CADAVERE IRRICONOSCIBILE SULL'ARENILE DI BOVALINO
A poche centinaia di metri nell'ottobre scorso il cadavere di una moldava

Bovalino 11 gennaio 2009

Ancora una volta la spiaggia di Bovalino raccoglie i resti di cadaveri. Ieri mattina, con un mare grosso per il vento di tramontana, alcuni sportivi che praticano il footing hanno notato proprio accanto ad una scala di accesso all’arenile un ammasso di ossa e brandelli di carne, quasi una “carcassa” di animale. Sono state effettuate due telefonate al 113 e 112 e di lì a poco è giunta la volante del Commissariato di PS di Bovalino. Gli agenti si sono resi subito conto che si trattava di resti umani. Un corpo senza testa e mancante di alcuni arti superiori ed inferiori con brandelli di carne. Un cadavere del quale non è stato possibile accertare il sesso per lo stato di decomposizione troppo avanzato. Il mare molto forte,  durante la notte, aveva trasportato fin quasi al primo gradino di una scala in cemento armato che serve ai bagnanti per raggiungere la spiaggia, i resti di un cadavere e quindi è stato facile per gli agenti di PS coprirli con un telo ed informare il Commissariato e quindi la Procura di Locri per l’autorizzazione a trasferirli presso il centro cimiteriale di Locri per l’effettuazione degli esami autoptici che con ogni probabilità saranno eseguiti oggi da una equipe di specialisti.

Lo stato di quanto restava del corpo non ha fornito, nell’immediato, nemmeno la nazionalità. Una volta effettuata l’autopsia ed approfonditi gli accertamenti necroscopici, si potranno avere delle indicazioni. Certo, la corrente marina è in grado di far fare ad un qualunque oggetto galleggiante diverse centinaia  di chilometri prima che gli abissi se ne impossessino. Trattandosi di un cadavere sballottato dalle onde, può accadere che pesci di grossa stazza ne abbiano fatto scempio.

Nel mese di dicembre, sono stati effettuati in Sicilia diversi sbarchi di clandestini alcuni dei quali purtroppo annegati e dichiarati dispersi. Potrebbe trattarsi di uno di questi poveretti. Come potrebbe trattarsi dei resti del cadavere del giovane rumeno di 26 anni, Vieriu Viorel, che risulta disperso in mare a largo dell’abitato di Riace Marina dalla notte di Natale. Come si ricorderà il giovane, in quella notte, con il fratello trentaduenne Florin ed il cognato Taoufik, tunisino quarantenne, avevano deciso di effettuare una battuta di pesca ma, al ritorno, un’onda anomala travolse la piccola imbarcazione e mentre Florin e Taoufik riuscirono a raggiungere la spiaggia a nuoto, del povero Viorel, sposato e padre di un bimbo di un anno e mezzo,  non si sono avute più notizie.

Certo un cadavere restituito dal mare così decomposto ed a brandelli non si era mai visto, né il nostro mare è frequentato da pesci pericolosi e di grosse dimensioni, per cui tra le congetture vi sarebbe anche trattarsi di un caso di “lupara bianca”, una esecuzione e l’occultamento del corpo  nei pressi di qualche discarica, nelle vicinanze di una fiumara, straziato da cani randagi, volpi o maiali, finito nella fiumara a seguito delle continue piogge e trasportato a mare.

Insomma un giallo che dovrà essere risolto dagli investigatori e dalla scientifica per cui si attendono i primi esiti degli esami autoptici che, come abbiamo detto, dovrebbero iniziare domani.

 

Bovalino 11 gennaio

E’ ancora vivo nel cuore dei bovalinesi il fatto di cronaca accaduto tra la notte del 6 e il 7 di ottobre dell’anno appena terminato: l’uccisione di Olesea (Alessia) Ciobanu Sergiu, cittadina moldava, badante, ad opera di un altro extracomunitario, indiano, irregolare e domiciliato ad Ardore Marina.
Una morte orrenda quella di Alessia che dopo essere stata oggetto di schiaffi e pugni e percossa con un bastone, è stata uccisa con due fendenti netti di un affilatissimo coltello dalla lunga lama. Un gesto criminale ed inaudito: due tagli netti con la fredda determinazione di “finirla” come in un rito tribale. Questa la fine di una giovane donna venuta nella Locride, da lontano, affrontando sacrifici ed umiliazioni per sopravvivere. L’assassino, un giovane indiano,  Jaswinder Singh, di 26 anni l’ha prima colpita ripetutamente in varie parti del corpo e poi con due colpi di coltello le ha reciso la carotide. L’ha trascinata fin sulla battigia e l’ha spinta con i piedi in mare, come si trattasse di un sacco di spazzatura, di un oggetto ingombrante, con la speranza che venisse  trasportata lontano dal luogo del delitto e resa irriconoscibile perché preda di grossi pesci che a largo seguono le navi da crociera o da trasporto. Invece quella notte spirava un vento lento di scirocco ed il povero corpo martoriato è stato soltanto spostato di pochi metri e depositato sulla battigia. Il bel mare glauco non ha desiderato il corpo di Alessia e l’ha cullato con una dolce ninna nanna scandita dalle onde,  fino al mattino, in compagnia delle stelle e della luna. Il mare ha voluto che la giovane moldava venisse raccolta da mani pietose e l’assassino scoperto e consegnato alla giustizia. Così è stato. Luciano Rindone, dirigente capo del Commissariato di Bovalino e gli uomini della scientifica della Questura di Reggio Calabria, coordinati dalla sostituta procuratrice di Locri dott.ssa Federici, in tre giorni sono riusciti ad incastrare l’aitante indiano, consegnandolo alla giustizia italiana grazie al mare di che aveva visto tutto e si era vestito dei panni del collaboratore di giustizia.