In
uno scenario incantevole, da “mito”,
appunto, con una scenografia costruita da Franco Primerano, imprenditore
intelligente e titolare della magica struttura balneare “Afrodite Beach”,
sull’arenile del lungomare S. Francesco di Paola, si è svolto il convegno
scientifico-culturale sul tema: “Il mito, metafora dell’anima”.
Un convegno impegnativo, reso gradevole e comprensivo –un vero successo per gli
oltre centocinquanta presenti- da un moderatore-conduttore di grande spessore
culturale, qual è Alessandro Meluzzi, psichiatra e consulente Rai, personalità
complessa per essere stato, come ha scritto Antonio Gasperi (tratto da zerig.org)
“comunista, socialista, ecologista, massone, new Age, macrobiotico, libertino,
deputato, senatore, psichiatra di successo, giornalista, scrittore, invitato a
centinaia di programmi televisivi", autore insieme a Paolo Gambi di un libro
interessante: Da Marx a Gesù una vita in cammino (Edizioni Piemme, 224 pagine,
14,50 Euro), il quale, scrive sempre Gasperi, “ha cercato l'infinito in
mille esperienze, ma lo ha trovato solo quando ha riconosciuto la sua povertà di
peccatore, ed ha permesso all'amore di Dio di raggiungerlo”. Meluzzi è riuscito
(c’erano dubbi?) a rendere limpida la motivazione essenziale del convegno: “il
grandissimo contributo che la psicologia può dare all’esplorazione e al
chiarimento, con l’ausilio dei miti, delle angosce e delle speranze dell’essere
umano”. Lo ha fatto con spirito di studioso ma con lo sguardo al “cielo”.
"non so, ha
detto
in una intervista televisiva, se ho mai cercato Gesù nella mia vita. Quello di
cui sono sicuro è che Lui non ha mai smesso di cercare me".
Al convegno mancava il professor Luigi De Marchi, morto il 24 luglio
scorso, 24 luglio 2010, psicologo clinico e sociale, politologo e autore di
numerosi saggi pubblicati in Europa e in America, protagonista di varie
battaglie italiane per i diritti civili, riuscendo tra l’altro nel 1971, con una
storica sentenza della Corte Suprema (sulla "Vertenza tra il Presidente del
Consiglio dei Ministri, On. Emilio Colombo, e il Prof. Luigi De Marchi"), ad
ottenere la revoca dei divieti penali all’informazione e all’assistenza
anticoncezionale.
Negli anni ‘60-‘80 De Marchi è stato fondatore e presidente italiano di tre
importanti Scuole di Psicoterapia: quella psico-corporea di Wilhelm Reich,
quella bioenergetica di Alexander Lowen e quella umanistica di Carl Rogers e
Presidente dell’Isdtituto di Psicologia Umanistica Esistenziale (IPUE) e della
Società italiana di Psicologia Politica. Un “mito” che Antonella Filastro,
psicoterapeuta e direttore dell’IPUE, ha, con grazia e competenza, ricordato
attraverso una sintesi della relazione magistrale di De Marchi, che avrebbe
dovuto tenere a Bovalino: “La psicologia umanistica esistenziale e il mito di
Prometeo”. Proprio partendo da Prometeo, mito “tanto caro alla Psicologia
Umanistica Esistenziale, spirito nobile che rifiuta le crudeli leggi della
natura ed un’evoluzione fondata solo sul conflitto e sul «mors tua vita mea»,
dona all’uomo il fuoco e gli altri strumenti della sua prima emancipazione dallo
stato ferino”. “Uomo libero in lotta contro i condizionamenti dogmatici”. Il
pubblico si è alzato ed ha applaudito per due minuti la relazione, tributando a
De Marchi i meriti professionali ed umani che certamente meritava e merita.
Clemente
Cedro psichiatra e psicoterapeuta dell’Università di Messina, ha parlato del
“viaggio adolescenziale” con un linguaggio semplice, se pur complesso, ma
affascinante, avendo inserito nella relazione i miti degli Argonauti, Scilla e
Cariddi, in un contesto di palpitante attualità, in cui i giovani spesso
“navigano” a vista, alla ricerca di “un qualcosa” che li allontana sempre più
dalla realtà. Per questo motivo, ha detto, “la società deve offrire loro il
«vello d’oro» e come Teti, proteggerli facendoli crescere su valori condivisi e
mai fondamentalistici.
Simonetta Costanzo, psicoanalista junghiana ha trattato “La regola
dell’astinenza”, tecnica del metodo psicoanalitico, del regime di frustrazione
del desiderio che caratterizza la corretta conduzione della terapia analitica
che serve anche a rendere possibile il fatto che il paziente trovi soddisfazioni
sostitutive ai suoi sintomi. Perciò l’analista, ha detto la relatrice,
deve evitare di soddisfare i desideri del paziente rifiutando di interpretare i
ruoli che egli gli vuole imporre".
Sono seguiti il saluto del Presidente dell’Ordine dei Psicologi della Calabria
Sandro Autolitano, l’intervento di Elisabetta Falletti, psichiatra e
psicoterapeuta la quale ha riproposto il problema degli adolescenti nel
rapporto con i socialnetwork grazie ai quali si ritrovano insieme, spesso
senza conoscersi e senza affinità culturali, esponendosi, in luoghi
pubblicizzati dagli stessi ragazzi, a rischi attraverso l’utilizzo di alcool,
droga, musica e perdendo spesso la coscienza del sé; Francesco Bruno
neuropsichiatria e criminologo, calabrese, docente di Criminologia e di
Psicopatologia Forense in varie sedi universitarie ed è straordinario di
Pedagogia Sociale presso l'Università di Salerno, assertore della centralità e
della soggettività dell'uomo che però a società delle nuove tecnologie
dell’informazione e comunicazione sembra ridurre, ha trattato un tema : “mamma e
papà: il mito tragico della nostra infanzia” che ha suscitato molto interesse
nei presenti. Con un linguaggio semplice ha delineato la storia dell’uomo
partendo dai primordi per arrivare al mito attraverso il quale l'uomo ha
continuato anarrare se stesso, il proprio dramma, l'anelito che lo attraversa,
proiettando tutto ciò in una dimensione sovrapersonale: Gaia e Eros, Urano e
Crono che con un falcetto e d'un colpo recise la virilità al padre gettandola in
mare; Gea, che fecondata dal sangue di Urano, generò le Erinni, le Ninfe, e i
Giganti, mentre il membro virile, cadendo in mare, generò la bella Afrodite
(nata dalla schiuma) per giungere ad Abramo, fermato dall’Angelo prima di
sacrificare il figlio Isacco a Dio. Un “racconto” per una riflessione serena del
ruolo dei genitori e dell’infanzia spesso “uccisa” dall’indifferenza e dal
“caos” generato dalla globalizzazione.
Vincenzo Mollace, farmacologo, ha elogiato la figura di De Marchi presentando la
Salus SpA di Bruzzano per il contributo nel campo della psicologia e
psichiatria. Ha concluso don Achille Morabito consigliere generale dell’”Opera
Don Orione” secondo il quale ognuno di noi deve avere una “cassetta degli
attrezzi” per conoscere e capire i diversi linguaggi. Sul tema del “mito”, le
modelle di Gerardo Sacco hanno sfilato indossando splendidi gioielli.
(Simone Alliva)
(In alto: Alessandro Meluzzi; al centro: in primo piano Francesco
Bruno; in basso: Antonella Filastro)