PROBLEMA IDRICO. IL SINDACO RIFERISCE AL CONSIGLIO E FA PROPOSTE CONCRETE

Bovalino, 27 settembre 2008

La vasta problematica del “pianeta acqua” come l’ha definita il sindaco Zappavigna, è stata oggetto, nell’ultima riunione del consiglio comunale,  di un’ampia relazione da parte del primo cittadino. Non un semplice punto all’ordine del giorno bensì un argomento che l’Amministrazione a tre anni e mezzo dall’insediamento, ha posto all’attenzione dell’assemblea precisando che “Si tratta di una materia che riguarda tutta la società civile ed alla quale è legata in maniera indissolubile, la vita del Comune”. La drammaticità  della situazione, sollevata e denunziata fin dal giorno dell’insediamento (aprile 2005) per la quale “sono state effettuate operazioni di risanamento, necessita di ulteriore rivisitazione”. Ed ha spiegato che la Corte dei Conti ha manifestato dei rilievi in quanto il Comune si porta dietro somme non incassate “dalle calende greche” e che la Regione Calabria, chiede il pagamento della fornitura di acqua dal 1981 al 2004. Un fiume di acqua potabile erogata per i cittadini per un valore di sei milioni e seicentomila euro. “Se si pensa che ogni tre mesi l’Agenzia che in atto regola la contrattazione ci fa pervenire una fattura di pagamento del prezioso liquido”, si capisce la drammaticità della situazione che non può essere più sostenuta. “Se il cittadino avesse pagato puntualmente (ma noi diciamo, più precisamente: se le amministrazioni comunali passate avessero fatto pagare puntualmente il servizio dell’acqua potabile), oggi non ci saremmo trovati nei guai.”. Nel prosieguo dell’intervento il sindaco ha ricordato che all’indomani dell’insediamento, di fronte ad una massa debitoria spaventosa che preludeva ad un secondo dissesto, ci siamo rimboccati le maniche ed abbiamo lavorato per cercare di recuperare quanto era possibile. Ma, ha proseguito, come si può chiedere ad una famiglia un sacrificio così grande accollando loro il debito pregresso, anche si tratta di somme dovute?”. In parole povere, il Comune deve corrispondere alla Regione Calabria, per il servizio idrico 980 mila euro l’anno. “Se tale è il debito, significa che consumiamo acqua potabile per quella somma. Ma come mai dal consumo effettivo incassiamo soltanto 1/3? qualcosa non funziona”. Ed il qualcosa lo ha lasciato alla valutazione di ogni singolo consigliere. Perché, è sempre il sindaco a parlare, dobbiamo assolutamente operare una svolta, o tutto dovrà svolgersi in maniera regolare oppure andremo a ramengo. Perché, secondo il ragionamento del sindaco, non ci resta che rateizzare il debito per trenta anni e anche il cittadino che ha sempre pagato con puntualità sarà tassato per ovviare ad un altro dissesto”, ed ha proseguito: “Da 25 anni si è amministrato con allegria e spetta a noi, purtroppo, mettere ordine a questa gravissima situazione”. La proposta, posta al vaglio di ciascun consigliere è quella di un controllo generale degli immobili e degli allacci alla rete idrica; la possibilità, dietro un incentivo, di creare dei pozzi per l’irrigazione sia di vaste aree di coltivazione, sia per l’annaffiatura dei piccoli giardini, compresi gli spazi  delle ville e villette che usano l’acqua potabile per irrorare i propri giardini. “Non possiamo, spinti dall’egoismo, servirci dell’acqua che beviamo per altri scopi, penalizzando gli altri”. Un discorso onestissimo ed una proposta sulla quale l’intera assemblea dovrà confrontarsi e portare al prossimo consiglio le proprie conclusioni affinché, nel coinvolgimento totale della popolazione, si possa avviare una pianificazione del “pianeta acqua”, pena il costo sempre più alto delle cartelle esattoriali.

Domenico Agostini