ELBE SPUNTANO I DOCUMENTI
Bovalino, 6 giugno 2010
Sulla “Elbe” la motonave affondata al largo della spiaggia di Bovalino il 25 maggio 1984 alle ore 21.45 e che avrebbe dovuto trasportare 800 tonnellate di ferro di risulta, spuntano documenti importanti circa l’interrogatorio dei sette uomini dell’equipaggio, compreso il capitano jugoslavo Jordan Kuzmanic, avvenuto nella mattinata del 26 maggio, dopo lo sbarco dei naufraghi sulla spiaggia di Bovalino.
Sull’esito dell’interrogatorio la Capitaneria di Porto di Reggio Calabria ha espresso grossi dubbi, primo tra tutti il “comportamento non conforme alle buone regole marinaresche e tale da indicare, quanto meno, l’esistenza di una concausa nell’evento per imperizia ed imprudenza, sia nella condotta della navigazione che nella caricazione dell’unità”.
Ritorna preoccupante il timore che l’Elbe, come la Anni nell’Adriatico, la Marco Polo al largo della costa ovest siciliana, la Eden V a Manfredonia in Puglia, fossero navi a perdere, tutte interessate da inchieste che il capitano Natale De Grazia, ufficiale intelligente ed esperto della Marina di Reggio Calabria, morto misteriosamente durante le indagini il 13 dicembre 1995, non riuscì a portare a termine.
La notizia riportata dal nostro giornale è stata letta da moltissimi cittadini, alcuni dei quali ricorda ancora lo sbarco dei naufraghi. Anche il sindaco Tommaso Mittiga che a quel tempo era consigliere comunale ha presente il fatto: “Ho ragione di credere che sull’affondamento dell’Elbe, battente bandiera libanese, siano state effettuate indagini accurate principalmente sul carico che trasportava. Ho letto il resoconto giornalistico e mi auguro che non si creino allarmismi tra la popolazione. Certamente mi adopererò domani stesso (oggi) per conoscere come sono andate le cose, informando la Capitaneria di Porto e gli Organi competenti affinché si faccia tutto quanto necessario per appurare il vero. Le notizie vanno date ma con l’attenzione che meritano i fatti che potrebbero turbare l’opinione pubblica e creare preoccupazioni tali da alterare anche l’immagine della nostra spiaggia e del nostro mare”.
Se sono spuntati i documenti e questi verranno letti convenientemente nel senso che si saprà “entrare” nei dettagli dei registri in uso nelle navi così come in tutti i rapporti delle Compagnie di assicurazioni e nelle dichiarazioni di quelli che hanno potuto raccontare i fatti avvenuti prima dell’affondamento della nave come nel caso della Elbe che avrebbe avuto un incidente il 29 gennaio 1984, quattro mesi prima dell’affondamento, sarà possibile finalmente mettere la parola fine sulla tristissima storia delle cosiddette navi a perdere che hanno reso una pattumiera il mare e compromesso la salute di tantissime persone. In definitiva: è giusto che la gente sappia se la Elbe, così come tantissime altre navi, abbiano avuto affondamenti sospetti per potere incassare i premi assicurativi, o, invece, c'è dell'altro? Ritornano alla memoria le parole di Alessandra Fava, Paolo Gerbaudo, Andrea Palladino “Nella storia delle navi il difficile non è far sparire nel mare uno scafo. Il vero lavoro sporco è far sì che nessuno si metta a cercarlo”. (Simone Alliva)