Bovalino 26 dicembre 2009

 

Organizzato dal Centro “P. Puglisi” di Suor Carolina Iavazzo, si è svolto ieri sera a Bosco S. Ippolito di Bovalino la I edizione  del Presepe Vivente.  Grande è stata la partecipazione di pubblico ad una manifestazione che ha voluto essere religiosa e al tempo stesso un omaggio alla cultura e alle tradizioni locali.  La prima parte del racconto narrativo della Natività è stata dedicata interamente a Corrado Alvaro, con la lettura di un passo caratteristico della sua opera maggiore “Gente in Aspromonte”.  Ma anche alcuni versi del Paradiso della Divina Commedia di Dante hanno trovato posto tra il bue e l’asinello, Giuseppe, Maria e il piccolo Massimo Aguì, ultimo nato della Frazione Ippolitese, nella parte del Bambino Gesù.

“Non abbiamo come scenario le lande sconfinate, aride e sabbiose del deserto del Negev – scrivono gli autori del racconto - dove si snodano lunghe carovane di dromedari e pellegrini; non abbiamo il lago di Tiberiade, né il fiume Giordano, né gli altri luoghi tipici da cui trae origine la storia che stiamo per rappresentare.  Utilizziamo l’ambiente più idoneo di cui la natura ha dotato la nostra piccola contrada; uno scenario incantevole, suggestivo e fiabesco; un ambiente trasfigurato che ci riporta indietro nel tempo, lontani dal frastuono, dai proclami roboanti di una modernità priva di valori; nella profondità dell'anima, nel silenzio che il più delle volte ci spaventa ma che altre volte sentiamo come una necessità, un bisogno vitale, la giusta dimensione entro cui ritrovare l'unita del cuore e la riconciliazione con Dio che è fonte di sapienza e principio di verità”.

Dal sogno del Re Nabucodonosor all’annunciazione del Messia da parte di Abramo, Mosé, Davide, Isaia; l’esaltazione della Figura di Maria e poi ancora Artaban, il quarto dei Re Magi, che partito anch’egli per cercare Gesù vi giunse in ritardo, dopo che Giuseppe, avvertito dall’angelo della strage degli innocenti ordinata da Erode, aveva preso la strada dell’Egitto per mettere in salvo il salvatore del mondo.   Artaban avrebbe voluto anche solo adorarlo, perché non aveva più doni da offrirgli.  Infatti, durante i suoi lunghi giorni di viaggio aveva aiutato la povera gente, dispensando i suoi gioielli e le gemme preziose che aveva con sé.  Tuttavia gliene rimaneva ancora una, certamente la più gradita a Dio: la bontà del suo animo nell’aiutare le persone bisognose.  La tradizione vuole poi che avesse incontrato Gesù Cristo trent’anni dopo, sulla via della croce, per sentirsi dire finalmente: “quello che hai fatto al più piccolo dei miei fratelli, lo hai fatto a me”.

All’ideazione e alla realizzazione dell’evento che portava come titolo “Dio fonte di Sapienza e Principio di Verità” hanno collaborato con il Centro Puglisi, il Comitato Civico Indipendente “Progetto Comune”, l’Oratorio Parrocchiale “P. Donato”, il Consiglio Pastorale Parrocchiale, il Comitato Festa e il Gruppo Teatro Bosco.