con ogni probabilità (ci mancano i dati ufficiali), gli incidenti stradali sulla trafficata via XXIV Maggio, hanno raggiunto in cinque anni,  il numero di cinquanta. Una media di 10 incidenti l’anno, uno al mese. L’incrocio tra la via Francesco La Cava e la XXIV Maggio è diventato “maledetto” per via della mancanza di un lampeggiante. “Ci sono i due “stop” sulla La Cava per cui chiunque vi transiti ha l’obbligo di fermarsi per lasciare libera l’accessibilità sulla via principale. Tutto esatto e non fa una grinza il ragionamento. La legge è garantita, bisogna osservarla, chi sbaglia paga. O, aggiungiamo noi,  muore. Perché l’incidente dell’altra notte, era da poco trascorsa la mezzanotte, poteva essere mortale. E’ stato solo un caso fortunato ed è stato bravo l’autista che aveva la precedenza, con freddezza,  a proseguire senza pensare all’impatto con l’autovettura che  si era sporta più del dovuto oltre lo stop, causando l’incidente. Ma sulle modalità stanno indagando i Carabinieri della Compagnia di Locri ed è giusto, non essendo stati testimoni,  aggiungere altro. Dicevamo dell’impatto che è stato tremendo tant’è che chi si trovava ancora in piedi nella propria abitazione della via XXIV Maggio, si è precipitata in strada, per verificare l’accaduto. Il pianto di una bambina di due anni che chiamava la mamma, ha spinto i primi soccorritori a sostenerla ed a darle da bere. Era miracolosamente  incolume, senza un graffio. La mamma ancora nella macchina in stato di shock  con una larga ferita sulla fronte, il papà che guidava, rassicurato per le condizioni della piccola, stava accanto alla moglie e l’altro figlio, incolume anche lui, constatava, ancora incredulo per quanto accaduto, che l’altra macchina era ferma al centro della strada con l’autista immobile sul posto di guida (si riprenderà dopo qualche minuto, incolume e con un ematoma sulla fronte). Il gran botto è stato avvertito dalla volante dei Carabinieri che era in servizio di vigilanza e controllo a cento metri dal luogo dell’incidente. L’allarme per l’ASL di Locri è stato dato immediatamente e dopo qualche minuto, anche questa unità operativa di soccorso, era sul posto per prestare assistenza e trasportare all’ospedale la donna sanguinante che se l’è cavata con dieci punti di sutura. Abbiamo volutamente evitato di aggiungere nomi e marca degli automezzi e particolari dell’accaduto, perché ci è sembrato più provocatorio raccontare il fatto per portarlo a conoscenza della civica amministrazione, anche se ci sembra superfluo, dal momento che il primo soccorso è stato dato dal vice sindaco della città che in quel momento si trovava a casa di amici, a venti metri dall’incidente. Poteva accadere di tutto e il sinistro poteva essere gravissimo. A quell’ora, una famiglia composta da quattro persone, era quasi giunta a casa, sempre sulla XXIV Maggio, a centro metri dallo scontro. Il giovane ritornava anche alla propria casa, procedendo dalla via La Cava. Una giornata normale trascorsa in compagnia dei genitori, la prima, e di amici, il secondo. Responsabilità? Saranno gli inquirenti, lo abbiamo già detto,  a stabilirlo. A noi preme evidenziare, ancora una volta e per la cinquantesima volta, che questo incrocio va ripensato e ristrutturato con strumentazione o manufatti che rallentino da ambo le strade, la corsa. Per chi proviene da Ardore, dopo un rettilineo di trecento metri dove spesso si superano anche gli 80 kmh, è il primo incrocio con diritto di precedenza, il secondo è sulla via Ceravolo dopo ancora 200 metri  e poi, un altro incrocio con obbligo di fermata. L’assessore ai lavori pubblici, quello all’urbanistica, tutta l’Amministrazione ed il consiglio comunale debbono farsi carico di questo enorme danno che quotidianamente si consuma lungo questa strada urbana. Vorremmo non ritornarci per testimoniare un altro incidente ma per scrivere sull’inizio dei lavori per costringere gli autisti, indipendentemente dalla “precedenza”, a rallentare comunque la velocità. Lo chiedono a viva voce i cittadini di Bovalino e quelli che entrano ed escono dalla cittadina, lo reclama il buon senso.