I "CAFFE' LETTERARI MARIO LA CAVA" RICORDA ELIO RUFFO, REGISTA

NEOREALISTA DI BOVALINO

Bovalino 30 agosto 2014

Una serata di cinema d’autore sarà dedicata  domani sera  alle 21.30 presso il Lido “La Rocchetta” al regista bovalinese Elio Ruffo. Ad organizzare la serata di cinema è il “Caffè letterario Mario La Cava” presieduto da Domenico Calabria. “Tempo di Cinema” è il titolo che Giovanni Scarfò e Eugenio Attanasio hanno dato alla manifestazione condotta dagli stessi Scarfò ed Attanasio e da  Maria Rosa Donato e Domenico Levato e Giovanni Scarfò. Presenzieranno la serata Enrica e Beatrice Ruffo figlie del regista.
Elio Ruffo era nato a Bovalino il 1 Gennaio del 1921 da una famiglia di tradizioni repubblicane e massoniche. Gaetano Ruffo, uno dei martiri di Gerace, era un loro illustre antenato. Così si chiama anche Ruffo padre che si distinguerà successivamente in città per la sua posizione fieramente antifascista. Elio Ruffo ebbe il tempo, prima di trasferirsi a Roma, di intrecciare in Calabria amicizie determinanti. Primo fra tutti lo scrittore Mario La Cava che rimase nel tempo un prezioso riferimento nella stesura delle sceneggiature. Una particolare stima lo legò a Pasquino Crupi. Laureato in legge, Elio Ruffo, fece per breve tempo, dopo la guerra, il giornalista, lavorando per “L’Umanità”, “Paese Sera” e il Giornale di Calabria. Dedicatosi alla regia cinematografica, fu aiuto di Sequi, in “Monastero di S. Chiara”  e nel 1948 in “L'isola di Montecristo”. Aiuto regista di Blasetti, diresse documentari importanti “S.O.S. Africo”, “I martiri di Gerace”, “Il Monte di Pietà a Roma” e “Il bosco dei cavalli selvaggi”, girato in Sardegna, in onda, quest'ultimo in TV, anche in replica. Firmò “Tempo d'amarsi”e “Una rete piena di sabbia” ma gli scarsi introiti di quest'ultimo film, solo 5 milioni, lo esclusero dal giro dei “grandi”.  Raccontano che alcune riprese di “ Una rete piena di sabbia” iniziate come “esterno notte” siano terminate ben oltre l’alba. Aderì alla corrente realista del cinema degli anni ’60 non solo come cifra stilistica ma anche come battaglia culturale. il Presidente della Cineteca della Calabria Eugenio Attanasio e il direttore Giovanni Scarfò, sono da anni al lavoro per il recupero di opere cinematografiche di personaggi che fecero scuola. Il primo dei film “Una rete piena di sabbia” girato in buona parte a Soverato, con Ettore Garofalo, attore feticcio di Pier Paolo Pasolini, Fulvia Franco, Cyrus Elias e Peppino Ferrara …”. “Tempo d’amarsi” si muove tutto fra San Luca e Bovalino. Disoccupazione, povertà, il drammatico problema del lavoro sono il cuore del film. Un capo famiglia cade da un albero e muore e sua figlia Rosa (Loretta Capitol) si assume un ruolo di responsabilità rispetto alla famiglia innescando un conflitto con il fratello Gianni (Ciccio Pelle). Il figlio maschio si sente comunque più in dovere di trovare sostegno economico per la famiglia. Inizia la sua affannata ricerca di lavoro da San Luca a Bovalino per i cinque orfani si profila una vita di stenti. Conclude il quadro delle opere di Elio Ruffo un film rimasto purtroppo incompiuto: “Borboni anni ‘70”. Già la sceneggiatura fu oggetto di una battaglia legale che rallentò la successiva lavorazione del film. L’oggetto del contenzioso fu la paternità della stessa sceneggiatura che i produttori Lucibello e Borruto si attribuivano. Elio Ruffo vinse la causa ma non fece in tempo a realizzare “Borboni anni ‘70”. La morte lo colse il 16 giugno 1972.