SOLO POCHI RICORSI SULL'AFFONDAMENTO DELL'ELBE. SCONGIURATI GLI ALLARMISMI. LA MARINA MILITARE HA SOTTO CONTROLLO LA SITUAZIONE
Bovalino, 7 giugno 2010
A Bovalino la storia dell’affondamento della motonave Elbe incuriosisce ma non certo preoccupa più di tanto la popolazione. E’ una storia di 26 anni fa e a detta di molti non ebbe quella risonanza che in genere viene data ad eventi cosiddetti “gialli”. Chi ha più di sessant’anni non ricorda il fatto e l’unica persona che aveva detto di essere stato presente durante lo sbarco dei naufraghi, (dopo la lettura della notizia sul nostro giornale!), ci ha fatto sapere che “ricordava, per sentito dire, che era stata vista una scialuppa con dentro delle persone e che i Carabinieri erano già sulla spiaggia ad attenderli”. L’effetto della notizia che diventa notizia “altra” nell’immaginario, sta prendendo le persone che credono di essere stati sulla scena dove si è svolto lo sbarco, semplice suggestione. Il cronista che nel 1984 curava il telegiornale in una emittente privata non ricorda l’evento: “Mi sono sforzato di andare indietro nel tempo, ma non ricordo affatto che sia stato curato un servizio dalla nostra emittente. Evidentemente la storia dell’affondamento della nave avvenuta al largo della costa jonica della Locride, interessò Bovalino solo per la parte dei naufraghi che per tutta la notte remarono per raggiungere “terra” che poi fu la riva di Bovalino da dove partirono le opportune indagini. Non era morto nessuno, dei sette naufraghi nessun era ferito, non erano contrabbandieri e la cosa, passò in silenzio. Ho effettuato una ricerca nel mio archivio personale dove conservo anche molti servizi televisivi di cronaca ma non sono riuscito a trovare nulla. Ho fatto una ricerca abbastanza frettolosa trattandosi di centinaia di ore di trasmissione ma dell’affondamento dell’Elbe non c’è nulla”.
Il mare, comunque non doveva essere mosso se i sette dell’equipaggio raggiunsero la riva in barca e con i soli remi, dopo 7 ore.
Restano intatti gli interrogativi su quanto verbalizzato nella giornata del 26 maggio 1984, alla presenza di ufficiali della Capitaneria di Porto di Reggio Calabria i quali avevano raggiunto la Caserma dei Carabinieri di Bovalino, dove erano stati accolti sia il capitano della motonave, lo jugoslavo Jordan Kuzmanic che i sei uomini di equipaggio. E’ proprio sulle loro dichiarazioni che ad una migliore e più approfondita lettura sarebbero emerse contraddittorie circostanze. E sono proprie le contraddizioni che fanno pensare che a bordo della Elbe c’era più di una cosa che non funzionava a dovere. Il carico era davvero rappresentato da balle di ferro? Lo status della nave già in riparazione nel gennaio del 1984 poteva essere già datato dopo soli 30 anni di vita? Dal porto di partenza uno dell’equipaggio avvertì un certo “sbandamento” non confortato da altre testimonianze. Insomma si tratta comunque di un giallo vero e proprio ed è giusto che ogni circostanza venga verificata compreso il carico di 700 tonnellate. (Simone Alliva)