RITORNA LA STORICA "PATTUGLIA A PIEDI" DEI CARABINIERI

Bovalino, 11 marzo 2008

Con vivissima soddisfazione i cittadini bovalinesi dopo diversi anni hanno avuto il piacere di rivedere una pattuglia di carabinieri “a piedi”. La divisa blu e rossa della Benemerita, è noto,  da’ sicurezza, impone rispetto, e, del resto, la popolarità dell’”Arma” come viene anche denominata, sta proprio nell’essere presente in tutti i comuni, anche in quelli più sperduti. In montagna, in collina, in marina, c’è sempre una stazione dei Carabinieri. E’ stato scritto, e ci piace ricordarlo, senza essere tacciati di partigianeria che: “Se chiedi ad un italiano di dire quali sono le cose che, secondo lui, gli assicurano una vita tranquilla e libera da preoccupazioni, puoi giurarci che, fra le prime cinque, ci mettera' "L'Arma dei Carabinieri" o, con l'appellativo concessole dal Parlamento nel 1864, "La Benemerita” . Ieri, quindi, lungo le vie di Bovalino lo Stato era ben visibile (tutto il comune è pattugliato anche dalla Polizia di Stato essendoci a Bovalino il Commissariato di PS) per la presenza del maresciallo Luciano Gimbri e di un carabiniere che percorrevano, a piedi, la via XXIV Maggio, il corso Garibaldi, il corso Umberto I. Loro, i Carabinieri, con la barba fatta di fresco, la camicia bianca stirata, la cravatta,  i guanti, senza la sigaretta tra le dita. Cosa fare se non munirci di macchina fotografica e fermare in una foto digitale l’importante evento.  Chi ha raggiunto la terza età, ricorderà, con nostalgia,  le pattuglie che andavano avanti ed indietro lungo il Corso Umberto per poi passare, attraversando i vicoli, nell’altra strada e poi nell’altra ancora ed era un piacere per i grandi salutarli e riceversi il saluto portandosi rapidamente e rigidamente alla visiera la mano destra. La vista del maresciallo Luciano Gimbri comandante della Stazione, ci ha riportato alla mente “I racconti del Maresciallo” dell’indimenticabile  Mario Soldati: “"sono maresciallo", confessa il protagonista dei suoi celeberrimi racconti, e "sono un uomo anche io".  "Io non arresto mai nessuno con piacere", dice: "quando viene quel momento provo sempre una certa tristezza. Forse non è neanche giusto. Un buon carabiniere deve essere contento di servire la società, assicurando alla Giustizia chi si è dimostrato pericoloso". Il suo piacere esclusivo è "nell'investigazione, nella ricerca, nello sforzo di capire e scoprire. Questo piacere, come è giusto, culmina nella scoperta, e, qualche volta, anche nella sorpresa: ma, proprio in quell'attimo, finisce. Se qualcuno mi conduce a sorprendere un ladro sul fatto, be', ci vado perché è mio dovere: ma non è che io mi senta invitato a una festa".
Quando abbiamo scattato la fotografia una macchina della Polizia di Stato ha suonato per salutare i colleghi dell’Arma. Anche loro pattugliavano la città, anche loro assieme alla Guardia di Finanza lavorano e si sacrificano, di giorno e di notte, al caldo o al freddo, a difesa dei cittadini e delle istituzioni, a garanzia della legalità. Buon lavoro e grazie per il tenace e prezioso impegno che rendete, Bovalino, la Locride, tutto il Paese vi sono riconoscenti e vi ringraziano.