ANTIMAFIA FORMATO AVANSPETTACOLO, CHE TRISTEZZA I RAGAZZI DI LOCRI
Coccolati dai soliti noti dell'impegno civile, sovraesposti nelle cerimonie mediatiche, oggetto di adorazione collettive, i giovani calabresi sono tristemente finiti a fare comparsate in radio e Tv.
di Antonio Delfino

Nati e cresciuti idealmente coperti dalla bandiera rossa e cullati con le note dell'Internazionale e di "Bella ciao", questi, sono i "ragazzi di Locri", il Movimento sorto dopo l'uccisione del vice presidente del Consiglio regionale Francesco Fortugno, avvenuta nel pieno centro storico di Locri, il 16 ottobre dell'anno scorso, in un seggio allestito per le primarie.
Ora dopo un anno, il giocattolo costruito dai pupari dall'antimafia di professione si è rotto ed è finito tra accuse, polemiche e denunzie, dove si parla di squallida strumentalizzazione politica ed orchestrazione scientifica messa in atto dai Democratici di Sinistra, in una regione che conta 25 consiglieri indagati, con in testa i diessini Nicola Adamo, Vice presidente della Giunta regionale ed il capogruppo Francesco Pacenza. Ad ogni convention organizzata dall'Ulivo, sotto le elezioni, in ogni parte d'Italia, i ragazzi di Locri srotolavano lo striscione "E adesso ammazzateci tutti" e Romano Prodi, con D'Alema, Fassino e Rutelli si alzavano in piedi per celebrare le nuove speranze della nazione.
Coccolati, enfatizzati e sfruttati,m i ragazzi di Locri, frutto di approvazione politica, erano diventati i protagonisti itineranti di un fenomeno mediatico da baraccone da circo e venivano contesi in ogni trasmissione televisiva con Celentano, che in "Rockpolitik" conia lo slogan che la mafia è lenta e la protesta e rock. A Locri, terra di miti, arrivano Enzo Biagi, Michele Cucuzza, Kerry Kennedy, la figlia di Bob, Walter Veltroni, Jovanotti, Ettore Scola per girare un film ed Antonio Cornacchione per tenere lezioni nelle scuole, trasformate in collettivi di legalità. Poi arrivano, in questa Cafarnao delle genti, i vecchi arnesi dell'antimafia come Pino Arlacchi, dal pelo rosso, ingaggiato a furor di milioni da Agazio Loiero, presidente della Giunta regionale come consulente sulla 'ndrangheta, assieme al prete Ciotti, che grida, si tira i capelli, si gratta la fronte e chiede la confisca della roba dei mafiosi in una sindrome da Mastro don Gesualdo.
Poi, nel Palazzo Nieddu, dove è stato ucciso Francesco Fortugno, viene inaugurato il Fo.Re.Ver (Forum per la resistenza e la legalità) e fanno da testimoni Giuseppe Bova, Presidente del Consiglio regionale ed il Vescovo Bregantini, e viene pubblicato un foto libro da "giornalisti che confezionano ad hoc su commissione del Consiglio Regionale articoli ed addirittura libri sui ragazzi di Locri, facendone proprio uso ed abuso plasmandone l'immagine che a loro ed ai loro sponsor politici più conviene".
Ai ragazzi di Locri erano stati attribuiti persino poteri taumaturgici tant'è che il pentimento di due sicari del delitto di Francesco Fortugno è stato a loro attribuito. E qualcuno disse, subito Santi. E' crollata l'iperbole su un fenomeno gonfiato ad arte e di cui ormai non restano tracce. A celebrare la fine è arrivata la ministra Melandri per inaugurare Radio Forever sulla scia di "Radio Out" di Peppino Impastato e subito si è collegata con Fiorello. Da oggi la lotta alla mafia diventa show.