DEBORAH CARTISANO PRESENTA IL MOVIMENTO "NOVA BOVALINO"
Bovalino, 9 novembre 2009
Alla
presenza di un folto pubblico, è stato ufficialmente presentato il movimento
“Nova Bovalino”. Al tavolo della presidenza Deborah Cartisano, Antonio Zurzolo,
Enrico Tramontano, Ruggero Brizzi, Domenico Panetta e Pino Macrì i quali hanno
dato le motivazioni della propria presenza e dell’impegno in seno al gruppo, che
come ha sostenuto Antonio Zurzolo è “un soggetto politico-culturale” ma
assolutamente non “un comitato elettorale”, piuttosto un progetto per “saltare
la siepe delle logiche di partito”.
A presentare i relatori ed il movimento è stata la presidente Deborah Cartisano la quale ha motivato la sua adesione e partecipazione avendo “sentito” nel gruppo di giovani “quell’energia e quella potenzialità inespressa che avevo trovato anni fa nel Comitato ProBovalinoLibera, quando, a seguito del sequestro di mio padre, si formò un Comitato di giovani con l’intento di opporsi in maniera non violenta al fenomeno mafioso e alla sua cultura.
Ho ritrovato in NovaBovalino quello stesso spirito e quella stessa energia; persone che come me hanno urgenza di cambiamento e che hanno voglia di mettersi in gioco, che credono nel rispetto delle regole e della legalità”. Debora è figlia di Lollò Cartisano sequestrato assieme alla moglie, rilasciata in una piazzola, i cui resti furono ritrovati ai piedi di un’erica dieci anni dopo (la notizia fu data in anteprima dal nostro giornale) mentre rientrava nella sua abitazione. Obiettivo prioritario, ha detto Debora, che è mamma di una bellissima bambina di 3 anni e mezzo, è lavorare “per un cambiamento innanzitutto culturale, quindi progettare iniziative che stimolino una cittadinanza attiva e partecipe, che siano volte a ricostruire un tessuto sociale” che considera “disgregato”.
Un progetto per “realizzare e accrescere sul nostro territorio percorsi di educazione alla legalità, che si traducano in azioni, formazione e competenze e si diffondano all’interno della nostra comunità, specialmente tra le giovani generazioni e favorire e stimolare la nascita di attività sociali che tutelino e sostengano i più deboli, impegnandoci a diffondere la cultura della solidarietà e della tutela dei diritti civili”. Il pensiero della Cartisano è teso a “coinvolgere il territorio nella progettazione di una Bovalino ideale pensata per i nostri figli ma anche per nostri anziani, con l’avvio di iniziative per la Comunità e che favoriscano l’aggregazione sociale”, non solo, ma anche “combattere il disinteresse per il bene pubblico, l’aggiramento delle regole, il degrado ambientale, la mancanza di quel senso di appartenenza alla comunità che è una delle cause dello stato di abbandono di questo paese, sentendo ognuno di noi la responsabilità di far funzionare questo progetto, senza deleghe ma con impegno”, insistendo sull’importanza delle iniziative culturali per “la rivalutazione e la protezione dei nostri beni architettonico-storici, vigilando affinché non si verifichino nuovamente ristrutturazioni selvaggi” perché “la cultura è anche memoria”. Deborah ha concluso che il movimento vuole “stimolare la presenza femminile”, convinta che le potenzialità creative inespresse delle tante donne, purtroppo assenti dalla vita pubblica, vanno supportate, incoraggiando queste ultime a dare il loro contributo essenziale per una progettazione che tenga conto di tutti i punti di vista”.