POSTE DI BOVALINO: NON SI FINISCE DI STUPIRE.
DISSERVIZI
ALL'ORDINE DEL GIORNO
Bovalino, 2 gennaio 2006
Non finisce di
stupire l’Agenzia delle poste Italiane che a Bovalino oramai si permette il
lusso di mettere in difficoltà la popolazione intera con l’aprire e chiudere gli
sportelli, di pomeriggio, quando vuole e come vuole. Basta un cartello di
avviso, posto con un po’ di scotch sulla saracinesca (il vento lo stacca dopo
pochi minuti), e la facciata è salva con buona pace per il povero diavolo di
cittadino che si vede vilipeso e trattato a pesci in faccia. Sono, purtroppo,
gli effetti del contenimento delle spese. E se di mezzo ci va l’utente, non
importa alcunché, l’importante è “stringere”.
Il fatto è che la gente, non
essendo informata per tempo, si sposta, dalle contrade al centro, sotto la
pioggia ed il vento, per effettuare pagamenti o per inviare posta o pacchi. E’
questo, un modo affatto ortodosso di trattare la clientela che, al vedere la
saracinesca abbassata, si infuria. Nel pomeriggio di ieri, ben protetti dalle
intemperie nella nostra auto, abbiamo contato cinquantadue utenti che dovevano
servirsi della posta (poi ci siamo stancati anche noi) ma che hanno dovuto fare
dietro-front, rimanendoci male, come di fronte ad uno scherzo da candid camera.
Il fatto più grave è che nessuna autorità locale si degna di segnalare questo
modo affatto civile di trattare la gente. Eppure, basterebbe programmare le
chiusure pomeridiane per tempo. Ad inizio del mese, si potrebbe, per esempio,
già affiggere un calendario delle attività della Posta e stabilire eventuali
turni. Si eviterebbero viaggi inutili, lamentele, denunce, imprecazioni e
frustrazioni.
Su cinquantadue utenti che
hanno effettuato il viaggio a vuoto, mentre pioveva a dirotto e tirava un brutto
vento di ponente, ventisette, più del cinquanta per cento si è guardato attorno
per vedere se ci fosse un foglio scritto d’avviso; dodici hanno imprecato in
modo abbastanza evidente, a voce alta, ma con se stessi; nove si sono lamentati
perché dovevano fare versamenti di fine mese, due se la sono presa con
l’Amministrazione Comunale e due hanno cercato di alzare la saracinesca. Una
brutta situazione che si ripete costantemente come se Bovalino fosse l’ultimo
paese d’Italia: un posto dove è possibile fare di tutto. Nessuna meraviglia,
quindi, se ogni tanto appaiono scritte indecenti, se qualche panchina viene
danneggiata, se qualche lampione viene preso a pietrate. Ognuno sembra essere
autorizzato a fare quello che vuole: anarchia completa.