LA COMUNITA' MONTANA «ASPROMONTE ORIENTALE» CHIEDE GLI ARRETRATI AI COMUNI CONSOCIATI
Bovalino,
23 aprile 2006
La politica, anche quando è ben remunerata, è risaputo, esige forti sacrifici da
chi la esprime, a livello sia fisico che psichico. Quando però i sacrifici
coinvolgono i cittadini e sono di carattere finanziario, allora i conti non
tornano più i contribuenti si sentono mortificati, costretti a pagare per uno,
due, dieci, mille rappresentanti politici stipati in centinaia di enti, sub e
sovra, comitati di gestione, consorzi e quant’altro possa “accontentare”
l’appartenenza ad una coalizione, ad un partito, ad una “filiera” che ha un
punto di partenza ma non si conosce quello d’arrivo. Le tasse, si sa, debbono
essere pagate e, specialmente quando i servizi sono efficienti, diventa un
dovere sacrosanto per ciascun cittadino. Ma non si può alzare il tiro,
raddoppiando o triplicando la percentuale della tassa. Questa premessa, per
introdurre una realtà che in questi giorni sta interessando alcune
amministrazioni comunali della Locride. I quindici comuni che hanno costituito
la Comunità Montana “Aspromonte Orientale”, intesa come Ente Locale e Unione
Montana, si son visti notificare una cortese lettera a firma del Presidente
Prof. Vincenzo Mollace in cui vengono invitati a pagare la quota associativa mai
versata da qualche lustro. Un atto dovuto ma anche un urgente passo
amministrativo dal momento che il debito raggiunge l’incredibile somma di un
milione di euro. La Comunità Montana ne ha urgente bisogno.
Non conosciamo ancora le determinazioni delle amministrazioni comunali di
Africo, Antonimia, Ardore, Benestrare, Bovalino, Bruzzano Zeffirio, Careri,
Casignana, Ciminà, Platì, Samo, S.Luca, Sant’Agata del Bianco, Sant’Ilario dello
Jonio, comunque, se la ragioneria dell’Ente ha inteso muovere questo passo,
evidentemente la morosità è molto grande e si rischia, in caso di vertenze, la
paralisi dei comuni consociati. C’è da dire che in considerazione della ingente
somma, la Comunità montana ha prospettato la possibilità di dilazionare nel
tempo la somma al fine di non creare problemi finanziari ai Comuni. Si tratta
comunque di un forte impegno che va previsto in bilancio e che necessita di
“entrate” certe per far fronte al debito accumulato negli anni.
Di questa nuova situazione dovranno discutere le giunte ed i consigli comunali
ma crediamo, indipendentemente dal fatto serio della Comunità montana,
espressione delle popolazioni della zona, debba innescarsi un dibattito sereno e
costruttivo che coinvolga partiti, sindacati, enti culturali ed associazioni ,
su tutti i rivoli spessissimo inutili che alimentano la politica e non
facilitano il vero decollo delle comunità.
Domenico Agostini