ANCORA NON ULTIMATE LE INDAGINI DI LABORATORIO PER CONOSCERE LE CAUSE DELLA MORTE DI BRUNO ATTILIO CAMERA.

Bovalino, 27 agosto 2008

 

Le analisi di laboratorio per accertare le cause della morte di Bruno Attilio Camera ritrovato cadavere in un fossato di canne e sterpi in località “Imperatore” di Bovalino, sono sotto osservazione degli esperti. Che si tratti proprio del Camera è quasi accertato dal momento che i suoi congiunti, presenti durante la raccolta dei resti, hanno identificato sia gli stivali di color grigioverde sia la protesi alla gamba. Gli inquirenti attendono i risultati autoptici per stabilire come lo sventurato sagrestano sia finito nella scarpata. Tra le ipotesi anche quella di un probabile malore. Bruno Camera era un “camminatore” eccezionale. Tutti i giorni per due, tre volte, faceva la stessa strada per portarsi presso il suo piccolo podere che dista dalla sua abitazione circa un chilometro. Era un innamorato della terra e nonostante la sua età (quando è morto  il 7 maggio 2001 aveva 83 anni) continuava a zappare piccole aree dell’appezzamento del terreno dove piantava, pomodoro, melanzane, peperoni, cetrioli e zucchine per la raccolta estiva e cavolfiori, verze, broccoli, finocchi per l’inverno. Il 7 maggio del 2001 si era alzato di buon’ora, come sempre, aveva indossato gli indumenti da lavoro non dimenticandosi della busta di plastica che gli sarebbe servita per la raccolta di qualche frutto e nel quale aveva deposto un tozzo di pane, qualche oliva in salamoia e un pezzo di formaggio. Il paniere, suo compagno inseparabile, lo aveva lasciato a casa.  Alle sei di mattina si è incamminato verso il “Ponte Grande”. All’andata manteneva sempre la sinistra, così ricorda qualche conoscente ed al ritorno, invece, teneva la destra. Un modo per stare sempre sui propri passi, sempre al margine della strada che interessa una scoscesa di terreno argilloso piantato ad olivo. Non si sa se a mezzogiorno abbia fatto ritorno a casa (viveva da solo) ma la disgrazia è avvenuta con molta probabilità nel pomeriggio o tardo pomeriggio del 7 maggio. Se si è trattato di malore o di investimento da parte di una macchina o camion, considerata la grande macchia di arbusti mai puliti, nessuno, anche se pedone, lo avrebbe potuto notare. Sorge il dubbio del corpo in putrefazione, ma si dovrà appurare le condizioni meteoriche della settimana seguente la disgrazia. Su questi punti e su altri sui quali gli inquirenti mantengono il dovuto riserbo, stanno lavorando per fare piena luce su un caso successo sette anni fa e che per le modalità si sta tingendo di “giallo”.