Bovalino 3 giugno 2010
Pomeriggio giovane al Parco Commerciante Center Gross di Bovalino per un incontro culturale di indubbia caratura. A richiamare tantissimi giovani studenti è stato lo scrittore Federico Moccia, a Bovalino per presentare il suo ultimo lavoro: “Scusa ma ti voglio sposare” pubblicato il 1 luglio dello scorso anno dalla casa editrice Rizzoli, dal quale è stato tratto il film omonimo, seguito del romanzo “Scusa ma ti chiamo amore” (2007).
Il richiamo è stato forte anche perché fresco dalle sale cinematografiche, sceneggiato e diretto dallo stesso Federico Moccia, con protagonista Michela Quattrociocche e Raoul Bova e con le musiche originali di Emanuele Bossi e degli Zero Assoluto.
Ad attendere l’autore: Giovanni Ferrigno, gli organizzatori, il sindaco di Bovalino Tommaso Mittiga e il prof. Bruno Chiné, saggista e scrittore che ha dialogato con Moccia durante la presentazione del libro. La simpatia che sprigiona Federico Moccia ci pone su un piano amicale, come se ci conoscessimo da sempre. E’ la prima volta che visita la Locride e ne è rimasto positivamente colpito. “E’ bellissima, avete spiagge incantevoli, lunghissime e un arenile che si armonizza con il cielo particolarmente celeste”. Gli faccio notare che si trova sulla Conca Glauca e sorride. Il “glauco mare” gli ricorda i tempi del liceo. “C’è una bellezza particolare, prosegue, così come il cibo, le tradizioni. L’Italia è ignorante su sé stessa. Non conosciamo le naturali bellezze che possediamo. Preferiamo l’estero anziché immergerci nella nostra terra che è tutta da scoprire, come ieri ho scoperto Bovalino e il suo mare. E’ un peccato non soffermarsi su questi posti che sono già “posti di innamoramento”. Sulla gente della Locride ha parole non di circostanza, e lo si sente: “Ho riscontrato grande simpatia, gente educata, un po’ timida, ma sicuramente gente molto ospitale e generosa, da farti sentire in difficoltà”. Mentre parla ed annoto le sue dichiarazioni molti giovani fanno pressione per un autografo sul frontespizio del suo ultimo libro. Una studentessa ha tutti i suoi quattro libri: “Tre metri sopra il cielo”, “Ho voglia di te”, “Scusa ma ti chiamo amore” (un successo clamoroso che poi diventa film campione d’incassi nel 2008) e “Scusa ma ti voglio sposare”. Federico la guarda e le chiede che classe frequenta. E’ una studentessa universitaria, una matricola, ma ha letto tutto di Federico. Firma i libri e per l’ultimo le regala una dedica. Siamo alla fine della chiacchierata, l’incontro sta per iniziare. “Ha scritto il romanzo e poi diretto il film. Cosa pensa che sia piaciuto ai giovani?”. “Il romanzo è sempre un’altra cosa, afferma Moccia, la magia della parola scritta ti crea momenti di fantasia. Sei tu che immagini, diventi il personaggio e tutti i sentimenti vengono vissuti in prima persona. Al cinema c’è il movimento, il colore, ed i personaggi si muovono come il regista interpreta la «scena». A me piace scrivere e spesso sono anche scenografo. Il libro è fatto per essere letto, riletto, se vuoi, sofferto”. Un bellissimo pomeriggio per Bovalino e per i tanti giovani che hanno vissuto assieme allo scrittore due ore di cultura.