RITROVATO UN CADAVERE IN AVANZATO STATO DI DECOMPOSIZIONE IN LOCALITA' "IMPERATORE" DI BOVALINO
Bovalino, 25 agosto 2008
L’incendio del 22 agosto che ha interessato una vasta area della proprietà del dottor Domenicantonio Triveri in via Imperatore, sulla strada che porta a Benestere, in prossimità dell’uscita della galleria, ha determinato la scoperta del cadavere di un uomo. Ad incendio domato, i proprietari del terreno hanno incaricato una Ditta per eliminare il canneto sottostante la strada provinciale, al fine di evitare altri eventuali focolai che avrebbero sicuramente compromesso l’abitazione. Durante i lavori di pulizia, ieri pomeriggio verso le ore 18.00, il conduttore del cingolato ha visto emergere dalla terra parti di ossa. Ha bloccato immediatamente il mezzo ed ha dato l’allarme ai carabinieri di Bovalino che in pochissimi minuti si sono portati sul posto. I due graduati, il maggiore della Benemerita Ciro Niglio e due magistrati della procura di Locri sono arrivato subito dopo, si sono resi conto che si trattava un corpo umano. Appena si è sparsa la notizia, i congiunti del signor Camera Bruno Attilio, dato disperso dal 7 maggio 2001, hanno raggiunto il sito, senza però poter vedere il cadavere che era senza testa e senza braccia. Dopo il pietoso lavoro da parte degli addetti, i resti del povero uomo sono stati trasferiti all’obitorio di Locri dove, con molta probabilità, in mattinata, saranno eseguiti i primi esami autoptici, ma si sa già che saranno esami lunghi per poter risalire alla vera identità del cadavere e conoscere la dinamica della morte. Sulla base di quanto i due figli, accorsi sul posto, hanno fatto intendere, con ogni probabilità di tratta del cadavere dell’ex sagrestano. Il Camera, la mattina del 7 maggio di sette anni fa, era uscito, come al solito, dalla propria abitazione sita in via Fratelli Bandiera con l’intenzione di fare visita ai suoi figli che abitavano nella frazione Pozzo, in contrada Ponte Grande. Da quel momento (non arrivò mai alla casa del figlio Agostino) non si ebbero più sue notizie. Considerata l’età, 83 anni, si pensò subito si trattasse di una grave perdita di identità da parte dello sventurato uomo, per cui tramite i Carabinieri, la Polizia di Stato, la Guardia di Finanza, furono allertate tutti i presidi della PS ferroviaria, trasmesse foto segnaletiche. Di Bruno Attilio Camera non si seppe più nulla. A distanza di quindici giorni dalla scomparsa i familiari interessarono anche i responsabili della trasmissione televisiva “Chi l’ha visto?”. Una troupe venne a Bovalino, per tre settimane si parlò del caso, ma del sagrestano nessuna notizia. Solo illazioni. Qualcuno però aveva insinuato che si trattasse di omicidio. Ma chi poteva prendersela con un uomo di 83 anni, claudicante che non aveva mai fatto del male a nessuno e che anzi viveva in maniera molto riservata? Certo, gli avevano ucciso il figlio maggiore, ma quella era una storia passata e con molta probabilità non legata a fatti di commistione con la delinquenza. Ed allora, se si tratta del Camera perché il suo cadavere era senza testa e senza le braccia? Si è trattato di un omicidio o è finito nella scarpata per un improvviso malore o a seguito di un incidente stradale, restando nel canneto e per sette anni (piogge e smottamenti sono stati all’ordine del giorno) sotterrato, alla mercé di volpi e cani randagi che hanno fatto strazio del suo corpo? A questi interrogativi dovranno rispondere gli inquirenti che stanno seguendo le indagini e che sin da ieri sera raccolgono testimonianze per comporre un mosaico abbastanza complicato.
Domenico Agostini