«IL MITO METAFORA DELL'ANIMA« CONVEGNO ALL'"AFRODITE BEACH" DI BOVALINO

Bovalino 2 agosto 2010

In uno scenario incantevole, da “mito”, appunto, con una scenografia costruita da Franco Primerano, imprenditore intelligente e titolare della magica struttura balneare “Afrodite Beach”, sull’arenile del lungomare S. Francesco di Paola, si è svolto il convegno scientifico-culturale sul tema: “Il mito, metafora dell’anima”.
Un convegno impegnativo,  reso gradevole e comprensivo –un vero successo per gli oltre centocinquanta presenti- da un moderatore-conduttore di grande spessore culturale, qual è Alessandro Meluzzi, psichiatra e consulente Rai, personalità complessa per essere stato, come ha scritto Antonio Gasperi (tratto da zerig.org) “comunista, socialista, ecologista, massone, new Age, macrobiotico, libertino, deputato, senatore, psichiatra di successo, giornalista, scrittore, invitato a centinaia di programmi televisivi", autore insieme a Paolo Gambi di un libro interessante: Da Marx a Gesù una vita in cammino (Edizioni Piemme, 224 pagine, 14,50 Euro), il quale, scrive sempre Gasperi,  “ha cercato l'infinito in mille esperienze, ma lo ha trovato solo quando ha riconosciuto la sua povertà di peccatore, ed ha permesso all'amore di Dio di raggiungerlo”. Meluzzi è riuscito (c’erano dubbi?) a rendere limpida la motivazione essenziale del convegno: “il grandissimo contributo che la psicologia può dare all’esplorazione e al chiarimento, con l’ausilio dei miti, delle angosce e delle speranze dell’essere umano”. Lo ha fatto con spirito di studioso ma con lo sguardo al “cielo”. "non so, ha detto in una intervista televisiva,  se ho mai cercato Gesù nella mia vita. Quello di cui sono sicuro è che Lui non ha mai smesso di cercare me".
Al convegno m
ancava il professor Luigi De Marchi, morto il 24 luglio scorso, 24 luglio 2010, psicologo clinico e sociale, politologo e autore di numerosi saggi pubblicati in Europa e in America, protagonista di varie battaglie italiane per i diritti civili, riuscendo tra l’altro nel 1971, con una storica sentenza della Corte Suprema (sulla "Vertenza tra il Presidente del Consiglio dei Ministri, On. Emilio Colombo, e il Prof. Luigi De Marchi"), ad ottenere la revoca dei divieti penali all’informazione e all’assistenza anticoncezionale.
Negli anni ‘60-‘80 De Marchi è stato fondatore e presidente italiano di tre importanti Scuole di Psicoterapia: quella psico-corporea di Wilhelm Reich, quella bioenergetica di Alexander Lowen e quella umanistica di Carl Rogers e Presidente dell’Isdtituto di Psicologia Umanistica Esistenziale (IPUE) e della Società italiana di Psicologia Politica. Un “mito” che Antonella Filastro, psicoterapeuta e direttore dell’IPUE, ha, con grazia e competenza, ricordato attraverso una sintesi della relazione magistrale di De Marchi, che avrebbe dovuto tenere a Bovalino: “La psicologia umanistica esistenziale e il  mito di Prometeo”. Proprio partendo da Prometeo, mito “tanto caro alla Psicologia Umanistica Esistenziale, spirito nobile che rifiuta le crudeli leggi della natura ed un’evoluzione  fondata solo sul conflitto e sul «mors tua vita mea», dona all’uomo il fuoco e gli altri strumenti della sua prima emancipazione dallo stato ferino”. “Uomo libero in lotta contro i condizionamenti dogmatici”. Il pubblico si è alzato ed ha applaudito per due minuti la relazione, tributando a De Marchi i meriti professionali ed umani che certamente meritava e merita.
Clemente Cedro psichiatra e psicoterapeuta dell’Università di Messina, ha parlato del “viaggio adolescenziale” con un linguaggio semplice, se pur complesso, ma affascinante, avendo inserito nella relazione i miti degli Argonauti, Scilla e Cariddi, in un contesto di palpitante attualità, in cui i giovani spesso “navigano” a vista, alla ricerca di “un qualcosa” che li allontana sempre più dalla realtà. Per questo motivo, ha detto, “la società deve offrire loro il «vello d’oro» e come Teti, proteggerli facendoli crescere su valori condivisi e mai fondamentalistici.
Simonetta Costanzo, psicoanalista junghiana ha trattato “La regola dell’astinenza”,  tecnica del metodo psicoanalitico, del regime di frustrazione del desiderio che caratterizza la corretta conduzione della terapia analitica che serve anche a rendere possibile il fatto che il paziente trovi soddisfazioni sostitutive ai suoi sintomi. Perciò l’analista, ha detto la relatrice,  deve evitare di soddisfare i desideri del paziente rifiutando di interpretare i ruoli che egli gli vuole imporre".
Sono seguiti il saluto del Presidente dell’Ordine dei Psicologi della Calabria Sandro Autolitano, l’intervento di Elisabetta Falletti, psichiatra e psicoterapeuta la quale ha riproposto il problema degli adolescenti  nel rapporto con  i socialnetwork  grazie ai quali si ritrovano insieme, spesso senza conoscersi e senza affinità culturali,  esponendosi, in luoghi pubblicizzati dagli stessi ragazzi, a rischi attraverso l’utilizzo di alcool, droga, musica e perdendo spesso  la coscienza del sé;  Francesco Bruno neuropsichiatria e criminologo, calabrese,  docente di Criminologia e di Psicopatologia Forense in varie sedi universitarie ed è straordinario di Pedagogia Sociale presso l'Università di Salerno, assertore della centralità e della soggettività dell'uomo che però a società delle nuove tecnologie dell’informazione e comunicazione sembra ridurre, ha trattato un tema : “mamma e papà: il mito tragico della nostra infanzia” che ha suscitato molto interesse nei presenti. Con un linguaggio semplice ha delineato la storia dell’uomo partendo dai primordi per arrivare al mito attraverso il quale l'uomo ha continuato anarrare se stesso, il proprio dramma, l'anelito che lo attraversa, proiettando tutto ciò in una dimensione sovrapersonale: Gaia e Eros, Urano e Crono che con un falcetto e d'un colpo recise la virilità al padre gettandola in mare; Gea, che fecondata dal sangue di Urano, generò le Erinni, le Ninfe, e i Giganti, mentre il membro virile, cadendo in mare, generò la bella Afrodite (nata dalla schiuma) per giungere ad Abramo,  fermato dall’Angelo prima di sacrificare il figlio Isacco a Dio. Un “racconto” per una riflessione serena del ruolo dei genitori e dell’infanzia spesso “uccisa” dall’indifferenza e dal “caos” generato dalla globalizzazione.
Vincenzo Mollace, farmacologo, ha elogiato la figura di De Marchi presentando la Salus SpA di Bruzzano per il contributo nel campo della psicologia e psichiatria. Ha concluso don Achille Morabito consigliere generale dell’”Opera Don Orione” secondo il quale  ognuno di noi deve avere una “cassetta degli attrezzi” per conoscere e capire i diversi linguaggi. Sul tema del “mito”, le modelle di Gerardo Sacco hanno sfilato indossando splendidi gioielli.
(Simone Alliva)
(In alto: Alessandro Meluzzi; al centro: in primo piano Francesco Bruno; in basso: Antonella Filastro)