I PUPAZZI
DI LOCRI
di Antonio Delfino
(L'articolo è apparso su «la Riviera» Domenica 10
Dicembre 2006, pp. 1-3. Lo riportiamo integralmente per cortese concessione
dell'autore che ringraziamo affettuosamente)
"Ci appelliamo
formalmente ed ufficialmente al Presidente della Commissione Antimafia Francesco
Forgione, oggi in visita a Lamezia Terme, affinché non presti la sua persona e
l'Istituzione che rappresenta nella squallida opera di strumentalizzazione
politica che il Presidente del Consiglio regionale della Calabria Giuseppe Bova
ed il suo partito da mesi pianificano e stanno portando a compimento sui
"ragazzi di Locri". Motiveremo con documenti e fatti la nostra denuncia appello
al Presidente Forgione anche dinanzi all'opinione pubblica nazionale, provando
carte alla mano la scientifica orchestrazione messa in piedi in Calabria
dal partito dei Democratici di Sinistra, partito che nella regione del
dopo-Fortugno vanta il record nazionale per il maggior numero di consiglieri
regionali inquisiti con in testa il Vice presidente della Giunta Regionale
indagato per associazione a delinquere, e che ora tenta disperatamente di
allungare i propri tentacoli sui ragazzi di Locri a seconda delle esigenze,
delegittimandone ed isolandone la parte non controllabile".
E' una nota stampa di Aldo Pecora responsabile del Movimento dei ragazzi di
Locri e di Calabria "E Adesso Ammazzateci Tutti" separatosi dal FO.RE.VER -
Forum per la Resistenza e la verità, nato il 16 dicembre dell'anno scorso,
allocato nel palazzo Nieddu e foraggiato, a quanto sembra, con 600 mila euro di
dotazione. Con Pecora, al teatro Grandinetti di Lamezia Terma si è scoperchiato
il pentolone dell'antimafia di professione alla presenza di Francesco Forgione,
eletto nelle file di Rifondazione Comunista in Sicilia, originario di Tiriolo,
già Direttore responsabile del settimanale "Liberazione". Il Forgione è autore
del Pamphet, con Paolo Mondani, di "Oltre la Cupola", Massoneria, Mafia,
Politica in cui si contano le gesta alla Procura di Palmi, del procuratore
Agostino Cordova. Nel libro, dopo aver mascariato decine e decine di politici
del centro sinistra calabrese, Forgione si sposta a Palermo e diventa Segretario
Regionale del Prc siciliano. Nell'agosto del 1995, sotto casa subisce un grave
attentato quando viene lasciato un fantoccio, altezza uomo, con in dosso un paio
di jeans ed una maglietta, un sigaro sistemato nella bocca ed una candela d'auto
conficcata all'altezza dell'inguine ... La premessa è d'obbligo per spiegare ai
lettori l'inutilità della Commissione Nazionale Antimafia istituita il 20
dicembre del 1962, dopo la strage di Ciaculli che utilizzò a fini
politici l'azione dei magistrati e la contiguità tra l'azione della Commissione
Antimafia e l'azione della magistratura. La Commissione è composta da 50
commissari di cui 9 sono calabresi come Angela Napoli, Maria Grazia Laganà e
Iole Santelli. Non ha mai prodotto documenti ma i componenti hanno inviato
migliaia di telegramma alle forze dell'ordine per felicitazioni e
congratulazioni. In questo contesto scoppia la guerra sui "Pupazzi di
Locri" al centro di una polemica a carattere nazionale che frantuma il fronte
dell'antimafia di professione. I ragazzi di "AMMAZZATECI TUTTI" aderiscono alla
Conferenza sugli Stati Generali dell'Antimafia del prete Ciotti e partecipano
alla notte bianca. I ragazzi di Locri, quelli del Fo.Re.Ver restano abbarbicati
all'Ulivo con consulenze ministeriali strapagate, sempre come esperti al pari
dei portaborse assunti al Consiglio regionale nella parentopoli del familismo
amorale. Altro che borghesia mafiosa come quella del Rapporto Basilone sulla
sanità della Locride. Ma in questa disgraziata vicenda che avviluppa la Calabria
ma soprattutto la Locride, ricompaiono come negli ex voto i sucainchiostro di
professione, i giornalisti a libro paga. Scrive Pecora: "un sistema di
autoconservazione del potere che ha i suoi punti forti soprattutto nei legami a
doppio filo che il primo partito della Calabria intrattiene trasversalmente con
quella parte prezzolata del giornalismo regionale (ben individuata anche nella
Rai calabrese), su incarichi per chiamata diretta ad alcuni di questi
"giornalisti" che confezionano ad-hoc su commissione del Consiglio regionale
articolo e addirittura libri sui ragazzi di Locri, facendone proprio uso e abuso
e plasmandone l'immagine che a loro e ai loro sponsor politici più conviene.
Negli anni '90 diversi giornalisti del sud venivano chiamati a Roma per tenere
conferenze su mafia, 'ndrangheta e camorra e poi venivano, per un solo giorno,
retribuiti con pingui compensi. Era il giornalista embedded che seguiva
le truppe di occupazione nelle vaste retate sull'Aspromonte. Sui ragazzi di
Locri restano soltanto miserie.