AL CONSIGLIO COMUNALE SI DISCUTE ANCHE DELLA BOVALINO-BAGNARA

Bovalino, 12 giugno

 

Dopo l’offensiva delle province della Calabria, anche i Comuni si sono messi in marcia per manifestare contro la decisione del Governo di tagliare importanti fondi per il rilancio della Calabria ed in particolare delle zone ancora più emarginate quali la Locride, fanalino di coda che continua ad arrancare mentre per l’altro verso si registrano gli scontri tra Comuni, tra Associazioni, tra chi si è ritagliato un “pezzo” di qualcosa ed ha paura di perderlo. 

Il Consiglio Comunale, chiamato a esprimersi sulla problematica dei “tagli”, si è riunito con due ore di ritardo,  dopo i funerali del giovane Giuseppe Sansotta, partecipati da una folla incredibile di concittadini, morto a seguito dell’incidente sulla stramaledettissima SS 106. Pochi gli assenti, giustificati, quali il Vice sindaco Sebastiano Primerano per la maggioranza e Ientile, Mittiga e Signati per la minoranza. Cosa è stato fatto?  “Pulizia della bozza trasmessa dalla Provincia e riposizionamento di aggettivi, verbi e sostantivi per salvare capre e cavoli”. Un netto giudizio politico dopo che l’assessore ai Lavori Pubblici Giuseppe Serranò, del pdl, aveva relazionato con molta enfasi sulla necessità di modificare ed integrare la proposta di deliberazione da parte del Presidente dell’Amministrazione Provincia di Reggio Calabria in tema di “Risorse destinate dal Governo all’esenzione del pagamento dell’imposta comunale sugli immobili “.  La minoranza, Tramontano (I Socialisti), Mallamo e Rocca (PD), hanno naturalmente approvato il testo pur evidenziando, come nel caso di Vincenzo Mallamo,  il fatto che nessun Parlamentare calabrese (senatore o deputato) ha espresso un solo giudizio o abbia dimostrato disappunto sulle proposte del Governo e Rocca che in una dichiarazione ha messo in evidenza la netta divisione che si è creata nella società italiana “incardinata su due sole classi sociali: quella dei ricchi e quella dei poveri”, puntualizzando che  “ Attraverso l’annichilimento progressivo dei ceti intermedi, nella società attuale finiranno dunque per fronteggiarsi queste due classi.  I ricchi saranno sempre più ricchi, mentre il loro numero diminuisce progressivamente e aumenta la massa sterminata dei poveri e dei diseredati”, concludendo che: “Non dovrà sorprendere dunque se il Governo, presentandosi come una sorta di Robin Hood all’incontrario, taglia ai poveri per dare ai ricchi.  Quel decreto legge del 27 maggio n. 93 - che io definisco della vergogna – non dovrà stupire, ma è figlio di questa nuova mentalità ed è pertanto nella logica delle cose.  E’ evidente che il taglio dell’Ici favorirà soprattutto i cittadini più ricchi; quelli che posseggono una casa di proprietà, quelli che hanno case più grandi e qualitativamente migliori.  Soprattutto avvantaggerà i cittadini del Nord e non avrà nessuno effetto sui poveri e su coloro che abitano in case in affitto”. Due voci di dissenso (l’ordine del giorno è stato però votato all’unanimità), sull’impalcatura  (l’inciso suggerito dalla provincia “particolarmente vessatorio” è stato modificato con il più leggero “penalizzante”), solo per segnalare qualche “ritocco” da parte del gruppo del pdl, ma complessivamente una forte denuncia per riaffermare con forza di destinare i fondi “per finanziare la completa realizzazione della trasversale Ionio-Tirreno denominata “Bovalino-Bagnara”” , rimarcando il concetto nel dispositivo (punto 3) di chiedere al Governo l’immediato e puntuale riposizionamento delle risorse già destinate alla Calabria ed alla Sicilia,  nonché la rimodulazione di concerto con la Regione Calabria degli interventi da finanziare a valere sulle risorse dell’art. 1 comma 1155 della legge 27/12/2006 n. 296 (ex fintecna), prevedendo l’individuazione delle infrastrutture necessarie per lo sviluppo dell’area della locride, tra le quali la trasversale Ionio-Tirreno denominata “Bovalino-Bagnara” rappresenta un’opera strategica, necessaria e di fondamentale importanza per il miglioramento dell’intera viabilità della Provincia”, con l’invito alle popolazioni interessate “alla mobilitazione permanente ed alla vigilanza democratica”. Un consiglio che a parere di tanti deve essere riproposto in piazza per un dibattito sereno riguardo le opere infrastrutturali ritenute indispensabili per il rilancio dell’intera Locride e, all’interno della Locride, del “Distretto Sud”, che più a Sud non si .